Crea sito

IMBOLC LA FESTA CELTICA DELLE CALENDE DI FEBBRAIO

La festa di Fine Inverno, dedicata a rituali di purificazione dei campi e della casa, era celebrata dai Celti alle Calende di Febbraio; nel Calendario di Coligny è segnata come IMBOLC - AMBIVOLCIOS.

Imbolc, Oimelc o Imbolg è un termine dall'origine incerta: Imbolc potrebbe derivare da Imb-folc, cioè “grande pioggia’ e in molte località dei paesi celtici questa data è chiamata anche “Festa della Pioggia” (sia perchè segna l'inizio della "stagione delle piogge" sia la lustrazione ritualmente praticata per liberarsi dalle impurità invernali). Invece Oimelc significa “nel latte” (essendo questo il periodo in cui nascono i nuovi agnelli e verrebbe a dire anche i figli di Beltane) mentre Imbolg ovvero ‘nel sacco” è il grembo della Madre Terra e il termine richiama i semi che stanno germinando sotto la terra e che spunteranno appena arriveranno le prime piogge.

Ambivolcios infine è un termine latino-gallico che significa "attorno al lavatoio" è sta a indicare l'antica cerimonia di purificazione mediante lavaggio o aspersione d'acqua (benedizione). Anche per gli antichi romani, febbraio era il mese preparatorio all'avvento della primavera, dedicato ai riti della purificazione dei campi e degli armenti e anche le case erano soggette a pulizie particolari.

LA FESTA DELLE NASCITE

Imbolc è la festa che si trova a metà tra il Solstizio d'Inverno e l'Equinozio della Primavera ed è la prima festa della Primavera, quando spuntano i primi bucaneve e i crochi e quindi inizia a manifestarsi il rinnovamento della Natura.

A Imbolc la vita riprende timidamente a rifiorire, sono gli agnelli nuovi nati (la luna piena di Febbraio) a stimolare la produzione di latte, simbolicamente sono i bambini generati a Beltane, sono i primi bulbi a spuntare dalla brulla terra. Per i contadini è il mese del riposo dal lavoro nei campi, dedicato alle attività "ricreative" come la riparazione o costruzione di attrezzi e attrezzature, e in particolare la costruzione di cesti o i lavoretti d'intaglio del legno. Era un mese critico perchè nell'orto si riusciva a trovare poco o niente e l'unica frutta disponibile era quella conservata dall'autunno, mele, pere, castagne, noci e nocciole e le aspre nespole. E perciò latte, farina e uova costituivano la fonte primaria dell'alimentazione invernale.

E' la festa dedicata alla dea Brigid,conosciuta in Britannia con il nome di Brigantia (in italiano Briganzia) la triplice dea del fuoco, sopravvissuta nei panni di Santa Brigida 

FESTA DI IMBOLC

Mentre galoppano i destrieri della neve e la notte sembra senza fine,
nel chiuso delle capanne a bassa voce si preghi perché Brigid
dai tre volti benevola rinnovi nel suo grembo traccia di luce.
E quella moltiplicata tante volte risvegli fuoco nel cuore della terra
così che l’erba annerita dal ghiaccio superi la prova dell’inverno
e si rinnovi ai piedi degli agnelli –
poi ridestati gli alberi dormienti tornino ai brusii nella foresta.
E usciranno gli uomini dal chiuso
per intonare canti di vittoria
-liberate dal freddo le membra,
il buio annientato dall’azzurro.

(Fryda Rota)

 ESCAPE='HTML'

I PRONOSTICI: L'ORSO DELLA CANDELORA

Un tempo era fondamentale riuscire a prevedere con precisione l'arrivo della primavera, per sapere quando iniziare le semine, e un proverbio così recita: "Candelora dell'inverno semo fora, ma se piove e tira vento, dell'inverno semo drento" Così se il 2 febbraio il tempo è brutto lo resterà per almeno un altro mese. Un perfetto barometro del tempo era l'orso della Candelora (in America e in Canada la marmotta) . Secondo la tradizione dell’Europa medioevale alpina, nella notte tra il primo e il due di febbraio, l’Orso (o in Piemonte il Tasso) si risveglia dal suo letargo invernale, ed osserva il cielo. Se lo trova “chiaro” (plenilunio) rientra nel suo giaciglio, perché l’inverno durerà ancora quaranta giorni. Se invece il cielo è “scuro” (novilunio), allora l’Orso uscirà dal suo riparo ad annunciare l’inizio della primavera. continua

