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Encomio all'Arpa

Lo scritto che segue è un encomio all'arpa, composto in medio-irlandese da Gofraidh Fionn O Dálaigh (1320-1387), ricordato come un grande bardo del periodo ibero-normanno. Tradotta dall'originale da Melita Cataldi, messo in lirica (terzine dantesche di endecasillabi) da un bardo dei nostri giorni


Arpa dei Monti di Chasgair che induci
I vigili occhi al sonno incosciente,
Melodioso è il suono che produci
Limpido e fresco come acqua di fonte,
Immobile, insoluto antico arcano.
Legno di raro potere pulsante,
Fianco sinuoso e liscio, fremi piano
Sotto le ardenti, bramose mie dita,
Incanti con il seducente suono
Più profondo di questa stessa vita.
Arpa focosa, d'armonia sovrana
Fulva leonessa nel legno sopita;
Il tuo invito senza tempo allontana
L'uccello dallo stormo nelle brume.
Tu, dolce bruna, la cui voce intona
Mille canti e diversi. Tu sublime,
Tu veemente bella appassionata,
L'anima disseti. Quale alto nume
D'eroe risani ogni ferita; fata,
D'inganni e d'amori esperta, tu, guida
Solerte su guadi oscuri. O grata
Mistica musica che al cuor confida
Le più segrete vie della dolcezza!
Tanta eccelsa virtù in te s'annida
Che presto tace, per tua bellezza,
Ogni strumento che non ti somigli.
Acqua che eterna largisci giovinezza,
Del Re d'Irlanda dimori fra i figli.

II
Albero primigenio, mente pura.
Dai sapienti sei la via prediletta,
Finemente accordata da matura,
Famosa mano. Rossa stella eletta
Illumini le alture d'aura vera,
Gemma divina. Forma benedetta,
Teneramente arcuata, arpa nera
Di Diarmaid. Nelle grandi feste ambita,
A Calendimaggio sino alla sera,
Voce del cuculo, tu canti! Udita
Mai non s'è un'armonia tanto intensa
Dal nobil tempo e lontano in cui in vita
Traeva il popol fatato la danza
Sul suolo mortale, ramo glorioso.
In tua compagnia ogni ricca mensa,
Trascorre quieta e dolce è 'l riposo.
Suono dell'onda gentile sulla riva,
Di pura melodia albero frondoso.
Quando il cigno il suo triste canto leva,
Nel cupo crepuscolo che la luce
Dissipa, in te l'animo mio s'avviva,
Il tuo equilibrio la mente seduce.
Lamento della Figlia delle Acque,
Già risuonava il tuo suono vivace
Nell'Alba Prima, quando tutto tacque?
Dalla tua musica saggia diretta
La stirpe degli uomini ovunque
Vive in dolce accordo, arpa perfetta.

FONTI
Osborn Bergin: Irish Bardic Poetry Dolmen Press, 1970 No. 15

per il testo in gaelico e la traduzione in inglese
http://www.standingstones.com/harppoem1.html