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LA FESTA DI MEZZ'INVERNO

Le festività natalizie che si svolgono nel cuore dell'inverno sono ricche di stratificazioni di credenze e rituali, antichi come l'alba dell'uomo. Il passaggio del sole nel cielo solstiziale che segna il giorno più corto dell'anno era accolto un tempo con grande timore nella paura che il gelo e l'oscurità potessero sconfiggere la luce.
Era la natura stessa, che agli uomini paloelitici poteva sembrare governata dagli astri, a suggerire il comportamento umano.

IL SACRIFICIO DI SANGUE IN ONORE A LUG/FREY

freyr_2.jpgQuando la festa di Natale era ancora la festa di Yule presso i norreni si venerava Freyr (che significa semplicemente Signore, latinizzato in Fricco oppure anglicizzato in Frey), dio della bellezza e della fecondità equivalente per molti aspetti al Lug celtico.

 

Nell'Edda in prosa è descritto insieme alla sorella Freyia "Erano belli d'aspetto e potenti. Freyr è il più nobile fra gli Æsir; egli governa la pioggia e lo splendore del sole, e quindi i frutti della terra. È bene invocarlo per le messi e per la pace. Egli ha potere sulla prosperità degli uomini."

In realtà il Mondo a cui appartenevano i due fratelli era quello dei Vanir, gli Æsir erano gli dèi del cielo e della potenza guerriera; mentre i Vanir erano legati alla terra, alla fecondità e al piacere, dopo la guerra tra le due stirpi Freyr e Freyia andarono come ostaggi presso gli Æsir (vedi).

 

Odino stesso, il dio dalla lunga barba, è detto in norreno antico jólfaðr ( 'padre Yule') e jólnir ('lo Yule')
La festa di Yule (dal norreno jól e dal germanico jiuleis) durava 12 giorni a partire dal solstizio d'inverno ( i giorni di Yule diventati successivamente Christmastide).  poi traslati al 25 dicembre.
Ma è Freyr ad avere come animale servitore il cinghiale Slíðrugtanni (“dalle zanne terribili”) detto Gullinbursti (dalle setole come il sole).
E' per la verità un verro cioè un maiale ma di quelli di un tempo più simile a un cinghiale irsuto che al roseo porcello dell'era moderna. Creato dai nani sembra essere più una macchina da guerra che un maiale in carne e ossa: Gullinbursti è in grado di correre più velocemente di qualunque altro destriero, di notte e di giorno, nell'aria e nell'acqua, perché non esiste luogo così oscuro che non possa venire illuminato dallo splendore delle sue setole. Gullinbursti, che ha anche il compito di trainare il carro di Freyr, simboleggia il potere divino della fecondità. (tratto da wiki)
Nella Saga Heiðreks Konungs ins Vitra (la saga di re Heiðrek il Saggio), a Yule il re Heiðrek  sacrificava al dio Freyr un enorme cinghiale, detto sonargǫltr (“cinghiale dell’espiazione”), sul quale gli uomini pronunciavano giuramenti solenni posando le mani sulle setole.

LA FESTA DI FRDBLOD

Nel mezzo dell'inverno gli si dedicava la grande festa di Frdblod, "il sacrificio di Freyr" in cui i guerrieri, riuniti nella grande casa del capo, uccidevano i loro cavalli e il sangue era spruzzato sul pavimento e sulle teste dei presenti. Una coppa di sangue veniva passata di mano in mano e solo dopo che tutti avevano bevuto iniziava il grande banchetto.  La festa viene descritta nella saga di Hákon

L'usanza del sacrificio rimase nell'abitudine inglese di far sanguinare i cavalli nel giorno di Santo Stefano, santo che finì per assumere alcune caratteristiche di Freyr, e così lo vediamo raffigurato nella pittura svedese a cavallo mentre porta una testa di cinghiale per il banchetto natalizio. Evidentemente si sacrificavano anche cinghiali in onore del dio della fertilità che peraltro aveva un cinghiale dalle setole dorate, dono dei nani, per trainare il suo carro (il prosciutto di Natale è il piatto super-tradizionale della Svezia).

 

UN CINGHIALE ARROSTO

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A Yule prima del tacchino e ancor prima dell'oca sulla tavola di un banchetto medievale c'era la testa di un cinghiale arrostito, con l'immancabile mela o limone in bocca.

Il menù tradizionale del Natale inglese prevedeva sempre gli arrosti di cigni e pavoni, acconciati con tutte le loro penne prima di essere serviti in tavola, ma il piatto forte era la testa di cinghiale arrostita, condita con alloro e rosmarino. Tale usanza si conserva ancora al New College di Oxford, dove la testa di cinghiale viene portata in processione, così come si faceva un tempo.

A Oxford la cerimonia prevede che un corteo di studenti preceduti da un cantore (che ovviamente canta The boar's head in hand bring I..) rechi la testa in trionfo fino a porgerla al rettore, il quale prende il limone dalla bocca del cinghiale e lo dona al cantore, e poi distribuisce agli altri presenti, con un gesto augurale, l'alloro della guarnizione.

 

All'epoca di Elisabetta I i dodici giorni del Natale erano, per la nobiltà, occasione di festa con quotidiane cene di gale, musica e danze e tanti canti. Ma la notte di Natale la festa si faceva più frenetica, con l'ingresso trionfale del maggiordomo recante la testa di cinghiale su un vassoio d'argento, circondata di mele rosse e appoggiata su un nido di rosmarino e alloro: annunciata dalle trombe, era il segnale del primo brindisi benaugurale e poi tutti si mettevano a tavola.

 

La testa però non era semplicemente una testa arrostita di cinghiale quanto piuttosto il contenuto della testa era cucinato come una specie di soppressata speziata e piccante. Non so di ricette elisabettiane in merito ma.. nella maremma toscana, nota terra di butteri e cinghiali, c'era un modo per cucinare la testa del cinghiale, il trofeo riservato al cacciatore che lo ha ucciso.

 

 

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Artwork by John A. Hows from Christmas In Art And Song. New York: The Arundel Printing and Publishing Company, 1879



The Boar's Head Carol continua

 


FONTI

http://bifrost.it/GERMANI/Schedario/Freyr.html
http://www.orkneyjar.com/tradition/yule/yule4.htm
http://www.chefsilvia.it/notizie-eventi-culinari-corsi-sagre/notizie-varie/
1294-a-tavola-con-gli-inglesi-medioevali.html

http://goldentrail.wordpress.com/2013/08/26/a-month-for-freyr-day-26/
http://www.library.wisc.edu/etext/BookofDays/16450754.html
http://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/
bores_heed_in_hand_bring_i-sandys.htm

 

ILLUSTRAZIONI

Dal Calendario dell'Avvento di Paul Bommer: la testa di cinghiale nel suo ingresso trionfale al banchetto

(Cattia Salto dicembre 2013 integrazioni e ampliamenti nel blog Terre celtiche http://terreceltiche.altervista.org/boars-head/)

 

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