Nel Fenland (Inghilterra) nei primi di gennaio si celebra ancora oggi “Il giorno dell’Orso di Paglia” (Straw bear Day). Sebbene limitata a una piccola area ai confini della Huntingdonshire e Cambridgeshire con questa festa si celebra l’inizio dell’anno agricolo in Inghilterra. Un uomo coperto dalla testa ai piedi dalla paglia, va di casa in casa, per propiziare un buon raccolto con la danza dell’Orso, ricevendo in cambio denaro, cibo o birra. Più che orsi queste figure rivestite di paglia sembrano  spiriti del grano e spesso finiscono bruciate. continua

I Carmina Gadelica, una raccolta di miti, proverbi e poemi gaelici di Scozia, raccolti e trascritti alla fine dell’800 dal folklorista scozzese Alexander Carmichael, riportano la seguente filastrocca:
“La mattina del Giorno di Bride
Il serpente uscirà fuori dalla tana
Non molesterò il serpente
Né il serpente molesterà me”

Il serpente appare come uno degli animali-totem di Brigit. In molte culture il serpente o drago è simbolo dello spirito della terra e delle forze naturali di crescita, decadimento e rinnovamento. 
Nel giorno di Bride il serpente si risveglia dal suo sonno invernale e i contadini ne traevano il presagio della fine imminente della cattiva stagione. Il serpente è uno dei molti aspetti dell’antica Dea della terra: la muta della sua pelle simboleggia il rinnovamento della Natura e anche la sua dualità
(tratto da qui)

Così da noi "i giorni della merla" sono per tradizione i giorni più freddi dell’anno e si ricavano pronostici: se i giorni della merla sono davvero freddi, la Primavera sarà bella; se sono caldi, la Primavera arriverà in ritardo. 

LE CERIMONIE D'INIZIAZIONE -FESTA DEL FUOCO

La festa di Imbolc prevede vari riti agro-pastorali che accompagnano il risveglio della natura e scacciano il Gelo, con grandi falò e cibi sacri: così per aiutare il ritorno della fertilità dei campi si versa il latte sulla terra in offerta a Brigid; e si mangia il latte diventato formaggio che si sposa con la farina e le uova (che con il miele sono ingredienti magici associati al sole) e ovviamente il burro, l'essenza del principio della fertilità (la zangolatura del burro non è altro che l'atto della copulazione)
I riti più antichi celebrati dalle donne in onore a Brigid ci restano sconosciuti, e tuttavia la tradizione popolare ha tramandato gesti e parole che ancora oggi vengono ripetuti.

RITI TRADIZIONALI DI IMBOLC

I riti di Brigid celebrati a Imbolc ci sono stati tramandati dal folklore scozzese e irlandese. Nella festa celebrata in onore a Brigid le donne preparavano dei talismani: la croce di Brigid (ovvero la ruota solare), il mantello di Brigid, una striscia di stoffa che si lasciava fuori nella notte della festa per assorbire il potere della dea e che veniva poi utilizzata sia come protezione che nei rituali di guarigione, oppure una bambolina come la fanciulla del grano o ancora il letto di Bride, una sorta di culla in miniatura in cui si poneva l'effige stilizzata della Dea.

Brigida dal mantello, avvolgici,
signora degli agnelli proteggici,
custode del focolare, illuminaci,
sotto il tuo manto raccoglici
e rendici alla memoria

