LA VIA DELLE STELLE

 

 

“Sarà capitato anche a voi, di soffermarvi ad ammirare, in una serena notte d’estate, la volta del cielo e le miriadi di stelle che vi brillano; a guardare attentamente i puntini, vi accorgerete che sono di grandezza diversa e alcuni luccicano più intensamente di altri.

Se lasciate poi che lo sguardo si perda in quel meraviglioso spettacolo… incomincerete a vedere… un sentiero tra le stelle… delle linee immaginarie… andare da un puntino all’altro, fino a quando nel cielo si staglieranno delle figure.. gigantesche: gli antichi, vi scorsero dei, eroi e fantastici animali e immaginarono tante storie come se il cielo fosse un immenso palcoscenico..

Un immenso palcoscenico che di stagione in stagione mette in scena nuove storie… eh si perché con il volgere delle stagioni anche nel cielo mutano le stelle, alcune tramontano e altre si levano, così i disegni si scompongono e ricompongono e i personaggi si rinnovano, pronti a narrare nuove avventure…”

 

SCHEDA DETTAGLIATA

 

COSTELLAZIONI DEL CIELO PRIMAVERILE

SPIGA E LA VERGINE

VERGINE

Questo insieme di stelle ha ricordato in molti popoli antichi una figura di donna, l’immagine celeste di una divinità primordiale, la Grande Madre Terra, dea della vita, che governava il raccolto dei campi, una regina del mondo che dominava incontrastata nell’alba del tempo… poi vennero le divinità maschili e i re, ma non riuscirono mai a cancellarne il ricordo… 

Gli antichi Romani la chiamarono ASTREA, dea della giustizia che regnava sul mondo nella mitica età dell’Oro. Nelle età successive che segnarono la decadenza (con odio e guerre) Astrea esortò invano gli uomini a percorrere la strada della pace, finchè disgustata, abbandonò la terra per volare tra le stelle.

 

 

LEONE

LEONE

il Leone di Nemea, ucciso da Eracle nella prima delle sue dodici fatiche. Alcuni dicono che fu generato da Selene, la Luna, che lo lasciò tra i monti Nemei per punire i suoi abitanti.

Nei tempi dell’antico Egitto il Sole faceva il suo ingresso nella costellazione del Leone nel periodo più caldo dell’estate Questo momento astronomico vedeva anche la levata eliaca della stella Sirio in coincidenza con le piene del Nilo mentre i leoni del deserto per sfuggire alla siccità si recavano proprio nella valle del Nilo.

L'associazione dell'animale con la benefica acqua del fiume spinse a scolpirne la testa sui cancelli che aprivano i canali d’irrigazione della vallata. Il simbolo si è perpetuato nelle fontane, che raffigurano leoni dalla cui bocca sgorga uno zampillo d'acqua

 

ORSA

ORSA MAGGIORE

La costellazione è circumpolare ovvero nei nostri cieli non tramonta mai, ma in primavera è più facile individuare le sette stelle luminose che compongono il Gran Carro: il carro di Re Artù per i Celti, di Thor per i Germani e di Odino per i Vichinghi. Nella mitologia greca, invece, l'Orsa si identifica con CALLISTO, la ninfa amata da Zeus, re dell’Olimpo trasformata in Orsa dalla gelosa moglie Era e condannata a vagare per i boschi, conservando coscienza della sua passata umanità.

Diventata preda del suo stesso figlio, Zeus per compassione, li trasportò entrambi in cielo uno accanto all’altra.

 

CORVO E IDRA

CORVO

La costellazione del Corvo è facilmente individuabile come quadrilatero che, durante la stagione primaverile, appare basso in direzione sud. Confina ad est e a nord con la Vergine, ad ovest con la COPPA e a sud con l’IDRA. Il Corvo era, nel mito greco, l’uccello servitore di Apollo. Si racconta che Apollo lo punì gettandolo con un gran calcio in cielo, perché il corvo si mise a bighellonare invece di riportare al dio una coppa d’acqua fresca.

Al serpentone d’acqua (a cui il servitore alato aveva addossato tutta la colpa) fu ordinato di impedire al Corvo, per l’eternità, di dissetarsi dalla coppa: si spiega così il verso stridulo di tutti i corvi suoi discendenti.

 

CORONA BOREALE

CORONA BOREALE

Un semicerchio di stelle gettate in cielo da Dioniso per ricordare la sposa: erano le gemme della corona d'oro indossata da Arianna alle loro nozze. Arianna, figlia del Re Minosse di Creta, passò alla storia per aver aiutato l’ateniese Teseo a uccidere il Minotauro. La fanciulla abbandonata dall’eroe che aveva così facilmente dimenticato ogni promessa di matrimonio, trovò consolazione e amore nel dio della Natura selvaggia e delle Vigne.

