IL CASTELLO MEDIEVALE

CASTELLI APERTI Viaggio nel Basso Piemonte

CASTELLI nell’Astigiano

CASTELLI nelle Terre dell’Alto Piemonte

CASTELLI nel Novarese

CASTELLI nel Vercellese

 

ALCUNE FOTO

 

IL CASTELLO

di Cattia Salto

INCONTRI

Usi e Costumi MEDIOEVO

 

Il castello è una struttura fortificata che nei secoli ha contraddistinto un’epoca storica: il Medioevo.

Il fenomeno dell’incastellamento è esploso tra il IX-X sec e il XII sec mosso da cause diverse e favorito da soggetti anche diversissimi (il nobile feudatario, la signoria cittadina, i villici). Le premesse per il fenomeno partono dal clima d’incertezza a seguito delle continue scorrerie e razzie dei Saraceni, dei Normanni, dei pirati dalmati e degli Ungari. Tutta l’Europa era una facile preda incapace di mettere in campo eserciti in grado di contenere le orde dei predoni. Tuttavia spesso le presunte incursioni dei pagani, invocate come causa della costruzione di un castello, erano solo il pretesto per nascondere le manovre di appropriazione di funzioni e di terre da parte dei signorotti locali. In linea con questa tendenza anche in Piemonte l’edificazioni di castelli era motivata apparentemente dal pericolo di invasioni, ma le concessioni regie e imperiali erano la legittimazione di realtà già esistenti, a beneficio di vescovi e di grandi aristocratici locali: essi di fatto consideravano le terre appartenenti al fisco regio di loro proprietà e ne attestavano il possesso con la costruzione di un castello. Il castello finì per diventare un polo di attrazione dell’insediamento umano andando a rivitalizzare antiche città romane in agonia. L’espansione demografica successiva all’anno mille portò anche al popolamento di nuovi villaggi detti villenove. Una fortificazione particolare tipica di molti luoghi del Piemonte fu il ricetto: una sorta di deposito fortificato, in cui si ammassavano temporaneamente i beni (viveri e bestiame) della popolazione locale e in cui le persone si rinserravano in caso di necessità. Un esempio tipico e ben conservato è il ricetto di Candelo (Biella), ma numerosi sono ancora le tracce dei ricetti sia nel Biellese che nel Vercellese.

 

In questa breve introduzione prendiamo però in considerazione solo la tipologia della struttura fortificata destinata a residenza nobiliare, che accentuò la funzione di esclusiva destinazione abitativa per il dominus e il suo corteggio. I primi castelli erano poco più di palizzate in legno e fossati: una tipologia molto diffusa era la motta e certi toponimi stanno ancora a indicare la presenza di tali castelli anche in territorio piemontese come Motta de’ Conti in provincia di Vercelli. In cima ad un rilievo per lo più artificiale detto motta, si edificava una torre in legno, utilizzata come ultimo rifugio in caso di attacco e a volte anche come abitazione. La torre era circondata da una palizzata in legno e un ponte mobile collegava la motta a una corte più in basso sempre fortificata in cui erano adunati edifici ad uso abitativo, le stalle e i laboratori artigiani. Si incominciò proprio dopo il mille a sostituire l’uso del legno con la muratura in pietrame, un torrione massiccio detto mastio o maschio prese il posto della motta e una robusta cinta muraria si sostituì alla palizzata in legno.

La gamma tipologica delle costruzioni risultò molto varia anche per i vari adattamenti all’ambiente e alle necessità di ordine pratico: il mastio detto anche dongione dal francese donjons, diventò l’abitazione stabile del dominus, fino a trasformarsi in un palatium signorile incorporato al torrione difensivo. Il materiale impiegato nella costruzione era per lo più determinato dalle caratteristiche del territorio. Fra il XIV e il XV secolo nella pianura padana si diffonde l’impiego del mattone: caratteristica è la decorazione delle fasce superiori ad archetti e conci in cotto.

 

Il castello diventa nel XII –XIII secolo un’architettura imponente e articolata, segno della volontà di autorappresentazione del dominus: dal castello vengono espulsi tutti quegli edifici accessori che ospitavano i villici – e gli sforzi dell’architetto si concentrano sul come rendere sempre più lussuosa e inespugnabile la dimora.

 

L’ARTEFICE

Accende il giorno il corvo mattiniero che grida a piena gola il suo saluto.

Chi dice che il corvo porta male? Grida pure uccello presuntuoso:

non potrai annunciare sventura alle mura elevate per amore

ad arginare putredine di secoli -certo con l’aiuto di un dio.

Chi oserà me presente affermare che come caddero i templi della storia

-polvere le pupille degli artefici- così sgretoleranno queste mura

-mio sogno mia autentica vittoria -mio nome assopito nella pietra?

Perché questo è l’unico discorso destinato a contrastare il tempo.

Non conto io né gli occhi né le mani che in giogo di polvere saranno

fecondi solo a profumo d’erba: ma l’opera stupenda ha da restare

-con il mio nome dentro addormentato che desterà un giorno-a raccontare

di me e del mio sogno fatto pietra. (Fryda Rota)

 

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Castelli Aperti Provincia di Asti-Alessandria-Cuneo

Viaggio nelle Terre del Basso Piemonte con un ricco ventaglio di iniziative collegato alle visite nelle dimore storiche di una terra ricca di tradizioni e di cultura. Concerti, mostre e spettacoli con i “Castelli in scena” per ogni informazione Regione Piemonte NUMERO VERDE 800 329329

 

PROVINCIA DI ALESSANDRIA

CASTELLO DEI PALEOLOGI - ACQUI TERME –

MUSEO ARCHEOLOGICO

Informazioni: Museo 0144.57.555 I.A.T. tel.0144.32.21.42

 

La parte più antica del Castello risale alla seconda metà del XV secolo. Dal 1967 è sede del Museo Archeologico Comunale recentemente restaurato ed arricchito è diventanto uno dei più importanti musei archeologici del Piemonte. Nel parco del Castello è visitabile il Birdgarden un'oasi naturale rifugio di uccelli, anfibi e piccoli mammiferi.

Aperto tutto l’anno

CASTELLO DI RAZZANO -

ALFIANO NATTA

Loc. Gesso, 2

Ingresso: gratuito

Per informazioni: 0141.92.21.24; 0142.79.558

Dell’antica costruzione castellata non rimangono che poche tracce: oggi il castello è una tenuta agricola di grande bellezza paesaggistica, che consente una visione prospettica sulle colline circostanti; degustazioni in ambienti raffinati visita a cantine di grande valenza storica.

Per le degustazioni prenotare.

 

CASTELLO DI TORRE RATTI –

BORGHETTO DI BORBERA

Sito del castello

Per info tel. 0143697332

Dopo i numerosi rimaneggiamenti verificatisi nel corso dei secoli, l'edificio si presenta come una ricca dimora residenziale fortificata con tratti architettonici tardo-rinascimentali e barocchi.

Dimora storica e ristorante

CASTELLO DI CAMINO

Sito del castello

 

CASTELLO dei Paleologi

CASALE MONFERRATO.

Per informazioni: 0142.444.205/249. I.AT. 0142/444330

 

Il Castello sorse verso la metà del ‘300 per volontà di Giovanni II Paleologo, Marchese di Monferrato. Fu al centro di numerose vicende belliche e subì profonde trasformazioni. Con il passaggio di Casale ai Gonzaga, venne rinforzato.

