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OCCHI DOLCINIANILa
storia di fra Dolcino vista attraverso gli occhi di alcuni protagonisti di allora |
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Testo ispirato alla vita di Fra’ Dolcino Dagli studi e ricerche sul fenomeno della stregoneria e dell’eresia nella storia locale del Piemonte medievale, emergono delle figure di uomini e donne che hanno sperato nella possibilità di una vita diversa, hanno sognato un nuovo mondo di verità e di giustizia sociale. Storie di povera gente, gli esclusi dal Popolo di Dio, storie di donne e uomini che rivendicano il diritto di parola..continua |
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Spettacolo teatrale ispirato alla
figura del Frate che, nell’estate del 1305, si accampò coi suoi su un monte vicino
a Campertogno, detto della Parete Calva. Si percorrono le tappe salienti del
passaggio del Frate ribelle, utilizzando il punto di vista di quei
protagonisti della storia del tempo: un Montanaro, un predicatore dolciniano,
Margherita, un giullare, un ciarlatano venditore di “sante” reliquie. Alla Parete Calva, una rocca inespugnabile per la sua stessa struttura naturale, Dolcino continuava a inviare lettere ai suoi fedeli, in cui esponeva le sue teorie eretiche. Scriveva che il loro ideale era la povertà e che lui e i suoi non erano legati da alcun vincolo di obbedienza esteriore, e che lui, Dolcino, era stato mandato da Dio per dissigillare le profezie e capire le scritture dell'Antico e del Nuovo Testamento. Si sostiene la tesi di Gustavo Buratti, (studioso del movimento dolciniano, della civiltà contadina e montanara e fondatore del Centro studi Dolciniani di Biella), che nel 1305-1307 vi sia stata una aperta ribellione dei montanari Valsesiani contro i poteri del Vescovo in cui è confluita la lotta e l’eresia di Dolcino |
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