Tipografia L’Artigiana di Burolo 2007

 

 

TRAMA la vita di Ballao monaco vissuto nel 1300 e il mistero della nicchia (nella foto l’enigmatico pittogramma) ritrovata a seguito dei restauri nella chiesetta di San Rocco a Montalto Dora (Torino)

 

 

 

ATANOR

(Luciana Banchelli e Vincenzo Di Benedetto)

 

Complesso e intrigante romanzo storico di due autori che, in perfetta simbiosi artistica, dipanano un gigantesco puzzle medievale scolpito nella pietra. Un eremo nei boschi di Monalto dora (piccolo paesello del Canavese vicino ad Ivrea, già fulcro del precedente romanzo “Lorelleth l’energia dell’eternità” ambientato, con la massima accuratezza sotto il profilo storico e archeologico, al tempo dei Celti vedi) diventa oggetto di ricerche e poi soggetto di una intricata trama tra passato e futuro.

Il riferimento temporale questa volta è il medioevo, per la precisione il 1300, e il personaggio frate Ballao, un uomo che ha compiuto il suo personale cammino iniziatico verso l’Assoluto, in un epoca e in un contesto per i quali tale percorso si misurava necessariamente con il Dio dei Cristiani. Un libro che immerge la mente del moderno lettore nella complessità del pensiero medievale, intriso di segni e di simboli,  ricco di sfaccettature e di contraddizioni, nel tentativo di conciliare l’antico sapere e le verità rivelate della religione cristiana.

Ballao è a sua volta personaggio dall’intenso vissuto in un epoca che i più credono poco dinamica: l’umile origine non impediva, alle menti feconde di allora, l’accesso alla conoscenza, seppur nell’alveo ecclesiastico, e Ballao ebbe la ventura di vivere la sua giovinezza presso la cattedrale di Chartres e di abbeverare la sua mente all’università e sui testi degli antichi, per poi entrare nell’ordine monastico e trascorrere buona parte della sua vita nell’abbazia benedettina di Chiaravalle della Colomba (in provincia di Piacenza). Ma il cammino di Ballao si concluse a Montalto dora, tappa sulla via Francigena, strada di pellegrinaggio medievale, dove circolavano merci, soldati, pellegrini, si nutriva l’immaginario collettivo con racconti di vita vissuta in terre lontane, si intrecciavano conoscenze ed esperienze, si vivevano mirabili avventure, si assaporava la liberà.

Altri personaggi sempre tratti dalla storia, sono delineati nel romanzo in una sorta di campionario della società medievale, dando occasione per incisivi bozzetti di cultura materiale o digressioni storiche su vicende che sono ancora di interesse attuale per il grande pubblico, quali la controversa questione templare, una sorta di filo rosso che lega sapere esoterico,  pensiero ermetico ed alchimia.

Attraverso il romanzo Ballao semina la sua lezione di vita

 

(Cattia Salto)

 

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