Parzialmente in restauro, sono aperti al pubblico i cammini di ronda, e gli spettacolari sotterranei dell’ala occidentale ricostruiti nel ‘700.

CASTELLO DEI TORRIANI E DEI BANDELLO- CASTELNUOVO SCRIVIA.

Per informazioni: 0131/826125; 0131/826754;

Nella piazzetta medioevale, sorge il Palazzo Pretorio del XV secolo, con bel porticato ogivale, bifore e balconcino; all’interno due ampi saloni con decorazioni quattrocentesche e al pianterreno i locali della biblioteca. Il castello è dominato da una torre merlata alta 39 mt.le cui strutture originarie risalgono al 400.d.c.

CASSINE-PALAZZO ZOPPI

Informazioni:
Tel. 0144-71007

L’originaria struttura di palazzo Zoppi a Cassine fu distrutta nel corso dei secoli da numerosi eventi bellici che videro avvicendarsi i Monferrato, i francesi e i sabaudi. Appartenente ai conti Zoppi,venne edificato intorno al XIV_XV secolo. Ancora oggi il palazzo residenziale mantiene resti di mura che evidenziano la sua originaria funzione militare, infatti vi troviamo una tipica corte chiusa, con un porticato dominato da una torre. Nelle sale interne del palazzo troviamo affreschi quattrocenteschi con scene di caccia e di gioco di notevole pregio.

CONZANO-VILLA VIDUA

Ingresso: gratuito

Per informazioni tel. 0142/925132;

 

La Villa, risalente al sec. XVIII, ha una facciata ariosa con tre ordini di logge sovrapposte. E' sede di un Centro Culturale che ospita periodicamente interessanti mostre d’arte. Pregevole la “stanza dei cinesi” con motivi decorativi che testimoniano il raffinato gusto dell’epoca e dei committenti.

Aperto da maggio a ottobre: tutti i sabati e le domeniche 

Orario: 10,00/12,00 – 15,00/19,00

CASTELLO DI CREMOLINO

Dominante in cima al paese che lo ospita, paese che con i suoi 405 metri d'altitudine svetta tra le altre colline, Sorto all'inizio del Trecento oggi il castello si presenta come una struttura alta e compatta: la giustapposizione di elementi militari (il ponte levatoio, le due torri) e delle molte finestre lo rende una giusta via di mezzo fra una fortezza ed un palazzo signorile.

CASTELLO DI GABBIANO

Sito del castello

 

FORTE DI GAVI

Ingresso: 2,00 (intero) 1,00 (ridotto dai 18 ai 25 anni) gratuito per i minori di 18 anni e per gli over 65

Per i gruppi è necessaria la prenotazione

Per informazioni tel. 0143/642679

Il Forte sorge a picco sull’abitato. La struttura vasta e complessa è il risultato dei numerosi interventi effettuati in epoche diverse. All’interno, su diversi livelli, sorgono numerosi edifici destinati, all’epoca, all’alloggiamento delle truppe. Del Castello rimane una torre quadrata del '400 visibile all’interno.

 

Aperto: dal martedì alla domenica Orario: 9,30- 17,30 (visite ogni ora )

 

GIAROLE- CASTELLO DI SANNAZZARO

Sito del castello

 

CASTELLO DI LIGNANO MONF.TO  FRAZ. DI FRASSINELLO MONF.TO

Sito del castello

L'edificazione del castello risale al 1200, periodo a cui risale anche la tradizione vitivinicola.Il mantenimento della coltivazione dei migliori vitigni del Monferrato fanno del castello di Lignano una piacevole sosta per gustare vini di antica tradizione nella splendida cantina d'epoca.

CASTELLO DI LERMA

Costruito come fortezza per la difesa dalle scorrerie dei vari conquistatori e predoni, il castello, nella sua attuale struttura, massiccia e robusta, risale al XV secolo: da allora, in modo peraltro originale nel corso della storia della nostra provincia, è sempre rimasto proprietà della nobile famiglia genovese degli Spinola. Ricco di sale, arazzi, quadri e mobili antichi, gode soprattutto di una vista impagabile, sulle colline di Ovada e sui vigneti del dolcetto.

VILLA MARENGO

Costo: ingresso gratuito; con visite guidate: intero 2.60€; ridotto 1.55 €; gratuito fino a 12 anni;

Per informazioni: 0131/ 216344/ 339.72.888.10     

 

La Villa di Marengo venne costruita nel 1847 da Giovanni Antonio Delavo che acquistò l’antica locanda in cui si tramanda  Napoleone avesse sostato dopo la vittoriosa battaglia del 14 giugno 1800. Il Museo della Battaglia e il parco sono meta privilegiata di appassionati di storia e turisti.

 

CASTELLO DI MELAZZO

Ingresso: 5,00 (intero) e 3,00 euro (ridotto)

Per ulteriori info: 0144/ 41113

Antica roccaforte difensiva di origine medievale, circondata da alte e possenti mura, è posta su un poggio da cui domina il paese e l’intera valle Erro. Edificato dagli Acquesana, è circondato da un vasto parco e da imponenti bastioni merlati. Nel 1004 vi nacque San Guido. Al castello di Melazzo è legata anche la storia di Edoardo II Plantageneto deposto dal Re d'Inghilterra che vi soggiornò dal 1330 al 1333.

CASTELLO DI MONTECASTELLO

Ingresso: 5,00 (intero).

Per ulteriori info: 0131/355652

Di antichissime origini, la struttura venne più volte rimaneggiata. La veste odierna è settecentesca. Ha un'altissima torre, occupa la sommità del colle ed è protetto da due torri bertesche a mezzodì e da quattro robusti torrioni con il muro di cinta a barbacane sui 4 lati.

Del secolo XVIII sono i terrazzi, le scale, i ferri battuti, le decorazioni ed i quadri.

CASTELLO DI NOVI LIGURE

Ingresso: 3,00 ( intero ) e gratis per i bambini fino a 10 anni di età

Con biglietto Degustazione gratuita di GAVI D.O.C.

Per ulteriori info: .A.T.0143/72.585

L’impianto originale del castello del XIII sec. era molto schematico: un recinto a pianta irregolare, con l’alta torre quadrata al centro. Fortemente potenziato nel corso dei secoli sotto il dominio dei Visconti e della Repubblica di Genova, fu poi distrutto nel ‘700. Solo la torre, insieme a una parte dei bastioni di difesa, è sopravvissuta. Da non perdere la visita al labirinto di gallerie, sotto la sotto la torre e il centro storico.

CASTELLO DI ORSARA BORMIDA

Sito del castello

 

Nato come semplice torre di avvistamento intorno all’anno 1000 fu trasformato in Castello nel secolo XIV, con l’aggiunta di una torre ottagonale. La sua maestosità è intensificata dalla ricchezza di elementi artistici: pitture e sculture d’epoca. Nei pressi del Castello è visitabile l’oratorio.

