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ARCHIVIO CAROLS

TRADIZIONALI NATALIZI

 

 

Angelus ad virginem

Anonimo XIV secolo

Carol medievale ancora popolare al giorno d’oggi: compare per la prima volta nel Tropario di Dublino (1360 circa)

 

L'angelo entrando nella stanza dalla vergine,

suscitando in lei il timore, disse: "Ave!

Ave regina delle vergini;

concepirai il Signore del cielo e della terra

e darai alla luce, rimanendo casta,

la salvezza degli uomini,

tu divenuta porta del cielo, guaritrice dei peccati.”

 

“Come posso concepire, io che non conosco uomo?

In che modo posso infrangere

ciò che ho promesso con decisione?”

“La grazia dello Spirito Santo

compierà questi prodigi; non temere, ma rallegrati,

sicura che la castità rimarrà

pura in te grazie alla potenza di Dio.”

 

Rispondendo a queste parole

la Vergine nobile gli disse:

"Sono l'umile ancella di Dio onnipotente con te, messaggero celeste,

che partecipi di un mistero tanto grande,

sono d'accordo, e sono desiderosa

di vedere realizzato ciò che ho sentito da te;

sono pronta ad obbedire alla volontà di Dio."

 

Oh Madre del Signore,

che hai riportato la pace agli angeli e all'uomo,

quando hai dato alla luce Cristo;

prega il tuo Figlio affinché si mostri benevolo con noi, e ci perdoni i peccati: ci offra il suo aiuto

a godere della vita eterna dopo questo esilio.

 

 

Angelus ad virginem Subintrans in conclave,

Virginis formidinem De mulces inquit, “Ave!

Ave, regina virginum; Coeli terraeque Dominum

Concipies Et paries Inctacta Salutem hominum;

Tu porta coeli facta, Medela criminum”

 

“Quomodo conciperem Quae virum non cognovi?

Qualiter infringerem Quod firmamente vovi?”

“Spiritus Sancti gratia Perfici et haec omnia;

Ne timeas, Sed gaudeas, Secura

Quod castimonia Manebit inter pura Dei potentia.”

 

Ad haec virgo nobilis Respondet inquit ei:

“Ancilla sum humilis Omnipotentis Dei.

Tibi coelesti nuntio, Tanti secreti conscio,

Consentiens, Et cupiens Videre

Factum quod audio; Parata sum parere,

Dei consilio.”

 

Eia mater Domini, quae pacem redidisti

Angelis et homini, Cum Christum genuisti;

Tuum ex ora filium Ut se nobis propitium

Exhibeat, Et deleat, Peccata:

Prestans auxilium Vita frui beata

Post hoc exilium.

 

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