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Il CASTELLO DI BURONZO

Il paese di Buronzo mostra una caratteristica tanto unica quanto rara: sull'altura che delimita il centro storico, furono costruite diverse case forti, una per ogni ramo della famiglia Buronzo, che si divise in Agacia, Bastia, Berzetti, Bucino, Delle Donne, Gottofredo, Plebano e Signori, ognuno dei quali mantenne il diritto ad una parte del feudo originario. Ognuna di queste famiglie, sull'altura del paese, fece costruire la propria casa forte con il lato difensivo all'esterno e l'altro verso la piazza e la chiesa configurando la planimetria di un “castello consortile” di cui oggi rimangono svariati segni, come merlature, murature e torri. Sono stati ritrovati numerosi cunicoli sotterranei, attualmente ostruiti, che dovevano servire per la fuga in caso di assedio o per permettere l’arrivo di rifornimenti agli assediati.
Per la sua posizione geografica Bronzo fu oggetto di saccheggi e devastazioni.

Nella sua forma attuale il castello risale al XIII secolo probabilmente su una fortificazione preesistente.

LEGGENDE

Vicino a Buronzo scorre un fosso, anticamente chiamato "Fossatum Malum" e oggi conosciuto come Fos Alman. Sono stati ritrovati resti di tombe antiche e dicono tesori maledetti che avrebbero portato sfortuna ai loro possessori.

Una leggenda fa risalire la famiglia dei Bronzo da un principe guerriero sceso in Italia con Carlo Magno; un’altra narra che un giorno tutte le campane della chiesa si misero a suonare per chiamare a raccolta gli uomini per partecipare alla crociata contro Fra’ Dolcino.

Le voragini e i pozzi tuttora esistenti all’interno delle mura (che servivano per raggiungere le sorgenti d’acqua sotterranee), si sono trasformati nella fantasia popolare in trabocchetti occultati nei pavimenti per far precipitare i nemici e lì lasciarli morire di fame.

Si racconta anche di streghe trasformate in gatti neri, viste danzare sulle tombe delle persone trucidate nel castello.

 

 

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