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LE CANZONI
CELTICHE
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GEORDIEMelodia tradizionale
Geordie potrebbe essere stato
un personaggio storico: George Gordon conte di Huntly, che, ribellatosi contro
il Re di Scozia Giacomo VI nel 1589, fu imprigionato e condannato a morte
come traditore, ma in seguito liberato per intercessione della sua famiglia. La ballata di
"Geordie" ha originariamente un lieto fine: la giovane moglie che
si reca a corte ad implorare per la vita del suo sposo riesce nel suo
intento. La ballata ha avuto grande
diffusione nell'intera Gran Bretagna dando luogo a numerosissime varianti.
Quelle inglesi, però fanno di Geordie un bracconiere. È il caso della
versione di Thomas D'Urfey, 1719-1720. Nell'Inghilterra medievale la caccia
di frodo nelle tenute e nelle riserve reali era punita con la pubblica
impiccagione, ma al giovane Geordie viene riservato il privilegio di essere
impiccato con una corda d'oro a causa delle sue origini aristocratiche.
Fabrizio de Andrè negli anni 60 ne ha fatto un arrangiamento cantandola in
italiano. As
I walk'd o'er London Bridge
di Fabrizio De Andrè 1964 Mentre attraversavo il Ponte di Londra |
Versione di Robert Burns (1787-1803) There
was a battle in the north, O
he has written a lang letter, When
first she look'd the letter on, Gar
get to me my gude grey steed, And
she has mountit her gude grey steed, And
first appear'd the fatal block, But
tho' he was chain'd in fetters strang, O
she's down on her bended knee, I
hae born seven sons to my Geordie dear, Gar
bid the headin-man mak haste! The
Gordons cam and the Gordons ran, An
aged lord at the king's right hand Some
gae her marks, some gae her crowns, She
blinkit blythe in her Geordie's face, He
claspit her by the middle sma', (Traduzione in italiano) |
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Bracconieri,
foreste, opposizione
di Riccardo Venturi
Nel poemetto "Piers Plowman" ("Pietro l'Aratore") di William Langland,scritto in medio inglese nel XIV secolo, vi e' un famoso passo in cuiun contadino si domanda come mai tutti i nomi di animali vivi sianoinglesi, mentre quando vengono cucinati diventano francesi. Cosìl'inglese "pig", cucinato, diventa "pork"; il "calf" (vitello) diventa"veal" (francese antico "vel", moderno "veau"); il "deer" (cervo)diventa "cerf" (non più in uso nell'inglese moderno); e così via. La risposta e' semplicissima: l'allevamento e la caccia servivano alletavole dei re e dei ricchi; i quali re e ricchi, nell'Inghilterra diallora, parlavano francese. Per tre secoli, dalla conquista normannadi Guglielmo con la battaglia di Hastings fino al 1362, data meno notama che segna il ristabilimento ufficiale della lingua inglese (nelfrattempo modificatasi enormemente in seguito all'influsso francese)come lingua di corte ed amministrativa, il francese e' la lingua delleclassi dominanti, mentre il disprezzato inglese e' la lingua delpopolo, delle classi piu' umili, dello "strato basso". Quelli, insomma, che gli animali li devono allevare per farli mangiareagli altri. E di quelli che non possono piu' andare a cacciareliberamente nelle foreste, per sfamarsi e sfamare le loro famiglie,perche' nel frattempo una classe dominante ha importato la "nobilearte" della caccia come "sport" di élite, chiudendo le foreste aipoveracci e organizzando il proprio divertimento (che e' anche formadi addestramento militare) con battitori, cani, cavalli e servi. Nasce cosi' la "caccia di frodo", il bracconaggio; una cosa chenell'Inghilterra anglosassone prenormanna non esisteva assolutamente.E viene, da subito, sottoposta a leggi severissime. Le foreste, mezzodi sostentamento delle classi popolari non soltanto con la caccia,diventano luoghi di esclusiva proprieta' del re e delle classiaristocratiche. Ancora in epoca elisabettiana, la maggior parte delterritorio inglese e' ricoperta da fitte boscaglie; logico, quindi,che in quella che, con tutti le cautele del caso, puo' essere definita"coscienza popolare", le foreste diventino un luogo di opposizione. Edi durissima opposizione. Non e' un caso che, sin dal XIV secolo, si parli di "guerra albracconaggio". E non e' un caso che nasca, forse su basi reali, laleggenda di Robin Hood (che nelle molte ballate tradizionali che lo riguardano, spesso viene definito con l'appellativo di "free hunter").Le leggi che riguardavano l'esercizio della caccia divengono via viasempre piu' draconiane: vengono istituiti i guardacaccia armati alservizio del re o del signore locale, ai quali viene data la facolta'di poter abbattere sul posto chi viene sorpreso a cacciare di frodo.Chi si recava a cacciare in una foresta per mangiare qualcosarischiava quindi la vita. Si organizzano bande di cacciatori abusivi iquali, a volte, riescono a sopraffare i guardacaccia e ad ucciderlinei modi piu' atroci (anche, naturalmente, per vendicarsi ditrattamenti del tutto analoghi da parte dei guardacaccia). Nasce così, nella foresta, come luogo di opposizione, la figura dell'"outlaw". Con un termine popolare antico, inglesizzato sì, ma di antica derivazione danese ("udlav"). E i signori si trovano amalpartito, ad esprimere tale termine in francese. Rimane in inglese.Gli outlaws parlano soltano la lingua bassa e