Rilievi e foto di Vincenzo Di Benedetto

 

APPROFONDIMENTO

CULTO DELLE PIETRE

MAGNETOTERAPIA NATURALE

PERA CUNCA

La località, chiamata Lusenta, (di derivazione celtica: Bosco Sacro) è un vasto bosco di querce e castagni e si trova quasi sul triplice confine dei comuni di Borgomasino, Borgo d’Ale e Cossano.

La Pera Cunca è posizionata a ridosso della sommità della collina, appena inclinata ed è, forse, soggetta ad un lento scivolamento sul lieve pendio rivolto a nord-est.

 

La pietra ha una forma a lacrima, avente un diametro di circa due metri ed un’altezza media di 60 cm. Le venature caratteristiche della pietra le conferiscono un’origine metamorfica. La pietra infatti è un micascisto con estese inclusioni di quarzo ed è abbastanza comune nella zona. Attorno alla grossa vasca centrale ellittica (avente un larghezza massima di circa 90 cm.) si distribuiscono le coppelle che sembrano raggrupparsi in tre zone distinte.

Sulla funzione e l’uso della pietra si sono fatte varie supposizioni: le coppelle canalizzate e la vasca centrale fanno presumere ai culti che prevedono libagioni su pietre sacre a forma di altare, più volte descritte dai cronisti di età romana riferendosi alle tribù celtiche.

 

L’archeologo rabdomantico Vincenzo Di Benedetto fa risalire la pietra all’epoca cromagnoide (35000 a.C): egli ha rilevato che tra due coppelle in particolare, si incrociano due linee di forza Nord-Sud e NordEst-SudOvest con una linea cosmica e già gli antichi in tutti questi punti mettevano l'iniziato per prepararlo al viaggio astrale. Tutte le coppelle sono inoltre incavi dove si metteva la mano destra o altri parti del corpo per curarsi le malattie.