Edizioni Progetto&Stampa- Ivrea 2002

 

 

TRAMA la vita di Lorelleth druido dei Gunossit, pastori celti vissuti sulle colline piemontesi di Montalto Dora; la voce di un Druido, una grande guida spirituale e morale, che indica il cammino, attraverso il tempo

 

 

 

 

LORELLETH

(Luciana Banchelli e Vincenzo Di Benedetto)

 

L’esplorazione del territorio, il ripetuto andare per boschi che custodiscono antichi ricordi, spinti dalla curiosità di conoscere l’essenza dei luoghi in cui si ha la ventura di vivere, sorretti dalla capacità di vedere le tracce incise nella pietra dalla mano dell’uomo in un tempo così remoto da lasciare solo esili testimonianze… Luciana e Vincenzo hanno vissuto un sogno vecchio di millenni, girando dietro l’angolo del quotidiano, hanno trovato un mondo magico che zampilla incanti.

Hanno trovato segni che parlano solo a coloro che sanno leggere ed ascoltare, conformazioni che li hanno aiutati a disegnare una mappa da cui risalire fino alla storia di antichi popoli… Ecco che davanti al lettore prende vita un angolo di collina morenica, tra modeste capanne radunate in villaggi celti, sentieri, sorgenti, rocce e grotte sacre; emblematici personaggi che ruotano intorno a Lorelleth, il grande druido…

 

Nel libro le foto di rocce incise, altari di pietra con coppelle incavate, menhir e massi erratici sono la testimonianza di una storia che è avvenuta nel passato e raccontano di rituali e di feste (il matrimonio nel nemeton, la cerimonia di iniziazione del guerriero, la danza tribale delle vergini, la cerimonia funebre) e di una guerra che durerà dieci anni; ma anche di antichi saperi (l’energia curativa di certe rocce, l’astronomia e il calendario delle costellazioni, l’energia del magnetismo terrestre e la bacchetta rabdomantica, i funghi allucinogeni e viaggi astrali)  Ogni cosa nella mentalità celtica fa parte di una storia infinita ed è un tassello di un grande disegno, proprio come questo libro.

Magia, religione, filosofia, amore e una vita trascorsa a decifrare le grandi metafore dell’esistenza fino all’enigma più grande: la morte.

 

Nel racconto si riverberano i colori delle stagioni della Natura (narrati con vibranti pennellate di luce) che l’uomo moderno (di un futuro prossimo) finirà per distruggere. Nell’Epilogo si proietta un futuro apparentemente senza speranza per la vita “L’uomo aveva incominciato a trascurare la natura, e a cancellare dalla mente e dal cuore le sensazioni e le armonie che aveva ricevuto in dono dal sole, dalla luna, dal verde dei boschi, e dalla magia delle dolci acque” ma un grande messaggio è depositato proprio davanti ai nostri occhi.

 

Lorelleth veglierà per sempre nei boschi delle colline di Montalto dora!

 (Cattia Salto)

 

INTERVISTA dal sito www.ilvideogiornale.it

Associazione Luci dal sito www.ilvideogiornale.it

 

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