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FESTA DI SAN MICHELE ARCANGELO

Protagonista delle venerazione del popolo celtico-cristiano San Michele arcangelo potrebbe incarnare le caratteristiche del dio luminoso Lugh-Belenos, il dio che esprimeva la funzione guerriera e sacerdotale.

arcangelimichele.jpgA San Michele Arcangelo, è attribuito uno dei compiti più importanti: quello della lotta contro le Forze del Male.

Per questo, è familiarmente raffigurato con la corazza e la spada di un guerriero nell’atto di calpestare e dunque sconfiggere Satana, rappresentato sotto forma di serpe o drago.

La sua spada ha valore simbolico: con essa, non solo trafigge il drago ma squarcia il buio, sconfigge le tenebre e riporta ai suoi protetti il conforto della Luce. Egli è dunque il protettore dalle insidie che provengono dalle forze oscure, è la roccaforte della Luce.

 

Questo suo aspetto di guerriero vittorioso ed invulnerabile gli assicurerà il grande favore da parte di tutti gli eserciti, dei soldati e dei regnanti di tutte le epoche. Infatti, già nel 313 l’imperatore Costantino gli tributa un intenso culto.

Dal mondo bizantino, il culto dell’Arcangelo Michele dilaga rapidamente ovunque, diffuso soprattutto dalla popolarità che gode fra i soldati.

(Tratto da http://www.angelogia.it/)

 

9push.gifL’APPROFONDIMENTO: saggio di Franco Cardini

LA VIA SANCTI MICHAELIS

Il culto micaelico si diffuse, in Europa, lungo l’ideale asse che unisce il santuario del Monte Gargano, Montesantangelo, a quello di Mont-Saint-Michel in Normandia, seguendo in buona parte lo sviluppo della via Francigena. Non per nulla, cerniera fra questi due tratti del percorso è l’abbazia della Chiusa, meglio nota come Sacra di San Michele in Val di Susa. Nacque così quella Via Sancti Michaelis che costituiva uno degli itinerari di pellegrinaggio insieme a quelli per Santiago di Compostella, Roma e la Terrasanta. Si assistette così al proliferare di santuari dedicati all’arcangelo Michele, dalle piccole pievi, come la chiesa di Montesiepi vicino all’abbazia di San Galgano(Siena), a edifici elaborati, come il San Michele in Foro di Lucca, giù giù fino all’abbaziale riccamente affrescata di Sant’Angelo in Formis, presso Capua. Tutto questo a testimonianza di una devozione che non ha avuto ostacoli fin dal IV secolo d.C., quando l’arcangelo apparve sul Monte Gargano, che diventerà sede del più importante santuario micaelico.

(Tratto da http://www.fidanzia.it/LeAlidiDio/Sezione_7.html)

I LUOGHI DELL'ARCANGELO MICHELE: LA VIA SACRA LONGOBARDORUM

sacraSanMichele_1.jpgABBAZIA SACRA DI SAN MICHELE (Torino)

Alla fine del X secolo un aristocratico dell'Alvernia, Ugo di Montboissier, decideva di fondare sulla cima del monte Porcariano in Val Susa, un monastero benedettino di obbedienza cluniacense. Ugo di Montboissier stava tornando da un pellegrinaggio a Roma quando, per incitamento del papa Silvestro, fondò la nuova abbazia che dedicò all'arcangelo Michele, e scelse per essa un luogo straordinario sia dal punto di vista strategico che da quello simbolico. Essa infatti sovrasta e domina la strada di Francia, importantissima via di transito di merci e pellegrini. Collocato inoltre a metà strada fra gli altri due santuari dedicati in Occidente all'arcangelo, Mont Saint Michel sulla Manica e Monte Sant'Angelo sul Gargano, la sua posizione ne fa automaticamente l'ombelico, il centro del culto. Il toponimo del monte Porcariano si riferiva agli animali che vi vivevano e fu presto modificato e nobilitato in quello di Pirchiriano, la cui pretesa radice greca pyr (fuoco) faceva riferimento ad una leggenda relativa ad un fuoco celeste che avrebbe avvolto la cima del monte indicando il luogo da scegliere per il nuovo edificio. continua

www.sacradisanmichele.com: sito del Monastero

 

Eremo_Montesiepi.jpgEREMO DI MONTESIEPI (Chiusino, Siena)

SAN GALGANO E LA SPADA NELLA ROCCIA: Galgano Guidotti nasce a Chiusino nell'anno del Signore 1148, diventa cavaliere ma intorno ai vent’anni sogna due volte san Michele che lo invita a seguirlo. E' il suo cavallo che, rifiutandosi di proseguire per bene due volte consecutive, lo conduce poi nel luogo della sua conversione. Qui, nel Natale del 1180, Galgano infigge la spada nella roccia e si ritira a vita eremitica. Il periodo della sua conversione durerà 11 mesi, durante i quali Galgano andrà a Roma da papa Alessandro III (1159-1181 ) forse nel tentativo di farsi approvare una nuova regola monastica, avrà rapporti con religiosi vicini e spirerà il 30 novembre 1181, alla presenza degli abati cistercensi di Fossanova e Casamari, che transitavano casualmente per quei luoghi tornando dal Capitolo Generale dell'Ordine. L'eremita viene sepolto accanto alla spada e il luogo diviene subito meta di fedeli.