CASTELLO DI PIOVERA

Per informazioni: 0131/698128

Nel XIV secolo fu possedimento dei Visconti che lo trasformarono in poderosa fortezza. Passò, poi, ai Balbi. Attualmente si presenta come un edificio complesso e assai scenografico, ancora tinteggiato in parte a lutto per la morte di Napoleone Bonaparte. E' circondato da un fossato e da un vasto parco. Di particolare interesse, oltre la visita al castello, sono i  laboratori d’arte curati personalmente dall’attuale proprietario Conte Niccolò Calvi Di Bergolo.

CASTELLO DI POZZOLO FORMIGARO

Ingresso: gratuito

Per informazioni: 0143.417054/ 0143.41.78.93;

 

Edificio medioevale edificato intorno all’XI secolo con funzione di rocca difensiva di pianura. Il fronte d’ingresso, d’epoca sforzesca, conserva la porta carraia con postierla e scanalature per il ponte levatoio. All’interno dell’ala quattrocentesca affreschi provenienti dalla chiesa delle Ghiare del secolo XV della scuola di Franceschino Boxilio e una Madonna lignea del sec. XV.

CASTELLO DI PRASCO

Per ulteriori info: 0144/375769;

Castello del XII secolo con tre torrioni semicircolari e corpo centrale articolato attorno a giardini pensili costruiti su ampi terrapieni. La struttura architettonica e gli interni danno conto degli spazi un tempo riservati ad abitazione del feudatario e di quelli destinati alla funzione pubblica di difesa, di governo e di esercizio della giurisdizione. Nel parco si trova una splendida neviera seicentesca. E' sede del "Centro per la promozione degli studi su Giorgio Gallesio" che organizza eventi culturali. Ospita un piccolo museo di cultura materiale.

CASTELLO DI ROCCAGRIMALDA

VISITABILE DA MAGGIO A OTTOBRE

Per info tel 0143/873128

Il castello di Roccagrimalda, del XIV secolo, spicca per la sua torre circolare, alta 22 metri e presenta sia suggestive prigioni sia una tipica sala delle torture del tempo.

CASTELLO SPINOLA DI SAN CRISTOFORO

Per info: TEL. 0143.744.907

Il castello è una compatta struttura difensiva costruita nel XIII sec. Sulla sommità di un colle a contorno di una torre a pianta poligonale edificata intorno all’anno 1000. La struttura, semplice e suggestiva, è contornata da un caminamento a sporgere, con beccatelli e merlature, dotato di botole difensive. Dalla stretta porta di accesso si accede al cortile interno dove si ammirano dipinti di Scuola Genovese del ‘600. Il castello ha vissuto una fase importante della storia che da Federico Barbarossa arriva a Napoleone, ospite delle stanze nel 1796.

CASTELLO DI S. GIORGIO MONF.TO

Per ulteriori info: 0321/34680

 

Fu dimora degli Aleramici, dei Paleologi e dei Gonzaga. La torre di avvistamento del castello segnalata in una mappa del 856 è la più antica del Monferrato. Si segnalano la chiesetta di scuola Juvarriana, il pozzo e le cantine scavate nel tufo. La parte barocca e quella neogotica danno vita a una affascinante mescolanza di stili architettonici.

CASTELLO DI TAGLIOLO MONFERRATO

Sito del castello

Il castello domina con affascinante austerità questo borgo dell'ovadese. La struttura più antica del Castello è la torre di forma quadrata e risalente al X secolo, che era utilizzata per avvistare le invasioni saracene. La visita in particolare si sofferma alle grande cantina del Castello, in cui vengono prodotti e conservati ottimi vini prodotti  dai vigneti del Marchese.

CASTELLO DI TERZO

Ingresso: gratuito

Per ulteriori info: 0143/89171

 

Situato su una terrazza rocciosa, il castello di Terzo, di cui resta una slanciata torre tardomedievale, rappresentò nel Medioevo un'importante fortificazione dei Vescovi di Acqui che possedevano un vasto patrimonio fondiario intorno alla Braida, fattoria e locanda posta in corrispondenza di un importante nodo viario. A questa rete stradale si può connettere l'origine del paese, che sorgeva al" terzo miglio "da Acqui.

CASTELLO DI TRISOBBIO

Sito del castello

 

Il castello che esisteva gia' all'inizio del 1200, subi' un radicale restauro nell'800. Maniero dalla tipica torre merlata del XIII secolo, immerso in uno scenario paesaggistico di forte impatto scenografico. Dimora storica e ristorante

PALAZZO CALLORI – VIGNALE –

Ingresso: gratuito

Per informazioni: 0142/933243

 

Le tormentate vicende storiche hanno lasciato segni sulla struttura che poco conserva delle forme originarie medievali. Una scenografica scalinata sale dal bel giardino sottostante. Il momento culminante della visita è nelle antiche cantine di tufo, sede dell’Enoteca Regionale del Monferrato, con esposizione dei più pregiati vini moferrini. All’interno una vineria e sale, ambienti riccamente decorati disponibili per convegni, ricevimenti e mostre. VISITE ALL’ ATRIO, SCALONE E CANTINE

GIARDINI DI VILLA GENOVA

EVENTO: Parchi d’autore

Ingresso:4,00 (intero) e gratuito inferiori ai 12 anni

Per ulteriori info: 0131/ 233503

 

L’immenso giardino si estende per circa 10.000 mq delimitati da una splendida siepe di biancospino. All'interno viali e sentieri si biforcano per poi rincontrarsi; il percorso si snoda tra cespugli di rododendri e azalee inframezzati da felci, rose antiche e moderne, piccoli arbusti e grandi alberi (platani secolari, una sophora japonica,…). Al centro del parco si può ammirare il fascino secolare di enormi querce.

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PROVINCIA DI ASTI

Terra ricca di testimonianze medievali, si può affermare che quasi ogni paese conserva ancora tracce di incastellamento (siano imponenti mura di fortificazione, ruderi, torri isolate o anche solo riferimenti toponomastici). Nella schedatura abbiamo segnalato solo i luoghi che a nostro giudizio riteniamo più significativi o suggestivi. Le notizie riportate provengono dal sito http://www.astiantica.com a cui si rimanda per le schede dettagliate e dal sito http://www.castelliaperti.it

TORRE TROYANA-ASTI.

Ingresso: 2,00 (intero), 1,00  (ridotto), gruppi da 10 o più persone

7,50, classe-scuola 5,00

Per informazioni: 0141. 39.94.60/ 0141.39.95.08

La costruzione, che si affaccia su Piazza Medici, risale, probabilmente, alla seconda metà del XIII secolo, al periodo del grande rinnovamento edilizio cittadino. Ha la funzione di torre civica e si tratta sicuramente di una delle torri medioevali più imponenti e meglio conservate in Piemonte.

Faceva parte di una delle  case forti che la famiglia Troya, di fazione Ghibellina, possedeva in città.