SLOINNTIREACHD BHRIDE

Alla vigilia della festa di Bride le ragazze del paese modellano gli steli del grano nelle sembianze di una donna, verstono questa bambolina con conchiglie traslucide, cristalli, primule, bucaneve o quanto riescono a trovare di appena spuntato con il mite clima che sembra avvolgere le Ebridi esterne in questi giorni. Una conchiglia o un critallo viene messa sul cuore è la 'reul-iuil Bride,' the guiding star of Bride, (la stella cometa di Bride) quella che guidò alla stalla di Betlemme. La chiamano 'Bride,' 'Brideag,' Bride, Little Bride, la portano in processione cantando 'Bride bhoidheach oigh nam mile beus,' -Beauteous Bride, virgin of a thousand charms (bella sposa, vergine dai mille incanti). Il corteo delle Spose biancovestite e con i capelli sciolti simbolo di purezza e giovinezza visitano ogni casa e si aspettano di ricevere dalle fanciulle un regalo e un segno di obbedienza: una conchiglia, una spilla, un cristallo un fiore o dei sempreverdi per decorare la bambola. Le donne che hanno già partorito invece regalano un 'bonnach Bride,' a Bride bannock (il dolce di Bride) 'cabag Bride,' a Bride cheese (il formaggio di Bride) o 'rolag Bride,' a Bride roll of butter (il burro di Bride).
Terminata la questia pe ril villaggio il corteo si prepara per la 'feis Bride' (la festa di Bride).Si chiudono in casa e oscurano le finestre e mettono la bambola in una posizione in cui sia ben vista da tutte (e che anche la dea le possa vedere bene tutti) I membri più giovani della comunità chiedono il permesso di onorare Bride. Dopo un po' di suppliche sono alla fine autorizzati a rendere il loro omaggio.
Per tutta la notte che chi balla e canta tra l'allegria generale appena spunta l'alba si forma un cerchio e si canta l'inno  'Bride bhoidheach muime chorr Chriosda,' Beauteous Bride, choice foster-mother of Christ (Bella sposa diletta madre adottiva di Cristo) Poi si distribuiscono i "fuidheal na feisde" i resti della festa che sono ancora molto abbondanti perchè tutti si sono ben guardati da consumare troppo da lasciare alle donne più povere della località.

Una usanza simile è diffusa in Irlanda lì è la zangola ad essere modellata in forma di donna detta 'Brideog,' little Bride (piccola sposa). Le fanciulle si vestono con i loro abiti migliori e la ragazza più graziosamente abbigliata lo regala a Brideog. Al seno è appuntato una croce simile a quella maltese, fatta con la paglia intrecciata dalle fanciulle di Bride è la 'rionnag Brideog,' the star of little Bride (la stella di Bride). Anche qui le fanciulle regalano piccoli oggetti (conghiglie, quarzi o in mancanza decorazioni di paglia artisticamente intrecciate) e le madri il cibo.

Anche le donne anziane sono coinvolte nella Vigilia di Bride, fanno un cestino ovale a forma di culla 'leaba Bride,' the bed of Bride (il letto della sposa). Poi prendono un fascio di avena e lo modellano nella forma di una donna, la decorano con vivaci nastri, conchiglie pelacee del mare e quarzi delle colline: vanno alla ricerca dei fiori appena spuntati nel primo giorno di primavera, primule margheritine e altri fiori di campo. Quando hanno terminato di decorare la Bride, 'dealbh Bride,'  una donna va alla porta e avvisa piano nell'oscurità 'Tha leaba Bride deiseal,' Bride's bed is ready (il letto della sposa è pronto). Una donna risponde, 'Thigeadh Bride steach, is e beatha Bride,' Let Bride come in, Bride is welcome (entra Bride, sei la benvenuta). E la donna alla porta replica 'A Bhride! Bhride thig a stench, tha do leaba deanta. Gleidh an teach dh’an Triana,' Bride! Bride, come thou in, thy bed is made. Preserve the house for the Trinity (Bride entre il tuo letto è pronto. Proteggi la casa in nome della Trinità)

Le donne posano la bambolina nel letto con una bacchetta accanto (un piccolo ramo dritto e decorticato) detto 'slatag Bride,' the little rod of Bride, (la piccola radice di Bride) 'slachdan Bride,' the little wand of Bride, (la piccola bacchetta di Bride) oppure 'barrag Bride,' the birch of Bride (la betulla di Bride).
Il ramo è di un albero sacro -betulla, ginestra, pruno, salice bianco, era lo schettro dei re d'Irlanda e ai Lord delle Isole quando venivano eletti, dritto perchè simbolo di rettitudine, giustizia e bianco perchè simbolo di pace e purezza di cuore - il sangue non deve essere versato inutilmente.