hanno nomi da bovari, daporcari, da servi. In un manoscritto del 1450 circa viene tramandata una ballata che e'tra le piu' antiche testimonianze scritte della guerra albracconaggio. Riporta, sia per argomento che per linguaggio (uninglese medio arcaicissimo e di difficilissima comprensione),avvenimenti anteriori almeno di un secolo e mezzo alla suatrascrizione in manoscritto. Vi compare un "Robyn", ma non e' Robin Hood; e' un giovane che si recaa cacciare di frodo, con arco e frecce, nella foresta in compagniadell'amico, o servitore, Gandeleyn. Nomi anglosassoni ("Robyn", comeviene dichiarato espressamente nel testo della ballata, è ildiminutivo di "Robert"). Avvistano un branco di cervi e Robyn nestende uno, finendo pero' immediatamente abbattuto da un guardacaccia,tale Wrennock of Donne. Anche Wrennock è un nome anglosassone; il che fa vedere bene che molta gente del popolo si poneva al servizio delpotere, sempre per mangiare, e sempre rischiando la pelle. Niente dinuovo sotto il sole. Tra i poveri c'è chi si mette contro la legge delpotente, e chi si mette al servizio di essa. Il bandito e ilcarabiniere. Wrennock of Donne finisce poi a sua volta abbattuto da Gandeleyn, chevendica così l'amico schernendo il cadavere del guardaccia. E' unaballata assolutamente terribile e lugubre, che non ha assolutamenteniente dell'atmosfera "romantica" che poi e' stata attribuita adalcuni di questi componimenti (ma anche nelle ballate di Robin Hoodritenute piu "giocose" fanno capolino episodi che del giocoso nonhanno niente, testimoniando cosi' della loro vera ed antica origine).Nel ritornello, che nel testo originale suona: "Robyn lyth in grenewode bowndyn" (in inglese moderno: "Robin lies bound in the greenwood"), si intravede forse il costume di legare il cadavere delbracconiere abbattuto ad un albero, in modo che le bestie potesserodivorarselo. Forse qualcuno avra' immaginato che sto scrivendo tutto questo quidentro a causa di un altro bracconiere, piu' noto agli amatori di DeAndre'. E', anch'egli, un bracconiere inglese; si chiama Geordie e lesue vicende sono note. De Andre' traduce (molto bene) da una ballatada "broadside" (foglio volante) settecentesca, ballata nella qualevicende piu' antiche della guerra al bracconaggio si incrociano conun'altra guerra, quella sullo "Scottish Border" che vide protagonistii clan giacobiti e le truppe inglesi tra il XVI e il XVII secolo (eche diede ovviamente origine a tutta un'altra tradizione di "outlaws",ed alle relative ballate). La "Geordie" originale racconta una vicendacompletamente diversa (e con un happy end); su di essa si dev'essereinnestata quest'ultima testimonianza della guerra al bracconaggio, unasua eco assai tarda, dato che nell'Inghilterra del XVIII secolo leleggi sulla caccia di frodo erano state attenuate, e non di poco. Maqualcosa doveva essere rimasta nella coscienza dei fruitori di talicanzoni popolari. La "Geordie" settecentesca, secondo quanto scrive Francis James Child,veniva venduta agli angoli delle vie di Londra per un penny. La tristevicenda del giovane bracconiere che viene condannato all'impiccagionecon la "golden chain" (un'assurdità: nessuno veniva mai impiccato aduna catena, né d'oro né d'altro metallo meno nobile) con la giovanesposa (già madre di un paio di "pretty babies" ed incinta del terzo)che si reca ad implorare a corte per la sua vita, sembra che abbiaavuto un successo clamoroso: "The broadside was sold out in three daysand had to be continuously reprinted", scrive il Child. Nella ballata si vedono tutte le stratificazioni dei secoli, nellequali però la memoria di quel che era stata davvero la guerra albracconaggio "lingers on". Il bracconiere (che ruba non sei, maaddirittura sedici "King's royal deer") non viene piu' abbattuto sulposto, ma viene trascinato in galera e davanti a un tribunale, dovel'inflessibile giudice lo condanna al capestro nonostante le supplichedella fanciulla innamorata. Il Geordie settecentesco, però, non vapiu' a caccia per mangiare direttamente la preda, ma per venderla almercato di un paesino ("Bohenny" del testo originale è forse il paesedi Bohenie, nella contea di Pitlochry); qui De Andre' si dev'esseretrovato un po' a malpartito nella traduzione, con quel "vendendoli perdenaro" un po' buttato la'. Sfogliando i codici settecenteschi inglesisul bracconaggio, ci si accorge che un bracconiere poteva allora, almassimo, essere condannato a qualche mese di galera o a qualchefrustata; ma, sempre secondo il Child, gli acquirenti in massa dellaballata non ci stettero sopra a ragionare. Poiché le "broadsideballads" trattavano usualmente di avvenimenti di cronaca (nera, e neimodi piu' splatter possibili; una vera e propria "Cronaca Vera"dell'epoca), più d'un londinese cominciò ad inveire contro chicondannava a morte un ragazzo per avere rubato dei cervi e, il 17agosto 1748, si rischio' una mezza rissa quando un assembramento"pro-Geordie" venne sciolto con la forza vicino al Blackfriars Bridge(proprio quello dove fu ritrovato il cadavere del banchiere Calvi,insomma). Insomma, tutti ancora trovavano del tutto normale che unbracconiere potesse essere messo a morte; e questo la dice lunga suquel che dev'essere stata la guerra al bracconaggio. |
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