CASTELLO DI BELVEGLIO

Le notizie riportate provengono dal sito http://www.astiantica.com

scheda e foto del castello

Il castello risale al XII secolo, del palazzo nobiliare, tuttora esistente, sorto su parte delle antiche fondazioni, non si conosce la data precisa della sua costruzione. Negli anni Venti il proprietario “abbellì” il castello secondo il gusto neogotico

LA LEGGENDA DEL TESORO
Da molto tempo circolava voce che un immenso tesoro fosse rimasto sepolto nei sotterranei del castello di Belveglio, soprattutto da quando nel periodo in cui fu proprietario il conte montenegrino Hector Petrausch, durante alcuni lavori di restauro, si scoprì che sotto al castello vi erano rovine particolarmente estese di costruzioni più antiche, e con numerosi cunicoli e sotterranei. Per circa trent'anni il conte effettuò ricerche senza approdare a nulla. Il proprietario successivo, signor Barberis, continuò le ricerche mettendo alla luce una vicenda epica e tragica: protagonisti furono il duca Carlo Maria Matteo Farnese, nipote di Papa Paolo III e la moglie Zeusa Ellenica. Questo Farnese era figlio illegittimo, come indica il suo stemma sbarrato, di Pier Luigi Farnese che a Piacenza venne trucidato dagli sgherri di Carlo V. Dopo l'assassinio del padre, il duca Matteo con una scorta di fidi soldati raggiunge un castello ai confini delle sue terre, dove per tre anni cercò di resistere, perdendo più di 200 uomini, agli assalti di soldataglie spagnole che volevano impadronirsi del castello ma ancor più del tesoro che pensavano cospicuo, composto da un vero patrimonio di monete e gemme. Al duca Matteo Farnese premeva che il tesoro non cadesse nelle mani dell'avversario, così si premurò ad occultarlo. Dopo tre anni d’assedio da parte degli Spagnoli, il duca, impossibilitato a resistere oltre, capitolò dandosi la morte insieme alla moglie. Egli discese nei sotterranei adibiti a forzieri e fece crollare la galleria, facendosi così seppellire con i suoi tesori.
Secondo un teorico inventario, nei sotterranei si troverebbero decine di barilotti da soma pieni di monete d'oro e d'argento. Vi sono poi scrigni pieni di rubini e smeraldi, collane d'oro con smeraldi, rubini e brillanti.
Nel giardino del castello parte una galleria che penetra nella collina per una trentina di metri sino ad un antico pozzo. Il tesoro dovrebbe essere in fondo al pozzo nel quale si trova una scala a chiocciola che poi venne demolita per impedire che si raggiungesse la cripta. Gli scavi di ricerca furono portati avanti per qualche tempo, anche con persone del posto, furono trovate parecchie monete d'oro, ma il rischio di cedimenti nelle gallerie consigliarono di interrompere le ricerche

CASTELLO DI BRUNO

Proprietà privata

E’ una “residenza castellata”: un solido blocco quadrangolare, che presenta un lato incastonato da una loggia vetrata  (di epoca posteriore al nucleo originario)

CASTELLO DI BUBBIO

Proprietà privata

Domina l’intera Valle Bormida, l'imponente ricostruzione, avvenuta nel XIX secolo, è circondata per tutto il perimetro dal parco-giardino. Dell’antico complesso rimangono i bastioni, caratterizzati da tre torri d’angolo arricchite da feritoie.

CASTELLO DI CALAMANDRANA

Proprietà privata

A testimonianza del passato storico di Calamandrana il castello posto a dominio dell'antico borgo e della vallata, unico rimasto dei sei esistenti sulle colline circostanti. Il castello è circondato da un grande parco.

CASTELLO DI CALOSSO

Le notizie riportate provengono dal sito http://www.astiantica.com

scheda e foto del castello

Il castello che oggi vediamo rappresenta il risultato dell’intervento di ristrutturazione effettuato dalla famiglia Roero alla fine del XVII secolo, sui ruderi di una primitiva fortificazione del XII secolo. Oggi, il castello di Calosso, è probabilmente molto diverso dalla fortezza duecentesca, oggetto di tante ripartizioni signorili. L'attuale costruzione, fiancheggiata dall'agile torre cilindrica, è infatti abbastanza recente e di non vaste dimensioni, ma sarebbe opportuno considerare erede dell'antico castello non solo la residenza dei conti Gloria bensì l'intera area che comprende la chiesa parrocchiale e la piazzetta attigua. Non solo in questo modo le dimensioni aumentano, ma, ad un attento esame, sono così riscontrabili dei particolari già ricordati nel medioevo. Alla sommità del colle, speronato da forti bastioni (parzialmente crollati presso il parco del castello), si accede per un arco, in parte in cotto, in parte in pietra, costruito forse sul luogo dell'originaria “turris de porta” con il materiale ricavato dal suo abbattimento. Appena dentro il recinto sorge a destra la chiesa, sul sito certo della “ecclesia castri”, ricordata già nel 1203 come all'interno delle mura del castello; in faccia ad essa, presso costruzioni antiche, si trova un pozzo, riconducibile con buone probabilità al pozzo di cui si fa menzione nelle vendite del 1228. Si può dunque concludere con una certa attendibilità che l'attuale “castello” e le aree dipendenti costituissero solo il “palacium” venduto ad Asti, rimaneggiato nel corso dei secoli fino alla forma attuale. Come (in parte) per il “castrum” originario di Scurzolengo, così anche per il castello medievale di Calosso occorre pensare a un insieme di edifici che nei secoli si sono resi autonomi l'uno dall'altro, fino a far perdere quasi del tutto l'impressione di una primitiva unità. L'attributo del castello finì così per restare all'edificio che ospita i signori anche se non più fortificato.

CASTELLO DI CASTELL’ALFERO

 

Sede del palazzo comunale, fu costruito intorno al 1288 dal Comune di Asti per proteggere la zona. Nel ‘700 il maniero venne abbellito su probabile disegno di Benedetto Alfieri. Notevoli per pregio artistico le Sala Rossa e la Sala Verde.

CASTELLO DI CASTELLETTO MOLINA

Le notizie riportate provengono dal sito http://www.astiantica.com

scheda e foto del castello

Il castello di Castelletto Molina, è di origine medievale, ed è circondato da imponenti muraglioni di cinta, anticamente ancor più elevati e con merlature ghibelline. All'interno del complesso si trovano due edifici: uno civile denominato “il Palazzo”, probabilmente ricostruito intorno al 1670 dalla contessa Ottavia Thea Porta, e l'altro chiamato la “Casa Rustica”.
L'edificio seicentesco è composto da numerosi saloni tra i quali il salone d'entrata caratterizzato da un notevole soffitto ligneo a cassettone e accanto al quale è situata una cappella gentilizia, che viene aperta al pubblico due volte all'anno per la celebrazione della messa.
Il resto del castello è oggi abitato da diverse famiglie comproprietarie; alcune sue parti sono state trasformate in residenza di campagna

CASTELLO DI CASTELNUOVO CALCEA

Le notizie riportate provengono dal sito http://www.astiantica.com

scheda e foto del castello

L'origine del borgo di Castelnuovo Calcea e dell'annesso castello è incerta. Tracce consistenti di muri e altro materiale sono state trovate sulla sommità del colle, occupato oggi da un gruppo di cipressi vicino alla cascina denominata il Castello.
Dopo le distruzioni provocate da Federico Barbarossa, che nel 1154 distrusse il paese e rase al suolo la rocca, i marchesi di Incisa, l'anno successivo, s’impadronirono del territorio ed eressero un nuovo munito castello nella posizione in cui è tuttora visibile, che venne chiamato Castel “nuovo”. Del complesso eretto nel XII secolo non è conosciuto l'impianto architettonico. Le numerose distruzioni subite nel corso delle guerre tra Guelfi e Ghibellini e le successive ricostruzioni ne hanno via via alterato l’aspetto. I crolli verificatisi negli anni '40, '50 e '60 e il totale stato d’abbandono della costruzione, hanno portato alla rapida ed irreversibile rovina di tutto il complesso.
Infatti, una delle due torri ricostruite (l’altra non era già visibile nel disegno di C. Rovere prima del 1850) esisteva intatta ancora nel 1947 e anche se in cattivo stato di conservazione, priva di copertura, attaccata dalla vegetazione è intera ancora nel 1960. I primi lavori di sistemazione e di restauro, eseguiti nel 1988 da parte dell'Amministrazione comunale, divenuta proprietaria dell'area a seguito di decreto d'esproprio, hanno permesso il recupero del cortile delle scuderie del castello.
Il progetto generale di restauro prevede la sistemazione di tutta l'area storica mediante il consolidamento dei bastioni e della torre di avvistamento ed il suo successivo utilizzo quale luogo di manifestazioni e parco pubblico.
Dal 1998 l’amministrazione comunale di Castelnuovo Calcea, si occupa del restauro del castello e di ciò che ancora rimane dell’aera storica.

