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LA CROCE DELLA SPOSA

Ci sono molte manualità basate su nodi e intrecci che abbiamo perduto, ma che un tempo erano gesti abituali delle donne nella produzione di talismani fai-da-te.
Questo semplice laboratorio è indicato a Imbolc o in un  matrimonio celtico, consiste nella realizzazione di un amuleto-talismano a protezione della casa (e della nuova coppia).

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La forma più primitiva è il triskele, la croce con 3 bracci che si metteva nella stalla a protezione del bestiame a Imbolc, il modello dimostrativo realizzato con delle cannucce da bibita, inizia con 3 elementi piegati nel mezzo e infilati uno nell'altro in modo che il terzo elemento sia bloccato nella "testa" del primo: ottenuta la forma del trinagolo si stringono e tirano bene le "code" e si prosegue con un secondo giro seguendo sempre lo stesso procedimento, la struttura resta così più stabile e ben bloccata . E così via si prosegue con altri giri, minimo 3 come nel modello ma generalmente 5 o 7 giri (sempre in numero dispari)

Successivamente la forma della croce è diventata a 4 bracci: si segue sempre lo stesso metodo infilando un elemento piegato nell'altro fino al quarto bloccato nella "testa" del primo; questo metodo apparentemente più laborioso, assicura però maggiore stabilità alla lavorazione. Così si sommano i giri a 4 elementi per volta bloccati alla fine di ogni giro. Al quinto, settimo o nono giro si bloccano le estremità delle braccia con un legamento realizzato in base alla flessibilità del materiale utilizzato per la croce o con dello spago come alternativa. Alla fine si pareggiano le estremità con un taglio unico. 

LO SCHEMA

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L'AMULETO DI SAMAIN

Un'altra croce a quattro bracci è quella con nodo vincolante centrale, che agisce come una barriera allo spirito del male. Si realizza a Samain per metterla sull'uscio di casa e tenere lontano gli spiriti che vanno in giro nella notte.
La tecnica è basata sull'intreccio con gli elementi che vanno sopra e sotto uno all'altro: nel modello ho raggruppato le cannucce a due a due, ma in genere si usano tre o cinque steli. Si parte dalla croce e si aggiungono ulteriori "lati" seguendo il principio dell'intreccio (e quindi sopra-sotto-sopra oppure sotto-sopra-sotto). Stringendo bene l'intreccio la struttura resta abbastanza stabile da essere manipolata da una sola persona (anche se facendo un po' d'attenzione). Man mano che si legano le estremità la croce prende forma e resta finalmente bloccata e stabile.

IL MANTELLO DI BRIGID

Concludo con le figure dette il mantello di Santa Brigida che si basano sulla forma "occhio di dio"(propria anche delle tribù native americane, una sorta di mandala con i fili). Il metodo è semplicissimo ed è un'attività che si presta anche come laboratorio creativo per bambini. Nell'esempio ho utilizzato degli spiedini ma la lavorazione risulta più naturale con dei rametti presi dall'albero preferito. Anche se si può realizzare con gli steli erbacei è preferibile uno spago un po' spesso (per un effetto decorativo si utilizzano fili di lana di diversi colori distribuiti a fasce e il lavoro diventa più simile a un mandala). 
S'inizia mettendo a croce i due legnetti e bloccandoli prima con un nodo all'estremità dello spago (la cimetta che avanza si blocca in mezzo o lateralmente) poi si danno un paio di giri al centro per formare una X e bloccare ogni scivolamento dei legnetti; si prosegue con la lavorazione vera e propria facendo girare lo spago intorno al braccio della croce per proseguire in quello successivo; l'effetto cambia a seconda se il giro viene dato "di sopra" o "di sotto" al legnetto.

IL MATERIALE

Originariamente s'intrecciavano degli steli di giunchi (che spuntano in abbondanza in primavera), raccolti tirando via il giunco con uno strappo deciso alla base (evitando così il contatto con il metallo della cesoia-lama), ma a seconda della stagione si utilizzano steli freschi del grano o paglia (o steli di segale/avena/orzo e in Piemonte di riso), di lavanda o di ginestra (lasciare gli steli in immersione con acqua fredda per un ora circa e  avvolgerli quindi in un asciugamano per prenderli man mano nella lavorazione). Quando non c'è disponibilità di steli naturali si ricorre alla rafia, spago o cordame e quant'altro sia disponibile in casa. 
Se avete la mania del riciclo si possono utilizzare i fogliacci delle pubblicità arrotolati stretti come bacchettine (ed eventulmente passati con un colore acrilico)

REGOLA GENERALE

Gli intrecci si fanno da sinistra a destra (corso del sole) cioè si posa lo stelo sulla parte sinistra del lavoro e si ruota verso destra.

Cattia Salto