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MITI E LEGGENDE DEL MONDO CELTICO

I Celti, che adoravano la Natura, popolarono la terra di spiriti, benevoli o malevoli. Essi credevano negli spiriti minori della vegetazione, gli spiriti del grano e della fertilità, tutti sopravvissuti nelle fate delle successive credenze popolari. 

Se il Cristianesimo riuscì ad eliminare la venerazione delle divinità maggiori, ancora ai nostri giorni sono praticati antichi rituali di una religione della terra dura a morire, consistenti in offerte agli alberi, alle pietre, alle fontane e ai crocicchi, accensione di fuochi o candele, pronunciando incantesimi ad essi indirizzati, per venerare alberi, boschetti, pietre, fiumi e pozzi. 

ANIMALI

IL PANTHEON CELTICO

tratto da LA VITA RELIGIOSA di Devon Scott in "Il cerchio di fuoco. Leggende, folklore e magia dei Celti" Edizioni L'Età dell'Acquario, 2009

Tra le divinità più importanti proprie delle Isole Britanniche c'erano Dagda, padre di tutti gli dei, patrono dei Druidi, della scienza, del sapere sacerdotale, dio della vita e della morte; sua figlia Brigit, che proteggeva la poesia e la divinazione; Ogme, figlio di Brigit, dio dell'eloquenza, inventore della scrittura e della magia; Diancecht, dio della salute, della giovinezza e della medicina.

Invece i Celti continentali adoravano Teutates, il dio del cosmo, dispensatore del soffio vitale, protettore dei padri di famiglia, dei capi, dei re; Hesus, dio della guerra, che proteggeva i guerrieri, incarnava la vitalità maschile ed il seme fecondatore, e assumeva talvolta le sembianze di un grosso cane feroce; Taranis, dio delle tempeste e delle acque, protettore della navigazione, i cui simboli erano il fulmine e la ruota; Maponos, dio del vigore giovanile e della medicina. I Galli avevano anche il culto di Belenus, dio della luce, e di sua moglie Belisama, dea del fuoco e della saggezza; inoltre veneravano Epona, protettrice dei cavalli e dei cavalieri, e Cernumno, il dio cornuto della caccia, protettore degli animali e dispensatore di abbondanza. Lugh era come il Mercurio romano, patrono delle arti presso tutti i Celti; gli fu dedicata la città di Lugdunum (Lione). Le attribuzioni degli dei maschili non erano fisse, ma cambiavano tra le varie tribù; per esempio, Teutates veniva indicato da alcuni come un equivalente celtico di Giove, da altri come Marte.

Per quel che riguarda le divinità femminili, molti studiosi sono d'accordo sul fatto che le innumerevoli dee dai nomi diversi altro non fossero che molteplici attribuzioni di un'unica dea: la Grande Madre Terra. Keridwen era la Dea Madre nella sua funzione di protettrice delle forze della natura, delle foreste, delle montagne; Rosmerta custodiva il focolare domestico, le tradizioni, le cose sacre; Idunna rappresentava il pensiero creatore, la conoscenza, le opere intellettuali; Danu (o Anu) aveva il volto della luna e regolava le maree e i flussi mestruali femminili; l'irlandese Morrigan (Branwen per i Celti continentali) era la regina delle battaglie, una donna-guerriera di grande valore e audacia.