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DICEY RILEY LA DUBLINO DEI DERELITTI

Ho preso spunto da una canzone tradizionale di Dublino che parla della signora Riley, una vecchia prostituta soprannominata Dicey (vedi), per affrontare il tema della Dublino povera di fine Ottocento- inizio Novecento, quando la città contava 400.000 abitanti di cui 90.000 erano lavoratori sfruttati e disoccupati con famiglie numerose e poverissime. 

I DORMITORI POPOLARI DI DUBLINO

Prostituzione e alcolismo erano la regola come l'alta mortalità dovuta alla denutrizione, alle scarse norme d'igiene e alla mancanza di assistenza medica e di medicine. Dal rapporto della commissione d'inchiesta governativa istituita nel 1913 per studiare il problema delle condizioni di vita delle classi popolari si legge dell'esistenza di molti tenements ovvero caseggiati del centro città che un tempo erano edifici georgiani abitati dalla media e alta borghesia e trasformati a fine ottocento e inizi novecento in dormitori popolari. Tenements composti da «sette o otto stanze, ognuna destinata a una famiglia, che ospitano in totale tra le quaranta e le cinquanta persone», e ancora «una stanza di 3 metri quadrati, senza alcun mobilio, in cui una famiglia di 9 persone, tra cui 7 bambini, dormiva senza coperte per terra su un cumulo di paglia che non sarebbe bastato a un gatto».

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IL MONTO

Take up to Monto” o più comunemente “Monto” è una canzone popolare dublinese sul famoso quartiere a luci rosse di Dublino.
Chiuso nel 1925, aveva origine in Montgomery street (rinominata Foley Street) ed è stato il più grosso mercato del sesso di metà ottocento, il più grande d’Europa per quei tempi. “Monto derived its name from Montgomery Street, now Foley Street, which runs parallel to the lower end of Talbot Street on the way to what was Amiens Street Railway Station (now Connolly Station). But the heart of Monto was Mecklenburgh Street Lower (now Railway Street) and the surrounding lanes and alleyways – many of which are gone and replaced by flat complexes such as Liberty House Flats”

Come osserva ancora Terry Fagan nel suo libro ‘Monto – Madams, Murder and Black Coddle’ la vicinanza con la caserma dell’esercito britannico e le banchine del porto ne hanno determinato lo sviluppo: nel momento d’oro tra il 1860 e il 1900 circa 1600 prostitute lavoravano a pieno ritmo e si dedicavano sia ai professionisti e agli aristocratici (intrattenuti in salotti con musica e vino e nelle residenze georgiane più eleganti) che al popolo (nelle viuzze del “Kips” molto ben più fatiscente).
Serpeggiava ovviamente per il quartiere un malcontento nei confronti dei “signori” visti come sfruttatori delle “povere sfortunate ragazze” per lo più ragazze di campagna attirate in città con il miraggio di un lavoro come domestica, ma anche figlie di famiglie povere e disoccupati.

Il Monto è stato anche un quartiere caldo per l’IRA, con varie case sicure. All’inizio del 1920 in piena campagna moralizzatrice e sanitaria sostenuta dallo Stato, “l’esercito di Maria” ha fatto piazza pulita di quello che restava del Monto facendo chiudere le ultime case delle Madams! Ovviamente la prostituzione non è scomparsa da Dublino, ma solo dai dintorni (la procattedrale di Santa Maria in Marlborough street non poteva certo coesistere accanto a un quartiere a luci rosse!)

UNA MAPPA DI DUBLINO

In una popolare street ballad di inizi Novecento viene elencata una mappa della città vista attraverso le opportunità di lavoro che ogni zona poteva offrire. In "The Dublin Jack of all trade" sono così evidenziate le attività illegali e/o dalla dubbia moralità che si praticavano nei quartieri più degradati.

LA DUBLINO POPOLARE

Biddy Mulligan  è una canzone del musichall su una vedova che risiedeva a Coombe, il quartiere popolare di Dublino tra le cattedrali Christchurch e Saint Patrick, che fin dal Medioevo era sotto le giurisdizione della Chiesa cattolica e dava asilo e protezione alla povera gente.
Era il quartiere delle Liberties (perchè situato fuori dalle mura della città e dalla sua giurisdizione) e ancora oggi è un quartiere operaio e popolare che insieme a quello di Saint James, intorno alla birreria Guinness sono la Dublino storica (soprannominata "The Four Corners of Hell", perché c’era un pub in ogni angolo).
La nostra signora Biddy Mulligan vendeva per strada, a seconda dei giorni, frutta fresca o pesce e come personaggio fa il paio con la molto più famosa Molly Malone, la giovane pescivendola che girava per le stradine di Dublino con il carretto pieno di molluschi

THE RARE OULD TIMES

Un luogo non è solo un fatto topografico, è il luogo della memoria e degli affetti, sono le persone che ci vivono, e ogni generazione ha la sua immagine della città.

Così nella canzone del poeta-scrittore e cantante di Dublino Pete St. John, il protagonista nato in un quartiere operaio di Dublino, si ritrova invecchiato, e non riconosce più la Dublino dei suoi ricordi: il protagonista amareggiato confronta l'immagine della sua Dublino, quella della giovinezza di quanto corteggiava la bella Peggy, dei music-hall e delle case di mattoni, con quella di vetro e cemento a cui sente di non appartenere più, perchè lui è rimasto parte della Dublino dei tempi andati, "the rare old times", i vecchi tempi di "rara bellezza", quelli per lui erano gli anni '50 o '60.

Ring a ring a rosie, as the light declines,
I remember Dublin city in the rare oul’ times.
(in italiano: “Giro giro tondo", quando la luce cala,
ricordo la città di Dublino nei bei tempi andati.)

Cattia Salto, febbraio 2017