HOME

ARCHIVIO CAROLS

TRADIZIONALI NATALIZI

 

 

E’ un canto del periodo natalizio, ma non di Natale in senso proprio, in quanto si riferisce alla Festa di Santi Innocenti (Childermas in inglese antico) che si celebra il 28 dicembre e che ricorda la Strage degli Innocenti, i bambini coetanei di Gesù abitanti a Betlemme, compiuta da Re Erode.

Coventry Carol (nota anche col titolo di Lully Lullay) fu composta nel 1534 da Robert Croo, per una delle Sacre Rappresentazioni tradizionali della città di Coventry che rappresentavano proprio la Strage degli Innocenti.

Si tratta probabilmente di uno dei più antichi canti del periodo di Natale giunti fino a noi.

 

COVENTRY CAROL

 

Testo dal Pageant of the Shearmen and Tailors (Anonimo, XVI secolo)

 

L’inno di Coventry è anche conosciuto come The Lullay Song e prende il suo nome dalla città di Coventry in Inghilterra. E’ un canto dolcissimo in cui Maria vorrebbe proteggere la sua creatura da tutti i mali del mondo.

 

Ninna nanna, piccolo bambino
Fai la ninna, fai la nanna, piccolo bambino


Fai la ninna, fai la nanna

O sorelle, che possiamo fare
Per preservare in questo giorno
Questo povero bimbo
A cui noi cantiamo
Fai la ninna, fai la nanna?

 

Erode, il re
Nella sua ira
Ordinò in questo giorno
Ai suoi soldati
Che davanti ai suoi occhi
Uccidessero tutti i neonati.

 

Ahimè, Povero bambino!
E sempre mattina e giorno,
Per la tua morte
Non si dice e non si canta
Fai la ninna, fai la nanna

 

La traduzione poetica di Fryda Rota

Ninna nanna mio bambino: dormi presto

mio piccino. Accostatevi sorelle: noi dovremo preservare questo giorno nel ricordo. Ricordiamoci di Erode, re malvagio

che pretende solo sangue, solo morte.

Non avranno ninne nanne i bambini

che ora dormono nella culla della terra su cuscini verdi d’erba. Ma tu dormi mio piccino, dormi e sogna mio bambino.

 

 

Lully, lulla, thou little tiny child

by by, lully lullay

 

O sisters too

how may we do,

for preserve this day,

this poor youngling

for whom we do sing,

by by, lully lullay

 

Herod the king

in this raging

charged he hath this day

his man of might

in his own sight

all young children to slay.

 

That voice is me

poor child for thee!

and ever morn and day,

for thy parting,

neither say nor sing,

by by, lully lullay