CAVAGLIA’
Anno 2005 “Grandi Manovre” a Cavaglià dopo “la scoperta” dei reperti litologici da parte di uno studioso di storia locale: Luca Renzi. Il comune di Cavaglià ha in progetto di realizzare intorno alla zona archeologica un’area verde: i massi però sono stati collocati in una diversa posizione e con un allineamento arbitrario. Nell’articolo di Maurizia Vaglio tutti i dettagli della intricata vicenda.
[fotodi Luca Lenzi e di Maurizia Vaglio] La redazione di “Vento tra le Fronde” ha raccolto
diverse testimonianze di persone e vecchi abitanti del luogo ed è riuscita a
tracciare una storia di quelle pietre che negli anni sessanta circa
circondavano un piccolo laghetto poi prosciugato per la costruzione di alcune
villette. Gli anziani ricordano allineamenti di grosse pietre nei boschi
della loro giovinezza, speriamo che queste testimonianze non vadano perdute! L’associazione culturale Anticaquercia pubblica una
rivista di cultura celtica e antica tradizione Vento tra le fronde e organizza ogni anno
la FESTA CELTICA DI BELTAN che si svolge ai primi di maggio nella
provincia di Biella. |
MENHIR A
CAVAGLIA’
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a cura di Maurizia Vaglio -Associazione Culturale Anticaquercia Biella Il Biellese si trova in un’area
geografica che confina, in tutte le direzioni, con zone di segnata
appartenenza celtica. Ad est è a pochi chilometri il confine convenuto dell’area
d’influenza della civiltà di Golasecca. Verso sud, abbiamo Vercelli, nota
anche per l’omonima battaglia campale che oppose ai Romani l’esercito dei
Cimbri nel 101 a.C. Ad ovest e a nord troviamo rispettivamente il Canavese e
la Valle d’Aosta, zone d’origine celtica ormai conclamata. Forse un primo passo potrebbe essere questo nuovo rinvenimento, avvenuto proprio a Cavaglià, cittadina posta all’estremo sud della provincia di Biella. Tutto ha inizio circa un anno fa, quando un appassionato studioso di Torino, Luca Lenzi, si accorge che in un’area dismessa del comune, accanto al parcheggio della piazza adibita a mercato, giacciono, semiricoperti da rovi e vegetazione selvatica, numerosi monoliti che presentano sorprendenti analogie con i molti menhir che lo stesso Lenzi aveva avuto modo di osservare in altre regioni europee. Ciò che però gli fa suonare il classico “campanello d’allarme” in testa, è la presenza di un monolite, ancora fortunosamente in posizione verticale, che sorge accanto ad una provvidenziale betulla. Il nostro giovane amico si mette
quindi in contatto con l’associazione culturale Anticaquercia di Biella
e con il Gruppo Archeologico Canavesano per avere degli ulteriori
pareri, per quanto informali. In realtà, qualche riferimento all’esistenza di
simili reperti era emersa anche dalla lettura di alcuni testi editi qualche
anno fa. Primo fra tutti “Passeggiate archeologiche tra Canavese e Valle
d'Aosta" di Ivo Ferrero - Ediz. Cossavella, che vi accennava, pur senza
dilungarsi in dettagli. Già un risultato eclatante, ma
non finisce lì. |