CASTELNUOVO DON BOSCO

TORRE E  CAPPELLA DEI RIVALBA

Per info tel. 011/9876165

Castelnuovo Don Bosco ha dato i natali a San Giovanni Bosco.

Sulla bella sommità della collina che fiancheggia l’abitato vi è la torre che, un tempo era parte integrante del castello distrutto nel 1395; attualmente è la torre campanaria per l’adiacente chiesa barocca della Madonna del Castello, costruita sull’area del fortilizio. Del castello medievale non restano che una bifora, inserita nella facciata nord del vecchio palazzo municipale, e qualche sporadico rudere della muraglia che cingeva la parte superiore del colle, sul quale era sito l'antico borgo.

CASTELLO DI CISTERNA D'ASTI

MUSEO ARTI E MESTIERI DI UN TEMPO  

Ingresso: 4,00  (intero); 3,00 (ridotto anziani over 65 e comitive min. 20 pers.); ragazzi da 6 fino a 14 anni , 2 euro. Gratuito ragazzi sotto i 6 anni;

Per informazioni: tel 0141.97.90.21; 0141.97.91.18

Suggestivo castello, si erge possente sul centro abitato dell'ultimo comune del Roero, paese noto per l'ottimo vino Bonarda, dalla prossima vendemmia “Cisterna D’Asti” D.O.C. L’edificio risale all’ XI -XII secolo;  in uno dei  saloni si trova una grande cisterna, da cui deriva il toponimo del paese. Dal 1980 è sede del Museo “Arti e Mestieri di un tempo”, costituito da ventidue stanze museali in cui sono ricostruite numerose botteghe artigiane.

Apertura: tutto l'anno, dal martedì alla domenica Orario:15,00/18,30 (ultimo ingresso ore 17,30 ) Chiuso :lunedì e le domeniche di  dicembre e gennaio

CASTELLO DI CORTANZE

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scheda e foto del castello

 

Uno dei meglio conservati di tutto l’Astigiano, grazie anche all’importante opera di restauro avviata nel ‘97, che ha restituito l’originaria bellezza al castello, è una fortezza, grande e possente, che richiama l’architettura militare trecentesca, ed è tra le poche che ancora conserva quasi integralmente l’aspetto esterno medioevale. Il castello oggi è completamente restaurato, e al suo interno vi sono degli ambienti degni di nota, tra cui il salone con volte a crociera, con eleganti chiavi in arenaria dalle figure simboliche.

LA LEGGENDA DEL FANTASMA

La “presenza”, in certe notti e in certe circostanze, è attestata in luci e ombre che ricordano una donna dal capelli lunghi, con una grande veste chiara, identificata con Viola Maria Galante dei Roero di Cortanze, figlia del conte Ercole, scomparsa in giovane età dopo una travagliata vicenda d’amore e morte. Viola, raccontavano i nonni e le nonne nelle serate di veglia davanti al fuoco o nelle stalle del vicinato, s’era sciaguratamente invaghita del giovane parroco.
Lo seguiva dalla finastra della sua camera, che ancor oggi, dalla torre dal castello, domina la chiesa dell'Annunziata. Un amore impossibile e soprattutto, raccontavano specialmente le donne anziane, non corrisposto dal religioso, il cui nome è scomparso insieme a molti atti dalla parrocchia. Ma Viola non si era mai data per vinta e aveva “rincorso” il suo oggetto del desiderio in tutti i modi, fino all’orlo della follia. Difatti, una domenica d'autunno, era successo l'irreparabile. Viola era scesa dal castello, era entrata in chiesa dalla porticina riservata ai nobili del paese, aveva estratto un lungo coltello dalle ampie vesti ed aveva trafitto davanti a tutti il parroco che si accingeva a celebrare la Messa Grande. Gli uomini, tra un bicchiere e una partita a scopa, danno un'altra versione: il parroco è meno insensibili alle offerte della contessina Viola e la tresca, finita sulla bocca di tutto il paese, scatena le ire e le minacce del focoso Ercole Roero. Invano: le sue parole non servono. E lui, al colmo dell’esasperazione per 1'onta provocata dalla sciagurata, rinchiude lei nella torre e fulmina lui con un colpo di spingarda sparato da quella finestra galeotta cogliendolo anche in questa versione sull’altare, davanti a tutti, mentre celebra la Messa Grande. Per Viola, nei due casi, nessun perdono. Condannata da tutti, non troverà pace “nè da viva, nè da morta”. Questa è la leggenda. Il castello, la torre, la camera circolare sono reali. La parrocchia ha resistito ai secoli, prima sconsacrata, poi riconsacrata e la porticina riservata ai nobili è stata stranamente murata molto tempo fa. La camera circolare è diventata la camera da letto della “suite” degli sposi, dove passavano le coppie in luna di miele ospiti del maniero. Di fronte alla camera circolare c'è il campanile con i 12 rintocchi di mezzanotte. L'ora di Viola Maria Galante contessina dei Roero di Cortanze che ancora oggi, in certe notti e in certe circostanze, non trovando ancora pace, cercherebbe in quella camera ciò che non trovò da viva.

CASTELLO DI CORTAZZONE 

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scheda e foto del castello

Il castello di Cortazzone si presenta oggi come un massiccio fabbricato di color rosso cupo, articolato in due ali e sormontato da una torre quadrata mozzata. Sorge sulla sommità del colle, separato dall'abitato di Cortazzone per mezzo di un poderoso bastione a strapiombo, alto una decina di metri, che forma il lato più caratteristico del recinto fortificato.

