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FOLLETTI DEL NATALE

Il Natale era animato da creature fatate. I tedeschi si tramandavano i racconti di uno di questi elfi, di nome frau Gaude. A Natale scendeva nei villaggi, e se trovava una porta aperta mandava dentro casa uno dei suoi cani che si rannicchiava davanti al focolare e iniziava a lamentarsi piangendo sommessamente… nessuno riusciva più a scacciarlo. Anche se di giorno sembrava scomparire, di notte si svegliava di nuovo e ricominciava a guaire, portando malattie e disgrazie alla famiglia. Se ne andava solo il Natale successivo.

 

Altre creature maligne erano i Ragazzi del Natale dell’Islanda, che scendevano nelle case degli islandesi uno alla volta, iniziando tredici giorni prima di Natale, rubavano candele e salcicce, portavano via il grano e sporcavano le stanze riassettate per il Natale. A partire dal Giorno di Natale, cominciavano ad andarsene, uno alla volta, portando con se i bambini della casa (secondo la leggenda solo i bambini cattivi).

 

10.jpgElfi e folletti del Natale potevano però rivelarsi anche creature buone. In Norvegia e Danimarca gli elfi della casa che durante l’anno vivevano nelle soffitte e nelle stalle, la notte di Natale nascondevano dei regali per i bambini.

E in Italia è la Befana a portare doni ai bambini buoni e carbone a quelli cattivi. La Befana è una fata che ha rinunciato all’incantesimo della bellezza .. continua

ODINO- SAN NICOLA- BABBO NATALE

I giorni del Natale ci invitano a guardare il mondo con gli occhi di bambino per riuscire a scorgere Babbo Natale nei cieli, sulla sua magica slitta trainata da renne volanti; ma nei tempi antichi tutti vedevano Odino, che cavalcava sopra le terre del Nord e ricompensava con dei doni i mortali che lo onoravano.

 

40.gifE’ stata la volta poi di San Nicola, a impersonare la generosità verso il prossimo. Una leggenda racconta di quando diede da mangiare ad alcuni bambini poveri. San Nicola raccolse frutta, verdura, grano e li fece caricare su una grande barca dalle vele blu che partì alla volta della città, bussò alle porte delle case dove vivevano i bambini poveri e lasciò loro un sacco di cibo. Da allora san Nicola torna tutti gli anni sulla terra per portare i regali ai bambini.

 

Un’altra leggenda racconta di come il Santo salvò tre fanciulle che stavano per essere vendute come schiave dal padre caduto in povertà. Nicola, di nascosto, mise tre borse colme d’oro accanto al focolare. La vigilia del giorno di festa, in Germania e Olanda, i bambini lasciavano fuori dalla porta delle scarpe piene di fieno e carote per il suo cavallo bianco, come già facevano i loro avi che preparavano il foraggio per il cavallo di Odino.

 

L'Old Nick americanizzato in Santa Claus diventa nell'Ottocento una figura sincretica che unisce le antiche tradizioni con quelle più moderne.

Come tutti sanno il Babbo Natale inglese (Santa Klaus) è la storpiatura dall'olandese 'Sinter klaas', per San Nicola, sbarcato nel XVII secolo negli Stati Uniti con gli immigrati dai Paesi Bassi (quando New York si chiamava Nieuw Amsterdam). continua

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