Punto Grafico, 1997

Copertina di Cattia Salto

LUNA

(Annamaria Panizza)

 

 

Il maggior poeta piemontese dei nostri giorni, Camillo Brero, definisce la poesia “sfiam ed l’ànima”. I versi di Annamaria Panizza più che a fiammate ci riportano alle scintille: non fuoco, ma brace covata da una malinconia sottile e talvolta struggente. Malinconia e rimpianti, a volte rimorsi come nel tormentoso ricordo del padre..Rimpianti per il mondo che fu, che non potè essere quello di una giovane donna che in “Inverno” si rifà alle tradizioni dei vecchi, alla loro povertà serena e irripetibile. Irripetibilità che angustia l’autrice, non per sé ma per la ente di oggi che non conosce certe magie, che non crede nella magia e si perde in una realtà che è buio, che è vuoto, che è nulla. Occhi lucenti scrutano le scintille, non umani, ma felini. Occhi di gatta che conosce il senso vero della vita. Come sogna la donna che palpita nelle poesie di questa raccolta

Antonio Rollone

 

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