CASTELLO DI COSSOMBRATO

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scheda e foto del castello

Il castello di Cossombrato sorge alla sommità del colle e si presenta come un massiccio fabbricato. Il paesaggio intorno al castello non è cambiato di molto da quando, all'inizio dell'Ottocento, lo descriveva il De Canis, salvo che per la quantità d'olmi che sembrava esservi nel piazzale della parrocchiale.
Il corpo del castello di Cossombrato quasi circolare, cui è addossata una torre rotonda è la "fabbrica" più antica. Esso esisteva poco prima del Trecento come grosso mastio e siccome venne allora mezzo distrutto, fu ricostruito in parte poco dopo, assieme agli altri blocchi di questo lato. Questi hanno tracce di finestre archiacute e di cornici e dentelli. Da questa parte si ha accesso al parco, chiuso da una muraglia bassa. Da una rampa, attraverso un arcone, si entra nel castello. Qui vi è anche l'edificio sei-settecentesco, dipendenza del castello, dove negli ultimi tempi abitavano i proprietari.
Gli altri corpi, che si addossano l'uno all'altro, formando un unico complesso, sono stati edificati sul luogo in cui c'era un altro castello, detto superiore, demolito alla fine del Settecento. Questi corpi prospettano su un ampio terrazzamento, con un piacevole giardino recentemente risistemato a praticelli, con pini e palme. All'esterno il tappeto erboso continua declinando fin sul piazzale della parrocchiale, e qui si vede il portone con le feritoie del ponte levatoio. Una muraglia a scarpa chiude tutto il complesso. I suoi sotterranei contengono grandi cisterne di approvvigionamento idrico.

COSTIGLIOLE D’ASTI

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scheda e foto del castello

 

 

CASTELLO DI COSTIGLIOLE D’ASTI

Le iniziali vicende storiche di Costigliole d'Asti seguono quelle, assai più famose e studiate, del Comitato di Loreto. Ridotto ora ad una borgata rurale nel territorio di Costigliole, Loreto ebbe, a cavallo dei secoli XI e XII, una notevole importanza politica e strategica. Costituendo una parte dei vastissimi territori che Ottone I confermava ad Aleramo nel 967 d.C., divenne, verso la fine del XI secolo la principale residenza del marchese Bonifacio del Vasto.

La prima raffigurazione del castello di Costigliole è contenuta nel “Codex Astensis” manoscritto realizzato intorno alla metà del Trecento. Nella riproduzione il castello è posto alla cima di un colle e comprendente otto corpi di fabbrica. Ma la rappresentazione è poco attendibile per poter essere utilizzata. È nel corso della prima metà dell'Ottocento che, comunque, il castello subisce la definitiva trasformazione. In piena atmosfera romantica esso viene arricchito di decorazioni e forme neogotiche. La metà del castello di proprietà dei Verasis viene alienata nel 1859, e dopo numerosi passaggi di proprietà, perviene a Luigi Medici del Vascello la cui nipote Ester si sposa con Oreste Balduzzi. La famiglia Balduzzi è a tutt'oggi proprietaria della metà del castello.
L'altra metà del castello pervenne nel 1862 ad Amalia Asinari di San Marzano e da questa, per successioni, a Vittorio Luserna di Rorà il quale in data 07/09/1928 vendette, la sua parte, al Comune di Costigliole.

 

CASTELLO DI BURIO

Il castello di Burio è stato di recente restaurato. La fortificazione, edificata su di un'altura, vista da lontano offre sicuramente un certo impatto scenografico. Il complesso è un insieme di corpi di fabbrica di epoche diverse, con pianta irregolare e cortina laterizia ornata da fasce dentellate. Sul corpo centrale vi è una torre alta circa come la struttura principale, e sul lato est è stato ricavato un ponte levatoio che sostituisce la precedente scala d'accesso al cortile interno. L'interno è stato completamente rifatto in epoca barocca.

CASTELLO DI DUSINO

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scheda e foto del castello

Il castello di Dusino, notevolmente rimaneggiato nel corso dei secoli, è sicuramente degno di nota, in quanto è uno dei pochi esemplari piemontesi di una tipologia di costruzione diffusissima in Francia, Inghilterra, e per alcuni versi anche in Germania: il "maniero", cioè la residenza signorile di campagna, ma che ancora conserva nelle sue linee alcuni elementi che richiamano l'antica fortificazione

CASTELLO DI FRINCO

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scheda e foto del castello

Nonostante lo stato d’abbandono in cui versa, al castello di Frinco non manca certo di essere, anche oggi, un monumento di eccezionale fascino.
Il castello è composto da più fabbricati, ma straordinariamente uniti in un solo imponente edificio. Il gruppo più occidentale, che sembrerebbe essere la parte più antica del castello, è quello che più porta i segni dell’epoca medioevale, infatti su di esso vi sono ancora tracce di monofore, ed è ancora visibile il coronamento a merlatura ghibellina, ora otturata e adattata a sostegno per il tetto, con il sottostante fregio a denti di sega; al termine di questo fabbricato vi è il poderoso e ben conservato torrione cilindrico, che richiama alla mente quello del castello di Cortanze, anch’esso sormontato da una merlatura ghibellina, oggi parzialmente coperta dal tetto.
Il secondo corpo di fabbrica congiunge questa prima parte alle parti più recenti del castello, esse sono sorrette da altissimi archi poggianti direttamente sul tufo. La funzione di queste arcate, che sorreggono l’edificio a tre piani, è quella di sopperire alla bastionatura che s’innesta dopo il portale d’accesso con una poderosa scarpa, che circonda la parte verso sud e a occidente del castello. La seconda serie di edifici, è molto più irregolare sia come pianta che come altezza, si appoggia alla prima, mantenendone, almeno per la prima parte l’altezza, ma non l’allineamento delle finestre, e dei piani interni. Sul fianco a sud della fortificazione si aprono le tre porte d’ingresso un tempo munite di saracinesche. Il portone più esterno è protetto da una torretta che, sporgendosi dal corpo principale, sormonta la strada d’accesso al castello.

CASTELLO  DI  MARANZANA

Proprietà privata

Il castello di Maranzana costituisce un valido esempio di costruzione fortificata e s'impone per la grandiosa e austera struttura muraria, alleggerita da alcuni elementi di qualità architettonica e decorativa.

CASTELLO  DI  MOASCA

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scheda e foto del castello

I ruderi del castello di Moasca attualmente esistenti sono quanto rimane dell'edificio costruito nel XIV secolo. Della precedente fortificazione, rasa al suolo nel 1308, non sono note né l'origine né la forma.
La localizzazione attuale viene tradizionalmente considerata coincidente con il maniero trecentesco. Si trattava di un corpo di fabbrica a quattro lati, di cui quello orientale compreso tra due maestose torri a pianta circolare.
L’incuria e il completo abbandono nel dopoguerra ha prodotto un tanto rapido quanto irreversibile degrado della struttura edificata, riducendola allo stato di rudere. Attualmente è rimasto in piedi, dopo un intervento di consolidamento che ne ha garantito la stabilità, solo un ultimo frammento delle poderose mura in mattoni della facciata orientale, alle cui estremità vi sono i due grandi torrioni cilindrici, liberati e consolidati, che svettano maestosi sul terrapieno degli antichi bastioni conservando il ricordo della suggestiva imponenza.

CASTELLO  DI  MOMBALDONE

L'Associazione Nazionale Comuni Italiani (Anci), ha inserito il borgo antico di Mombaldone tra i "Borghi più belli d'Italia".