Secondo un mito degli indiani d’America questo gruppo di stelle erano delle sorelle che danzavano in cerchio nel cielo, quando Falco Bianco, un mago-guerriero molto potente, volle prenderne una per farla diventare sua moglie. Le donò una delle sue penne magiche perché potesse ritornare tra le sorelle ogni volta che avesse avuto ancora il desiderio di danzare con loro: e infatti nel cerchio delle stelle è rimasto un vuoto… è il posto riservato alla sorella più giovane

COSTELLAZIONI DEL CIELO ESTIVO

AQUILA

AQUILA

La sua stella principale, ALTAIR, forma con Vega della Lira e Deneb del CIGNO il celebre triangolo che domina il cielo estivo.

L'Aquila è l’uccello sacro a Zeus, porta i fulmini al Dio del Tuono e lo accompagna in molte leggende. Tra le più note, quella di Prometeo, che rubò il fuoco agli Dei per donarlo agli uomini.

Zeus lo punì a patire un supplizio senza fine, legandolo ad una rupe e mandando l'Aquila a mangiargli il fegato, che ogni giorno ricresceva per il perpetuarsi del macabro banchetto.

 

 

CIGNO

CIGNO

Detta anche la Croce del Nord la costellazione che si staglia in alto sopra le nostre teste sei cieli estivi. Tanti sono i racconti legati al Cigno uccello sacro ad Afrodite e in un mito greco si coinvolge anche la vicina costellazione dell’aquila: Zeus, per conquistare la ninfa Nemesi si trasformò in un bellissimo cigno e ordinò ad Afrodite di mutarsi in aquila e di inseguirlo. Nemesi, impietosita dalla scena, accolse l’uccello impaurito tra le sua braccia, così Zeus si accoppiò con lei, volando infine via.

 

 

VEGA E IL TELAIO

LIRA - TELAIO

Nell’antico Oriente la costellazione raffigurava il TELAIO celeste della principessa Chi – Niu (la luminosissima stella VEGA conosciuta come "la stella della tessitrice”) figlia dell'Imperatore del cielo ed era unita alla stella ALTAIR da una storia d’amore: andata in sposa al guardiano dei buoi celesti (la stella ALTAIR) era al culmine della felicità, i due giovani però erano talmente innamorati che finirono per trascurare i loro rispettivi lavori e quando i buoi, incustoditi, si misero a pascolare nelle camere del palazzo imperiale, la regina adirata tracciò un grande solco in cielo e lo riempì con un fiume d’argento (la VIA LATTEA).

Il fiume separò per sempre i due innamorati, ma l’imperatore del cielo vedendo quanto sua figlia soffrisse, decise che almeno per un solo giorno dell’anno, i due si sarebbero riuniti. Quel giorno alcune gazze volano alte in cielo per formare un ponte sul quale i due sposi finalmente si incontrano .

LA GALASSIA

La VIA LATTEA è la nostra Galassia, sembra un fiume serpeggiante di povere scintillante che scorre alto nel cielo estivo; ogni popolo della Terra ha creato un mito su di essa.

Una tribù dei nativi Americani, i Lakota, chiamano la Via Lattea "sentiero degli spiriti". E’ il sentiero verso cui si incamminano dopo la morte. Essi arrivano fino al punto in cui la Via Lattea sembra spezzata, lì c’è un grande arbitro che sta in piedi e decide del destino futuro di tutti. Alcuni sono spinti a dirigersi in quella parte della Via Lattea che termina con una nebulosa e qui a turbinare nello spazio per sempre. Altri, che hanno vissuto secondo il cuore, devono prendere l’altra strada, quella per il Paese degli Spiriti.

 

Un’altra storia arriva dalle fredde terre del Nord Europa vicino al Mar Baltico, Lindu era figlia del Re dei Cieli e vegliava sui flussi migratori degli uccelli guidando il loro cammino. Molti furono i pretendenti che la chiesero in sposa, ma lei rifiutò Sole e Luna e anche la Stella Polare, però non seppe resistere al fascino della Luce del Nord. Tanto bella quanto incostante la Luce del Nord promise il suo ritorno per il giorno del matrimoni, ma la principessa attese invano… il suo promesso sposo l’aveva in realtà abbandonata!! Passarono i giorni e i mesi la principessa perse ogni interesse per la sua vita, vestita con il suo abito da sposa cominciò a fluttuare nei cieli senza più badare agli stormi di uccelli che le volavano introno. Suo padre provò pena per la follia della figlia e comandò ai venti di portarla fino a sé: lo splendido velo di nozze lunghissimo e candido, trapunto di perle e diamanti si stese dietro di lei, in una lunga scia ondeggiante e fu trasformato in milioni di stelle splendenti, le loro luci formarono il cammino notturno della Via Lattea.