[raffigurazione di Brigantia ritrovata a Birrens (Scozia) iscrizione votiva d'epoca romana: dea alata con una testa di gorgone al collo, indossa l'elmo piumato circondato da una corona tuttita. Nella mano destra tiene una lancia, nella sinistra un globo; è equiparata a Minerva Victrix vedi]

Le donne poi raccolgono le ceneri con cura e le posano avvolte nella stoffa sul tavolo lisciando bene la superficie oppure le lasciano sul focolare ma sempre ben spianate. Al mattino si scrutano le ceneri se si trovano i segni della bacchetta della Sposa si rallegrano, ma se trovano l'impronta del piede della Sposa la gioia è ancora più grande, perchè è il segno della sua benevolenza e ci sarà abbondanza per tutti, in casa, nella stalla e nei campi. Ma se la famiglia non trova segni nella cenere i presagi sono funesti, la dea è offesa con loro e non ascolterà il loro invito a entrare nella casa. Allora la famiglia farà un sacrificio (in genere un gallo sepolto vivo vicino all'incrocio di tre corsi d'acqua) e brucerà dell'incenso sul focolare prima di ritirarsi per la notte.

tratto e tradotto da qui in Carmina Gadelica, Alexander Carmichael

LA CANDELORA

La festa della Candelora (dal tardo latino "candelorum", per "candelaram", benedizione delle candele) era celebrata nella Chiesa romana il 2 di febbraio in ricordo della presentazione di Gesù al tempio e della purificazione rituale di Maria (per gli ebrei, dopo il parto di un maschio, la madre era considerata impura per un periodo di 40 giorni): avendo la Chiesa romana stabilito la Nascita di Gesù al 25 dicembre, la festa finì per coincidere con il mese dedicato nella Roma pagana a Iunio Februata (Giunone purificata). In Francia si dice La Canelière, in Bretagna Candlemas, in Germania Lichtmesse e in Italia Candelora.

Durante la festa si portavano candele e torce accese in solenne processione, alle quali a partire dall’XI secolo si aggiunse la benedizione delle candele per gli altari e per i fedeli. I ceri benedetti erano distribuiti durante la benedizione pasquale delle case  (e si ricambiava con le uova) e venivano accesi per invocare la benevolenza divina, durante i violenti temporali, nell'attesa di una persona che non tornava o che si pensava fosse in grave pericolo, accanto ad un moribondo, durante le epidemie o i parti difficili.  

Dal Vangelo di Luca 2,22-40
E quando furono giunti i giorni della loro purificazione, secondo la legge di Mosè, lo portarono a Gerusalemme per presentarlo al signore “Ogni primogenito maschio sarà consacrato al Signore” sta scritto, e per offrire il sacrificio prescritto dalla Legge del Signore, d’un paio di tortore o di due piccioni.
Ancora nel Medioevo la cerimonia di purificazione della puerpera avveniva con la conduzione in chiesa della donna che indossava il suo abito da sposa ed entrava in chiesa reggendo una candela accesa, il sacerdote che l’accoglieva le faceva il segno della croce, la benediva con l’acqua santa e recitava un salmo poi la invitava dicendo :”Entra nel tempio di Dio, adora il Figlio della santa Vergine Maria, che ti ha concesso la benedizione di essere madre
Fino a quando la cerimonia non veniva celebrata, la donna era considerata impura e non poteva fare il pane e servire il cibo.

"La mattina si fa la benedizione delle candele, che si distribuiscono ai fedeli, la qual funzione fu istituita dalla Chiesa per togliere un antico costume dei gentili, che in questo giorno in onore della falsa dea Februa con fiaccole accese andavano scorrendo per le citta', mutando quella superstizione in religione e pieta' cristiana". Da "Lunario Toscano" 1805

I romani pagani festeggiavano alle calende di febbraio Giunone purificata (guarda caso protettrice delle partorienti) e la Giunone Salvatrice andando in giro per la città con torce accese affinchè il fumo purificasse l'aria. continua