CASTELLO  DI  MOMBERCELLI

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scheda e foto del castello

Il paese di Mombercelli, nel medioevo appare come il centro più importante della valle. Sulla sommità del colle poderosamente fortificato sorge ciò che è rimasto degli edifici civili del castello di Mombercelli. La costruzione, i cui resti sono giunti fino a noi, presenta un impianto costituito da un ricetto, che cinge gran parte del colle, facendo perno sulla torre quadrata centrale, intorno alla quale si organizzano i vani fabbricati (casa baronale, cappella, rimessa, ecc.). Le strutture più antiche sembrano risalire alla fine del Trecento anche se le ripetute manipolazioni, non ultima quella che, nel ‘700, che fu eseguita per volere del conte Maggiolini, tale ristrutturazione, trasformò la fortezza in una comoda villa di campagna, ed ha vistosamente alterato il carattere architettonico delle varie parti del maniero.
Allo stato attuale, l'impianto tipologico con torre centrale, è solo parzialmente leggibile.
Il complesso si presenta, in condizioni molto precarie: il massiccio portale che segna l'accesso alla rocca conserva l'aria maestosa ed imponente di un tempo. Da esso parte il ripido camminamento che, fra i poderosi contrafforti ed i possenti bastioni, conduce al cortile sul quale si affacciavano la torre, la cappella e l'edificio padronale. Si intuiscono i segni dell'antico splendore nei saloni con le finestre affacciate sulla valle e con le volte che conservano esigue tracce di decorazioni affrescate ormai perdute. Lo stesso dicasi della scala che dall'atrio portava ai piani superiori ed ai sotterranei. L'assenza di fregi e degli elementi decorativi in pietra che ornavano la casa padronale, irrimediabilmente degradati o brutalmente asportati dalla loro sede, rende il quadro complessivo ancora più desolato.
Un lato del complesso è completamente diroccato ed a fatica si scorgono, le strutture murarie di gusto barocco che hanno segnato l'ultimo periodo di vita del complesso, prima dell'abbandono. E, invece, negli ampi e spaziosi sotterranei, divisi in stanzoni voltati ormai praticamente inaccessibili che permangono le tracce delle strutture più antiche e cariche di storia.

CASTELLO  DI  MONALE

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scheda e foto del castello

Il castello di Monale, costruito nel XII secolo, distrutto e ricostruito due secoli dopo, venne ristrutturato diverse volte, fino a che, dopo il restauro fatto eseguire dai Gani, secondo il gusto del tempo, venne fatto ripristinare l’antico aspetto medievale a scapito di quello settecentesco.
Oggi l'aspetto della fortificazione è tuttavia pittoresca; essa si presenta come un solido impianto caratterizzato da pianta rettangolare con un avancorpo porticato d’ingresso, con cortina laterizia ornata da due fasce dentellate e delimitata da torrioni quadrati angolari. Sull'ala a nord-est del fabbricato sono visibili resti di archi ogivali, e sul prospetto interno prospiciente il cortile, è ancora visibile lo stemma gentilizio degli Scarampi. All’'interno del castello, vi sono quaranta camere, alcune con soffitti a cassettone, completamente arredate, poiché il castello è attualmente residenza estiva dei conti Gani. La bastita, citata come “castrum de bastita”, è caratterizzata da una pianta a L ed è dominata da una torre quadrata che presenta caratteristiche neogotiche.

CASTELLO  DI  MONASTERO  BORMIDA

info: 0144/88012

 

 

Il Castello si trova nella parte bassa del paese, alla quale si può accedere, salendo da una caratteristica alzata a ponte, attraverso una delle porte di ingresso della antica cinta muraria. La piazza mantiene ancora in parte l'antica pavimentazione in pietra fluviale che rappresenta una caratteristica di queste valli Di particolare rilevanza nel complesso architettonico è la torre, unita all'edificio da un arco di singolare tipologia. Di puro stile lombardo, la torre viene costruita probabilmente intorno all'XI secolo. La facciata principale, fregiata da imponenti lesene di gusto barocco, rivela una rielaborazione seicentesca. Oggi il castello di Monastero Bormida è di proprietà comunale, ed è la sede del Municipio

CASTELLO DI MONCALVO

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scheda e foto del castello

La fortezza sorta su di una più antica roccaforte aleramica, si era andata sempre più articolando e rafforzando nel corso dei secoli. Quello di Moncalvo era indubbiamente uno dei maggiori complessi fortificati di tutto il Monferrato: comprendeva un castello ben munito e capace di adattarsi anche alle esigenze della guerra in epoca moderna, cioè trasformabile in forte (anche se non bastionato), nonché una cinta fortificata cittadina tutt’altro che disprezzabile.
Di questa formidabile cittadella oggi ben poco è rimasto: tuttavia il castello, isolato a settentrione del paese, non manca di sprigionare, dal suoi torrioni segnati dal tempo, il fascino evocativo dei duri e gloriosi assedi sostenuti.

CASTELLO DI MONCUCCO

Museo del Gesso

Per ulteriori info: 011/9874701

 

L’imponente castello è costituito da una massiccia struttura, ed è ancora cinto da robuste mura. Il Castello risale ai secoli XIV - XV, ma porta su di sé i segni di ampliamenti e modifiche dei secc. XVIII e XIX. Affiancato da torri e recintato da solide mura, domina il paese e offre un magnifico paesaggio da ammirare. E’ sede del primo nucleo del Museo del gesso. Svolge attività di promozione per l'arte contemporanea.

MONTECHIARO D’ASTI: RICETTO

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scheda e foto del castello

Il paese di Montechiaro, quando fu fondato, venne diviso in tre quartieri e parrocchie, rappresentanti le tre comunità principali che concorsero alla sua fondazione. L'impianto è attraversato da una via principale e da una secondaria, ad essa parallela. Esso focalizza due dominanti: ad ovest la piazza della parrocchia di Piesenzana, al centro quella di Maresco, cioè la vecchia piazza del mercato, cui si accede da una torre-porta detta dell'orologio. Montechiaro era possentemente fortificata, con difese che avevano ancora validità nel XVI e XVII secolo, e sicuramente la sua poderosa torre-porta, edificata a pianta quadrata e di notevole altezza, doveva rappresentare un elemento fondamentale nella difesa della villa forte. Sebbene le attuali feritoie visibili dall'esterno, sopra l'arco bicromo a sesto acuto, siano troppo strette per lasciar scorrere i bolzoni, è probabile che qui vi fosse un ponte levatoio, sopra il fossato che circondava il paese. In cima alla torre sono presenti quattro aperture a tutto sesto (una per lato), il tetto a cuspide non è coevo alla costruzione, ma di più recente realizzazione, ed è anche di recente installazione l’orologio oggi visibile sulla sua sommità.
A sud-ovest del ricetto le case si appoggiano all'alta muraglia del recinto, impostata su archi di scarico. Il prospetto esterno è formato da tratti disomogenei di muratura, da cornici seghettate o a “dentelli”, da tracce di merlatura ghibellina su diverse altezze. E da finestre e balconcini disposti quasi senz'ordine, “macchie” d'ogni epoca. Il corpo più basso è costituito da una torriola circolare, che si attacca ad un tratto della muraglia, dove vi sono tracce del rosone e delle finestrelle della chiesa che vi è addossata. Particolarmente interessante è il muraglione che sostiene ed affianca l'attuale parrocchiale. Su questo sono incastonate, fra l'altro, conci di arenaria con motivi romanici, ad intreccio. Al livello del sagrato corrono due cornici, di cui una a “denti di sega”. Queste sono poste più in basso nell'edificio a sud. Esso si alza per quattro piani fuori terra: si possono vedere tracce di due ordini di finestrelle e di una finestra ad arco acuto modanato in cotto al livello dell'ultimo piano. Nel sottotetto, vi sono ancora tracce di finestrelle

CASTELLO DI MONTEGROSSO D’ASTI

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scheda e foto del castello

L'antico castello, che corona la sommità del colle sul quale sorge l'abitato di Montegrosso d’Asti, appare a prima vista in posizione meno evidente di quanto dovrebbe, essendo parzialmente coperto alla visuale dal volume non meno appariscente della chiesa parrocchiale dei SS. Secondo e Matteo, che quasi gli si addossa; è difficile invece non provare una certa suggestione nel trovarsi davanti alla fiancata rivolta a nord-est della massiccia mole del maniero.

