Edizioni Carta e Penna 2005

Torino

 

Il libro può essere richiesto all’autore oppure presso LIBRI&LIBRI Torino, Libreria ROBY e Giornali Perzolla San Benigno, Abbazia di Fruttuaria

 

TRAMA Una serie di strani attentati alla vita di alcuni personaggi che, per lavoro o per passione, gravitano attorno all’attuale complesso di Fruttuaria in San Benigno Canavese riconducono la storia a fatti che risalgono al passato e alla figura di Arduino d’Ivrea, ultimo sovrano del Regno Italico.

 

E' in corso la registrazione di un audio CD del romanzo con una compagnia di esperti dicitori, in programma, la riduzione teatrale e (forse) un corto

 

GialloBenigno

(Valter Fascio)

 

 

Durante una visita al percorso archeologico sotterraneo di Fruttuaria, tutte le luci si spengono e nel buio più nero la guida viene accoltellata, ma il colpevole, descritto dai testimoni “un’ombra scura” riesce a fuggire. E’ l’avvio di un giallo che rimesta nei “segreti” di un paese di provincia e rimanda ad un altro giallo storico riguardante le spoglie di re Arduino d’Ivrea, più che mai attuale dopo la campagna di scavi degli anni 80 nei sotterranei dell’abbazia.

Vengono indagati il parroco, il direttore dell’istituto religioso dei Salesiani (attuale ente proprietario di Fruttuaria), il presidente dell’associazione “Amici dell’abbazia”, la bibliotecaria del Palazzo Abbaziale, lo stesso Rodari, religioso, professore e medievalista che fin dall’inizio sembrano voler depistare il maresciallo Tibaldi incaricato delle indagini e affiancato dall’infermiere Anfossi, cultore di storia medievale coinvolto nei fatti in qualità di testimone (dietro cui si cela la passione del nostro autore per la storia di Fruttuaria). Il colpevole ritorna più volte, come un fantasma che si aggiri nel palazzo abbaziale, e come in ogni giallo che si rispetti ci sono una stanza chiusa di cui è scomparsa la chiave, uno scheletro nell’”ossario”, un passaggio segreto, una camera del tesoro.

 

Fin dalle prime pagine si accenna al ritrovamento, tenuto segreto, di un manoscritto medievale. Chi aveva interesse ad occultarlo o forse a distruggerlo? La storia diventa sempre più intrigante con repentine sovrapposizioni tra la San Benigno di oggi e quella di ieri, a volte appena accennate come la citazione della targa posta davanti all’ingresso del Palazzo Abbaziale che ci rimanda al Cardinale Delle Lanze (il complesso monumentale settecentesco da lui eretto sui resti della Fruttuaria medievale era la “sua” Roma); a volte riferite a livello semantico dei segni e dei significati come la funzione mitica dei grifoni, fantastiche creature medievali effigiate sul pavimento romanico originario dell’abbazia.

A suggello di questo gioco di specchi tra passato e presente la mente che ha ordito la trama, i “percorsi mentali” del colpevole, così vicini all’epoca medievale… di più non si può dire per non privare il lettore della scoperta, capitolo dopo capitolo, del mistero…

 

Una lettura agile e una trama ricca di originalità, condotta con arte sottile per diffonde anche tra i non addetti ai lavori antichi saperi e per stimolare, con un genere spesso amato dal grande pubblico, lo studio della storia delle nostre terre.

 

Dall’Epilogo è doverosa una citazione riferita ad Anfossi-Valter Fascio

Era convinto che certi luoghi dei ricordi (Fruttuaria era tra questi) quelli che ci fanno battere il cuore assomigliano agli amori più forti: con il trascorrere delle stagioni possono cambiare pelle, come serpenti dell’illusione. Catturano però, sempre in ugual modo: evocano, con un brivido dolce-amaro l’ombra del tempo, ma insieme rassicurano perché, lì dove ha abitato la nostra memoria, almeno non ci sentiremo mai stranieri a noi stessi”

 

(Cattia Salto)

 

scheda dettagliata dell'autore

http://www.storiamedievale.net/collaboratori.htm#fascio

http://www.italialibri.net/virtuale/redazione.html#Top_of_Page

 

 

 

 

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