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TRAMA la vita di Lorelleth druido dei Gunossit,
pastori celti vissuti sulle colline piemontesi di Montalto Dora; la voce di
un Druido, una grande guida spirituale e morale, che indica il cammino,
attraverso il tempo
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LORELLETH(Luciana Banchelli e Vincenzo Di Benedetto) |
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L’esplorazione del territorio,
il ripetuto andare per boschi che custodiscono antichi ricordi, spinti dalla
curiosità di conoscere l’essenza dei luoghi in cui si ha la ventura di
vivere, sorretti dalla capacità di vedere le tracce incise nella pietra dalla
mano dell’uomo in un tempo così remoto da lasciare solo esili testimonianze…
Luciana e Vincenzo hanno vissuto un sogno vecchio di millenni, girando dietro
l’angolo del quotidiano, hanno trovato un mondo magico che zampilla incanti. Hanno trovato segni che parlano
solo a coloro che sanno leggere ed ascoltare, conformazioni che li hanno aiutati
a disegnare una mappa da cui risalire fino alla storia di antichi popoli…
Ecco che davanti al lettore prende vita un angolo di collina morenica, tra
modeste capanne radunate in villaggi celti, sentieri, sorgenti, rocce e
grotte sacre; emblematici personaggi che ruotano intorno a Lorelleth, il
grande druido… Nel libro le foto di rocce
incise, altari di pietra con coppelle incavate, menhir e massi erratici sono
la testimonianza di una storia che è avvenuta nel passato e raccontano di
rituali e di feste (il matrimonio nel nemeton, la cerimonia di iniziazione
del guerriero, la danza tribale delle vergini, la cerimonia funebre) e di una
guerra che durerà dieci anni; ma anche di antichi saperi (l’energia curativa
di certe rocce, l’astronomia e il calendario delle costellazioni, l’energia
del magnetismo terrestre e la bacchetta rabdomantica, i funghi allucinogeni e
viaggi astrali) Ogni cosa nella
mentalità celtica fa parte di una storia infinita ed è un tassello di un
grande disegno, proprio come questo libro. Magia, religione, filosofia,
amore e una vita trascorsa a decifrare le grandi metafore dell’esistenza fino
all’enigma più grande: la morte. Nel racconto si riverberano i
colori delle stagioni della Natura (narrati con vibranti pennellate di luce)
che l’uomo moderno (di un futuro prossimo) finirà per distruggere.
Nell’Epilogo si proietta un futuro apparentemente senza speranza per la vita “L’uomo
aveva incominciato a trascurare la natura, e a cancellare dalla mente e dal
cuore le sensazioni e le armonie che aveva ricevuto in dono dal sole, dalla
luna, dal verde dei boschi, e dalla magia delle dolci acque” ma un grande
messaggio è depositato proprio davanti ai nostri occhi. Lorelleth veglierà per sempre nei
boschi delle colline di Montalto dora! (Cattia Salto) |
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INTERVISTA dal sito www.ilvideogiornale.it Associazione
Luci dal sito www.ilvideogiornale.it |
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