COSTELLAZIONI DEL CIELO AUTUNNALE

CASSIOPEA

CEFEO-CASSIOPEA-ANDROMEDA-CETUS-PERSEO
Secondo la leggenda Cassiopea era la bella ma vanitosa regina d'Etiopia moglie di CEFEO e madre di ANDROMEDA. Essendo una costellazione circumpolare, è visibile in tutte le stagioni e, a seconda della posizione in cui si trova, appare come una grande "M" o una grande "W"

In cielo sono raffigurati tutti i personaggi della storia Cefeo e la moglie, il mostro marino (la costellazione del CETUS – la Balena), Andromeda e PERSEO con il suo cavallo alato PEGASO. Poseidone, il dio del mare mandò un mostro marino a far scempio di terre e sudditi della superba regina che aveva osato sfidare i cieli e i mari ad eguagliare la sua bellezza. Solo il sacrificio della figlia da dare in pasto al mostro, lo avrebbe placato, così predisse l’oracolo.

Andromeda incatenata agli scogli in attesa del suo destino fu salvata da Perseo (l’eroe che aveva già ucciso un altro mostro, Medusa dallo sguardo che impietriva...)

PEGASO

PEGASO

Il cavallo alato che nacque dal sangue della Medusa e divenne il fedele compagno di Perseo: uscì dal corpo di Medusa proprio come una sorgente. Poi volò sul monte Elicona, dove con un colpo dello zoccolo fece scaturire Ippocrene, "la sorgente del cavallo", alla quale le muse si dissetavano nutrendo la loro ispirazione.

Pegaso è a testa in giù nel cielo rispetto alle altre costellazioni vicine: durante la notte del

solstizio d'estate nei tempi degli antichi Greci i suoi zoccoli toccavano la Luna per generare la sorgente divina che riempiva il vaso dell'Acquario e inondava il fiume celeste, la via lattea

COSTELLAZIONI DEL CIELO INVERNALE

ORIONE

ORIONE – CANE MAGGIORE

Nel cielo invernale si individua facilmente lo splendido gruppo di stelle che formano Orione, spesso identificato come un essere divino o un guerriero.

Per i Greci era un famoso cacciatore noto per la sua abilità, che si vantava di riuscire a sottomettere qualsiasi animale. Il destino di Orione è legato al morso dello Scorpione collocato nel cielo proprio in una zona opposta affinché il pungiglione dell'animale non possa più insidiare il grande cacciatore. Infatti, quando le stelle dello Scorpione sorgono a est, Orione, sconfitto, tramonta ad ovest. Spinto dalla lussuria nell’inseguimento di sette sorelle (le sette stelle delle PLEIADI) è punito dagli Dei. La morte di Orione lasciò soli e disperati i suoi fedeli cani, che ulularono per giorni e giorni fino a che Zeus non li trasformò in due costellazioni

Per gli Egizi la costellazione rappresentava Osiride, il primo dio-faraone. Era la loro costellazione generatrice, da cui hanno avuto origine gli spiriti degli uomini (secondo la credenza di molti popoli antichi tra i quali anche i Celti) e alla quale lo spirito del faraone faceva ritorno al termine della sua vita umana.

 

CANE MAGGIORE

SIRIO-CANE MAGGIORE

Prolungando la direzione indicata dalle tre stelle della cintura di Orione verso il basso, si incontra SIRIO, la stella più splendente del cielo, identificata con la dea Iside.

 

Sirio è raggruppata però nella costellazione del CANE MAGGIORE. Sotto il regno di Iside e di Osiride l’Egitto fiorì perché essi svelarono al popolo i segreti della Terra e del Nilo.

Sirio nell’antico Egitto, era la stella che con il suo sorgere eliaco, cioè poco prima del Sole, indicava l’avvicinarsi delle inondazioni del Nilo e segnava l’inizio del nuovo anno.

 

 

GEMELLI

 

GEMELLI

La più bella costellazione dello zodiaco, tra le più riconoscibili del cielo settentrionale durante le notti d’inverno, per le due stelle vicine e brillantissime che corrispondono alla testa dei due gemelli, Castore e Polluce.

Il mito greco narra che nacquero da Zeus e da Leda, per cui uno era immortale come il padre, altro mortale come la madre. Furono due famosissimi atleti: Castore noto per la sua abilità come cavallerizzo, Polluce campione di lotta e pugilato.

Fu loro fatale lo scontro con i cugini Ida e Linceo per via di una contesa a proposito di due belle ragazze. Ida ferì a morte Castore. Il disperato Polluce, che tanto amava il fratello, chiese al padre degli dei di poter donare la propria immortalità al gemello morto oppure di poter morire egli stesso. Zeus, commosso da tanto affetto, decise che i due gemelli avrebbero trascorso l’eternità insieme, un giorno nell’Ade e uno nell’Olimpo e pose in cielo le loro anime una accanto all’altra.

Gli Spartani pregavano i Dioscuri (letteralmente “ragazzi di Zeus”) quali protettori dei valorosi, i marinai greci a loro volta li invocavano durante le tempeste perché ritenevano che avessero il potere di placarle.

 

 

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