CASTELLO DI MONTEMAGNO

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scheda e foto del castello

Della primitiva costruzione dell’XI-XII secolo non rimane nulla di identificabile. La struttura che vediamo attualmente è quella data al castello con i restauri appartiene al XIII - inizio del XIV secolo. Caratteristici dell'interno sono i sotterranei, che costituivano le carceri ed un'ampia sala voltata, “l'aula del Senato”. Il castello di Montemagno, può vantare d’avere ancora tutt’oggi, il ponte levatoio originale, e funzionante

MONTIGLIO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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scheda e foto del castello

CASTELLO DI MONTIGLIO (sito internet del Castello)

Il castello di Montiglio domina con la sua mole il paese e la collina su cui sorge, caratterizzandone il profilo a grande distanza. L'attuale edificio, con pianta a L irregolare e allungata, è la parte residua di una più complessa struttura che aveva pianta a U, dongione al centro e avancorpo che si estendeva davanti al fronte sud, fino alla costruzione che oggi sorge isolata alla estremità sud-ovest del cortile. Tale impianto, che sfrutta al meglio le possibilità difensive del sito, probabilmente corrisponde a quello medioevale. Il fronte bastionato, di cui si riconoscono chiare tracce nella conformazione del terrapieno che chiude a occidente l'area di pertinenza del castello, fu invece aggiunto, con ogni probabilità, nel XVI secolo. Interventi settecenteschi hanno alterato, specie nell'ala a nord-est, il primitivo aspetto del maniero conferendogli dignità residenziale, con la creazione di uno scalone, un elegante salone ovale dilatato da finte quadrature, un terrazzo sovrastato da una torre ed un portico che si apre sul giardino a nord, dove siepi di bosso disegnano un labirinto. Le grandi cantine voltate vennero nello stesso periodo attrezzate per la lavorazione e la conservazione del vino.

Castello dall'antica memoria ospitò famosi Trovatori che qui composero note Canzoni. Leggende d'amore abitano tuttora il maniero. Nella piccola cappella del parco è conservato un mirabile ciclo di affreschi del ‘300 di scuola lombarda.

 

Apertura: Il Castello é visitabile tutto l'anno per gruppi previa prenotazione via fax 0141994985

 

CASTELLO DI RINCO

Attualmente il castello di Rinco, con pianta a U, presenta le facciate in stile neoclassico e una torre d’angolo a pianta circolare che chiude versò il parco, cinto da un’antica muraglia. Sotto questo fronte passa una stradina lungo la quale si vedono tratti dell’antico ricetto, esistente ancora alla fine del Cinquecento.
A fianco del castello si trova l’alta torre, nata quasi certamente come torre di vedetta. Essa, presumibilmente, ha poi costituito il punto di partenza per l’erezione del castello, divenendone, molto probabilmente, il mastio della fortezza. Della torre di vedetta conserva tutt’ora l’aspetto e tutte le caratteristiche, compresa la porta eccessivamente sopraelevata per una torre castellana, e la sua notevole altezza.

Splendido il giardino all’italiana coi geometrici disegni delle siepi in bosso e la suggestiva peschiera al suo centro. Su di esso prospetta la Sala dell’Alcova, una delle pochissime ancora conservate in Piemonte. Durante la rassegna sarà possibile visitare la mostra: “Gli Arazzi di Licata”.

Apertura: tutti i week-end dal 26 maggio al 22 settembre con il seguente orario 10,30/12,30 e 14,30/18,30

Per ulteriori info. 011/ 4379070

CASTELLO DI OLMO GENTILE

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scheda e foto del castello

Il borgo di Olmo Gentile è arroccato intorno al castello sulla sommità di un colle. L'elemento più antico e caratteristico è l'alta torre quadrangolare coronata da una serie di robustissimi, allungati supporti di pietra, che dovevano sostenere il ballatoio ora scomparso.
La datazione tradizionalmente accettata la fa risalire al XII secolo, e le evidenti analogie architettoniche con altri edifici esistenti nel circondario, inducono a considerarla fra i migliori esempi di quella corona di torri alte e quadrate che caratterizzava in epoca medioevale il paesaggio dell'Acquese e, in termini estensivi, di tutto l'Alto Monferrato.

CASTELLO DI PASSERANO

Per ulteriori info: 0141.90.36.00

 

Il castello di Passerano è forse uno dei migliori dell'Astigiano, poiché, ha conservato all'interno delle sue antiche strutture le testimonianze preziose e originali delle epoche nelle quali si andò sviluppando. Antichissimo possesso dei Conti Radicati, assunse una certa importanza nel periodo compreso tra il tardo Medioevo e il Rinascimento. Forse edificato nel XII secolo, subì degli ampliamenti nel Quattrocento e nel Seicento. La parte più antica è costituita da una tozza torre quadrata. Degni di nota gli interni, con belle sale decorate e arredi preziosi tra cui alcuni cimeli del musicista Robert Schumann.

CASTELLO DI PIEA

Per ulteriori info: 0141/901641

 

Il castello sorge alla sommità del colle che domina l'abitato ed è in gran parte celato alla vista dalla lussureggiante vegetazione del parco. Quasi più nulla è rimasto del suo aspetto originario, tranne forse le fondamenta e le cantine, e si presenta come un sontuoso palazzo settecentesco, di tre piani fuori terra. All'interno si trovano numerose stanze con un ricco arredamento, un ampio salone, la galleria e una piccola cappella gentilizia. Fu edificato probabilmente verso l’XI secolo. Nel corso dei secoli subì numerose modificazioni e da fortificazione divenne palazzo gentilizio agli inizi del Settecento, grazie ai Conti Roero. Di notevole pregio artistico le volte affrescate del salone da ballo e delle stanze attigue ad opera dei fratelli Galliari, datate 1762. Ogni anno nel mese di maggio ospita una mostra di antiquariato.

CASTELLO DI PINO D’ASTI

I resti dell'antico castello di Pino d’Asti, d'impianto medioevale, risalente probabilmente al XIII secolo, furono integrati per la maggior parte in costruzioni sei-settecentesche

CASTELLO DI ROBELLA

Proprietà privata

Il castello di Robella, risalente al XIV secolo, venne edificato su di una costruzione precedente di minore entità, e di esso rimangono attualmente nelle cantine elementi murari presumibilmente risalenti al XII-XIII secolo. Fu nei primi anni del secolo scorso che la facciata del vecchio castello, ormai villa contornata da un bel parco, fu modificata dall'ing. Carlo Bernardo Mosca.

CASTELLO DI ROCCAVERANO

Le notizie riportate provengono dal sito http://www.astiantica.com

scheda e foto del castello