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L'ALTROMONDO CELTICO

Altrove è la terra della felicità eterna dove vivono gli uomini dopo la vita sulla terra: dove non ci sono peccati da espiare o buone azioni da premiare come per i Cristiani; dove vivere una vita piena e perfetta e non una non-vita come quella immaginata dai Greci e dai Romani. Altrove è anche la terra dove vivono gli antichi dei, ovvero è il Regno delle Fate.(Elfland).

Sebbene Altrove si raggiunga solo con la morte, alcune leggende e poesie celtiche narrano di poeti, eroi semi-divini o semplici visitatori che ci sono arrivati in vita, alcuni sono imram ovvero racconti di avventure per mari inesplorati, altri rientrano nel vasto tema popolare del rapimento fatato.

Così nella narrazione di Thomas of Erceldoune (Ercildouneriportato nel Thornton Manuscript, (vedi) viene descritto un reame dell'abbondanza dove dame e cavalieri si dilettano con musica, danze e canti, schermaglie amorose e giochi cortesi (senza omettere sontuosi banchetti)



48
In-to
 þe haulle sothely scho went,
Thomas
 foloued at hir hande;
Than
 ladyes come, bothe faire and gent,
With
 curtassye to hir knelande. 

49
Harpe and fethill bathe þay fande,
Getterne, and als so þe sawtrye;
Lutte and rybybe bothe gangande,
And all
 manere of mynstralsye. 

50
Þe most meruelle þat Thomas thoghte,
Whene þat he stode appone the flore;
Ffor feftty hertis in were broghte,
Þat were bathe grete and store. 

51
Raches laye lapande in þe blode,
Cokes come with
 dryssynge knyfe;
Thay brittcned þame als þay were wode;
Reuelle amanges þame was full ryfe. 

52
Knyghtis dawnesede by three and three,
There was
 revelle, gamene and playe;
Lufly ladyes, faire and free,
That
 satte and sange one riche araye.


TRADUZIONE ITALIANO
48
 
Entrò con passo lieve nella sala
E Thomas lo fece insieme a lei.
 
Poi dame vennero ed erano gentili
E a lei per cortesia si inginocchiarono.

49
 
Arpa e violino suonarono allegri
E con essi la
 cìtara e il salterio
E si unirono il liuto e la ribecca
E menestrelli presero a cantare.
 

50
 
Ma la cosa che fu più straordinaria,
 
Pensò Thomas intento a riguardare,
 
Furono i cervi, cinquanta, lì imbanditi,
 
Ed erano tutti grandi e ben pasciuti.
 

51
 
Il sangue i cani stavano lappando
E i cuochi vennero con i coltelli
E presero a tagliare come matti
E parevano in preda a frenesia

52
Cavalieri danzavano a tre a tre;
 
C'era baldoria, c'era festa e gioco;
 
Belle dame raccolte in lieta schiera
Ben abbigliate cantavano in coro.


(tratto da Hugh
 Mynne, La via delle Fate, Sperling & Kupfer, Milano 1998, traduzione dall’inglese di Francesco Saba Sardi)

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INNO A TIR NA NOG

I guerrieri celti non temevano la morte in battaglia perché i loro druidi insegnavano che l’anima avrebbe conservato immutate le proprie sembianze umane, come pure i propri bisogni e necessità e avrebbe ancora vissuto nell’AltroMondo: un’isola meravigliosa o una grande pianura dentro i tumuli preistorici, dove corrono i cavalli, i frutteti sono rigogliosi, la musica è soave, il tempo eternamente sereno, ricchezza e bellezza, donne fiabesche, bevande divine.

 

Tir na nog agus tir na mbeo 
tir gan bran ar bith 
ta'si i gcein san iar tharbui 
ar cho'adach na Mara goirme 
ta' curach luath de christal agam 
mach bhfaca suil bha'smar go deo 
iochaimid go tir sin raimh titim na ha'che 
i mo churaigh luaith ghil 
tiochaimid go cladach na tire grianmha ire sin 
gan draoithe's gan deazmhain chom maith 
go tir na nog, son iar thar bui 
ar chladach na mara goirme 
tir aoibhinn a bhfuil gleannta naine inti 
sruthanna gela's ma'msa fe'armhara 
tir shitheach sha'mh gan bla's is gan timmeas 
mar a bhfuil samhradh ann go deo.

 

TRADUZIONE ITALIANO
Terra di giovinezza e terra di vita
terra priva di dolore
lontana nell'occidente dorato
sulla riva del mare azzurro
possiedo una barca di cristallo veloce
come occhi mortali non videro mai
noi andremo verso quella terra

prima che cada la notte
sulla mia barca veloce e splendente
Andremo verso la riva di quella terra assolata
verso la terra della giovinezza,

nell'occidente dorato
sulla riva del mare azzurro
la terra dalle valli verdeggianti
ruscelli chiari e pianure fitte d'erba
una terra di pace, serena,

priva di morte e di dolore
dove è sempre estate

 

Verso quest’isola meravigliosa si dirigono in vita gli eroi, un’isola che simbolicamente si trova ad Ovest: cibo e bevande sono inesauribili è la terra dell’abbondanza, della pace e dell’armonia.

L’Altro Mondo è di difficile accesso, esso è invisibile agli occhi umani e il cammino è pericoloso e pieno di insidie. Solo agli eroi o agli iniziati riescono a raggiungerlo da vivi. Sono coloro che vengono rapiti dalle fate come il bardo scozzese  Thomas the Rhymer (Tommaso il Rimatore) vedi oppure Oisin il poeta e guerriero dei Fianna, rapito nientemeno che dalla figlia del dio del Mare Manannan vedi. Un'altra ballata molto popolare è inoltre quella dell'elfo Tam Lin che un tempo era stata un umano di cui la regina delle fate si era invaghita vedi

Anche le donne erano rapite dalle fate (soprattutto le più belle e spesso proprio nel giorno del loro matrimonio!!) così Etain è rapita dal dio Midir e la lirica è stata messa in forma di canzone da Angelo Branduardi nel suo "Donna di Luce" vedi


(
Cattia Salto, novembre 2013)

 

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