 

Dal sito Enigma Galgano una raccolta approfondita sulla figura di Galgano continua

GALGANO dio Gallico?

 

san-michele-gargano.jpgSAN MICHELE SUL GARGANO (Foggia)

I LONGOBARDI E SAN MICHELE: Nel VIsecolo i Longobardi occuparono il Gargano e contribuirono come nessun altro popolo alla diffusione del culto di S. Michele proclamando il santuario garganico loro santuario nazionale. In una iscrizione incisa dopo il 687 si attesta che il duca Romualdo I, figlio di Grimoaldo I "spinto dalla devozione, per ringraziamento a Dio e al santo Arcangelo, volle che si realizzasse la costruzione del Santuario e ne fornì i mezzi. Gaidemari fece". Un'altra iscrizione ricorda la visita al santuario diRomualdo II e di sua moglie Gunperga avvenuta nei primi anni del sec. VIII. Accanto a queste iscrizioni riguardanti personaggi famosi, si leggono molte centinaia di iscrizioni che ricordano il passaggio di pellegrini di ogni stirpe e ceto sociale. L'analisi dei nomi, fatta dagli studiosi dell'Università di Bari, denota una netta prevalenza di popolazioni longobarde. Vi sono tuttavia anche iscrizioni incise nell'antico alfabeto runico che tramandano nomi dell'area britannica.

Nel 490 in Italia hanno inizio degli eventi miracolosi nel Gargano che culmineranno con l’apparizione dell’Arcangelo Michele all’arcivescovo Lorenzo di Siponto. Chiede che gli venga costruito un santuario in una grotta inaccessibile: “Io sono l’Arcangelo Michele e sto sempre alla presenza di Dio. La caverna è a me sacra, è una mia scelta; io stesso ne sono il vigile custode… Là dove si spalanca la roccia i peccati degli uomini verrannoperdonati… Quello che qui verrà chiesto con la preghiera, qui verrà esaudito.” Ma l’impresa è ardua, quella caverna è collocata in una posizione veramente impossibile per costruirci dentro. Tre anni dopo, Michele torna a riapparire, insiste. Avvisa che quel luogo è stato consacrato da lui stesso, che i culti possono iniziare senza aspettare oltre. Monsignore si reca nella grotta e, con suo grande stupore, trova un altare di marmo già pronto, ricoperto da un velo rosso "disceso dal cielo". Sul blocco di marmo è impressa l’orma dei piedi dell’Angelo. Il luogo viene denominato "la Celeste Basilica" e i culti iniziano immediatamente. A tutt’oggi Monte sant’Angelo sul Gargano è meta di continui pellegrinaggi, dettati da una grandissima devozione.

continua

michel.jpgMONT SAINT MICHEL IN NORMANDIA

Il Mont Saint-Michel (letteralmente "Monte San Michele") è un isolotto roccioso situato presso la costa settentrionale della Francia, dove sfocia il fiume Couesnon.

 

Anticamente il monte era circondato dalla foresta di Scissy, popolata da tribù celtiche, che utilizzavano la roccia per i culti druidici. Secondo l'abate Gilles Deric, uno storico bretone del XVIII secolo, il santuario era dedicato a Beleno, il dio gallico del Sole (Mons vel tumba Beleni, ossia "Monte o tomba di Beleno").

A partire dal III secolo il livello del suolo si abbassò progressivamente, e il mare inghiottì lentamente la foresta.

 

I primi cristiani nel IV secolo vi costruirono un oratorio dedicato a Santo Stefano, il primo martire cristiano, a mezza altezza del monte, a cui ne seguì un secondo in onore di San Sinforiano, primo martire dei Galli, ai piedi della roccia dove si stabilirono degli eremiti.

 

Secondo la leggenda l'arcangelo Michele apparve nel 709 al vescovo di Avranches, Sant'Uberto, chiedendo che gli fosse costruita una chiesa sulla roccia. Il vescovo ignorò tuttavia per due volte la richiesta finché San Michele non gli bruciò il cranio con un foro rotondo provocato dal tocco del suo dito, lasciandolo tuttavia in vita. Il cranio di Sant'Uberto con il foro è conservato nella cattedrale di Avranches.


per chi avesse intenzione di visitare il luogo seguite i suggerimenti di Sonia Piazzini

(in http://www.architetturaeviaggi.it/web_034.php)

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