ATTIVITA' A IMBOLC

Fare e accendere candele, fare il sapone, piantare bulbi, preparare da sole il burro, lo yogurth o del formaggio fresco. Cucinare il pane dandogli la forma di treccia, o meglio ancora pancakes o le crepes, che in Bretagna sono tradizionali della Candelora, e si preparano nella Francia nord occidentale con la farina di grano saraceno (galette). In Piemonte sono tradizionali delle cialde molto simili alle varianti bretoni chiamate variamente "miacce" nella Valsesia, "amiasc" nella Valle Vighezzo o "miassa" nel Canavesano. Più spesso queste "cialde" sono farcite con ripieni salati, ma non mancano le varianti dolci.
Ulteriori varianti fin dal Medioevo sono i gaufre o waffle dei paesi germanici e scandinavi, preparati guarda caso per la festa della Candelora e del Martedì Grasso. Nella tradizione montanara del Piemonte rispuntano con il nome di gòfri o gòffre dell’Alta Val Chisone e Alta Val Susa (ma anche di certe zone della Valle d’Aosta) anche in versione salata.
Un tempo ogni famiglia aveva la sua piastra di ghisa per cuocere sulla stufa a legna queste cialde, croccanti all’esterno e morbide all’interno,  servite con abbondante miele colato sopra, per il caratteristico disegno a grata che vi resta impresso. continua

LE MIACCE DI SAN BIAGIO

“Stinchett”, “Runditt” e “Amiasc” sono i vari nomi con cui vengono chiamate nelle vallate ossolane queste cialde, ovvero un pane azzimo che si prepara, a seconda della ricetta locale, con farina di grano, grano saraceno oppure mais e acqua. L'importante è fare l'impasto il giorno prima e cuocerlo su dei ferri arroventati (detti variamente "testi", cocci") o sulla pietra ollare (tipica delle valli ossolane). La sottile sfoglia così cotta si imburra per bene (con burro di malga) si sala e si piega in quattro per mangiarla con le mani.
Miasse cioè "meligacce" perchè descrivono quelle croste di meliga (mais) che si staccano dal paiolo, dopo la cottura della polenta

LE RICETTE
Crepes della Candelora
Galette Bretoni
Gòfri del Martedì Grasso
Miacce della Valsesia 
Miasse del Canavese
Rundit

Sono in tutta evidenza variazioni sul tema del Bannock (preparato anche per Beltane) una specie di pane piatto a base di farina d'avena e cotto sulla pietra. La caratteristica di questo pane non lievitato è la sua facilità di preparazione: nel tempo si è finito con l'aggiungere un po' di lievito (o bicarbonato) e strutto (o olio). In Italia la piadina romagnola fatta con la farina di grano e stesa sottile con il mattarello è l'equivalente più sottile del Bannock scozzese. continua

BANNOCK SCOZZESE

La preparazione di questa alternativa del pane cotto in forno è antichissima, perchè per ottenere il primo pane probabilmente si schiacciarono tra due pietre i chicchi dei primi cereali coltivati,  e con l'aggiunta di acqua si cossero in strati sottili su delle pietre piatte poste sul fuoco (o tra la cenere). L'ulteriore variante fu poi la cottura nella padella in ghisa dei traveiller e dei primi pionieri d'oltreoceano.
Il bannock scozzese ha uno spessore maggiore rispetto alle varianti tipo piadina o gallette (come di chiamano in Bretagna) o alle miacce della Valsesia perchè si stende un po' spesso, circa alto uno o due dita; storicamente è stato il pane dei pionieri americani e canadesi, che però aveva già il suo equivalente tra i popoli nativi i quali lo preparavano con la farina di mais (e più tardi con il grano integrale). Le farine d'un tempo erano quelle d'avena o d'orzo che meglio si adattano ai climi estremi del Nord, un pane preparato in fretta e senza lasciarlo lievitare, anche se nel tempo con l'aggiunta di un po' di lievito, si trasforma in focaccia e con una manciata di uvetta diventa addirittura un dolce: il Bride bannock (bonnach Bride)

IL DOLCE DI BRIDE

Oggi il Bannock cake è diventato un pane all'uvetta più o meno rustico, soffice e morbido perche lasciato lievitare e arricchito da burro. Ma con lo stesso termine si identificano "dolci" molto diversi vedi

LA RICETTA SCOZZESE del Selkirk Bannock
LA RICETTA VECCHIA SCOZIA: è la ricetta più "primordiale" con  avena e orzo macinati impastati nel burro e lasciati a mollo nel latte, quindi modellato l'impasto in forme tonde si cuociono in una padella di ghisa preriscaldata.