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Nel Medioevo la consumazione del pasto, specialmente in occasione di un banchetto, seguiva un preciso rituale la cui supervisione era affidata al “maggiordomo” o “maestro di casa”: nell’Alto medioevo si trattava del “cellarius” il dispensiere incaricato all’approvvigionamento del cibo, ruolo poi passato allo “scalco” l’incaricato al taglio della carne. Nel Rinascimento questa figura assume il nome di “Maestro di Cerimonia”, responsabile del personale di servizio, dell’aspetto della tavola, della composizione del menù, del tema e tenore degli intrattenimenti. Ecco come viene definito dal letterato cinquecentesco Sperone Speroni: "Egli è poeta, che canta versi per sfuggire al tedio e alla stanchezza. È geometra quando sceglie e dispone pezzi tondi e quadrati, chiari e scuri, a seconda della pietanza e del vassoio, è matematico quando conta le scodelle e le pentole, pittore quando cobra gli arrosti, le salse e i sughi. E’ medico perché sa cosa è più digeribile e cosa meno, e fa giungere i piatti in tavola nella giusta sequenza, chirurgo che sa tranciare con maestria, filosofo perché conosce la natura dei cibi, delle stagioni, degli elementi ignei più o meno forti. Egli è vario come la sua arte, dolce e amaro a un tempo". INIZI IL BANCHETTO!I piatti preparati sono portati in tavola dalla cucina
alla sala in grandi bacili o vassoi, le “portate” consistono in diversi
piatti riuniti in un unico “servizio”. In alcuni menù si distinguono con
“servizi di credenza” (i piatti freddi) e “servizi di cucina” (i piatti
caldi), alcuni raggruppamenti basati sull’intercalare tra l’inizio e la fine,
di uno o due servizi di credenza con uno o due servizi di cucina. Ma l’unica
regola generale che si ravvisa dalle fonti è quella che si iniziava con
pietanze e bevande dolci e si proseguiva con il salato e con l’agro-dolce, al
contrario di ciò che accade oggi! |
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Nella
sala del banchetto entrano in fila processionale i servitori: il “Maestro di
Cerimonie” è contraddistinto oltre che dall’abito anche dal coltello che
porta appeso alla cintura. La
disposizione dei tavoli è a forma di “elle” e lo spazio centrale è per il
momento occupato da una coppia di cani (che giocano tra loro in attesa degli
avanzi). Il tavolo d’onore riservato per l’occasione alla coppia di novelli sposi, è evidenziato da una struttura a baldacchino ricoperta con arazzi dorati. La tovaglia è candida e la tavola è apparecchiata solo con il coltello; in alto i suonatori annunciano l’entrata del servizio con uno squillo di trombe, contro la parete la credenza di parata mette in mostra il vasellame d’argento. Accanto vi è l’incaricato alla preparazione del vino e un giovane coppiere si trova alle spalle del signore pronto a porgere ogni bevanda richiesta. |
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LA CREDENZA DI PARATANel Medioevo era un basso tavolino che veniva sistemato
accanto al tavolo d’onore per reggere i piatti con le vivande destinate a
essere assaggiate, prima di essere servite, dal "credenziere" (il servitore addetto anche alla cura della
dispensa), al fine di assicurarsi che non fossero avvelenate. La
credenza indicò poi il mobile che conservava i servizi da tavola o,
temporaneamente, i cibi (il “buffet” in francese, con il passare del tempo il termine è diventato sinonimo di pranzo in
piedi, dove fin dall’inizio vengono sistemati ad arte su un’ampia tavola:
cibi, vini e bevande) |
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“La
qual credenza, che è a mezo tondo di botte, è ricoperta di festoni di verzure
e fiori e tutta piena di grappoli d'uve e pampini , sotto i quali sono tre
ordini di vasi bizarri, bacini, boccali, tazze e coppe, ...che paiono di vero
argento e oro..." Vasari |
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Nei modelli più antichi la credenza aveva struttura semplice, bassa e larga, con sportelli ed eventuali cassetti al di sotto del piano di appoggio; in seguito complicò le sue forme, fino ad avere due corpi sovrapposti, di cui quello superiore arretrato. La credenza prima di diventare un mobile fu però una
struttura temporanea, fatta di assi e cavalletti e coperta da una tovaglia
bianca, provvista di un’alzata o di gradini. Veniva utilizzata per mettere in
mostra il vasellame e gli argenti da pompa (piatti, bacili e brocche, vasi,
tazze, bacili, creati solo come elementi di magnificenza). |
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Attorno al Tavolo d’Onore si avvicendavano molti domestici, sotto il controllo del “Maestro di Cerimonia” e dei suoi assistenti.
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La carne e il pesce sono sempre accompagnati da una salsa
o versata direttamente sulle fette oppure servita a parte in piccole coppe
poste sulla tavola a fianco dei commensali, ognuno immerge il boccone nella salsa
a suo piacimento. Quasi tutto il cibo servito era preparato in modo da poter
essere preso e mangiato con le mani o
meglio con la punta delle dita (così come prescrivono le buone maniere
a tavola), con la punta del coltello o con il cucchiaio. Nel medioevo era più
che lecito fare la “scarpetta”! continua |
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