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Tratto
da “2001: Aspettando Candido”
Prima
edizione: marzo 2001 Seconda edizione: dicembre 2003 |
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-2001: Aspettando Candido – ovvero
come vivere consciamente la propria eternità. Molti sono i tratti in comune
col suo illustre predecessore, senonchè qi il personaggio sfugge di mano
all’autore. La vicenda a tratti autobiografica, finisce e comincia nel primo
racconto Percorso inverso nel febbraio 2001, qando il disperato protagonista
cerca di raggiungere la sua amata nell’aldilà. Riesce nel suo intento e viene
accolto in un ideale paradiso fuori dal tempo |
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Ma non
gli sarà concesso di godere di qella beatitudine; infatti dovrà vagare in
eterno per appagare la sua impudente brama di conoscenza. In Mani
di regina la giostra ricomincia. Tenetevi forte. Le successive
Predecameroniana (VIII secolo), I compromessi sposi (XVII sec), A Silvia (inizio
‘800), Ecologia antica (fine ‘800) e Guapperia (primi del ‘900) sono alcune
delle tappe percorse dal nostro eroe. Atto di
fede a 361° costituisce uno straordinario, caso unico nella storia della
letteratura, di disinfestazione mentale. L’animo umano viene minuziosamente
scandagliato con esiti a dir poco sorprendenti. In Aja che naja e England a
noi, si torna ai nostri giorni e Morte di un gogliardo costituisce il
testamento in tempo reale di qesto singolare personaggio. Il prosieguo del libro, a cominciare da Madrigali gallanti, non necessita di ulteriori commenti e non va giudicato, va gustato così com’è. Date anche le numerose citazioni, flash-back a tutto campo, giochi di parole, voli pindarici e intersecazioni fra le varie parti dell’opera, più che un’accurata lettura, ne vengono consigliate almeno 2 o 3 prima che… |
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A Silvia(Maudq Cofti)
Silvia, do you
remember my member?
Yes, quel member che t’entrava tutto denter! That one wished in your bewst time But you missed it, such a crime! No che non lo ricorda Ma era possente e altero E la fica sua ingorda Bramava averlo intero Insinuarsi turgido Negli antri vaginali A soddisfare sordido Le voglie sue bestiali Pensa a ciò ch’è stato E ammetti l’evidenza L’esempio del passato Ti serva d’esperienza: Provaron mai la gioia Sia Silvia che Beatrice Gusta colei ch’ingoia ‘Sta mischia imperatrice? Per colpa di balordi Come Leopardi e Dante E quell’altro ricordi Quante spugnette a Zante? Visser miseramente Negato fu il sollazzo Alla perduta gente Di degustare il cazzo |
O passera solitaria Lascia la torre antica Librati deh nell’aria E reca la tua fica Alle mie alte sfere Ov’io gioioso inondo Virgineo lo sfintere Di sperma tutto il mondo Or questo fiero pasto Ti servo con lo scopo Che’l tuo cespuglio casto Lo profanerò dopo. O Silvia delle fate Fammi una pompa, dai; le cosce tue sguarrate poscia mi offrirai! Gli sguardi alterati Il respiro sconnesso Denuncian spietati Il bisogno di sesso E tu bella topa Il premio de’ forti Darai a chi ti scopa E resuscita i morti Si, questo fia il prode A cui l’avrai data Che tromba e che gode: sarà Mazzascassata! |
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Ancora un altro assaggio da LI MADRIGALI GALLANTI |
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Libro primiero Sgrillettabil grazie concupir deggi’io Ti sventro si le coscie m’apri Suggi lo cazzo mio Deh, t’acquieta tosto penetrarmi Suavissime masturbanti De cotal guisa lo membro Ohimè per l’uterino strazio In sullo glande soggiacere Di spermenza infonderla Qual ninpha mestruata L’ejacular orsù profondi Poiché l’ingorde voglie Sebben smandrappata fregna Dello culo havvine pietate Inestinguibil smania t’inchiavarda ognor No no, ch’io sbrincio Dell’humori vostri Madonna, il disìo, cor mio, a sfraccicarti ‘l retto l’avide picciol labbra di vaginal coito la speme |
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