I CELTIUna comune radice delle popolazioni europee. Le popolazioni galliche hanno lasciato un'impronta ancora riscontrabile nella cultura e negli usi di tutta la pianura Padana. Il Piemonte faceva parte di quella terra che i romani chiamarono GALLIA CISALPINA PARCHI
TEMATICI Settimo Rottaro (To) LINK alle associazioni celtiche
in PIEMONTE Livorno Ferraris (Vc) Vercelli Vercelli Biella Muzzano (Bi) Graglia (Bi) Borriana (Bi) Fiorano Canavese (To) Torino Torino Alessandria Novara Omega (Vb) LINK ai CLAN in Piemonte
Vercelli Vercelli Biella Muzzano (Bi) Graglia (Bi) Fiorano Canavese (To) Torino Torino Moncalieri LINK alle associazioni celtiche
in VALLE D’AOSTA
PIEMONTE ITINERARI ARTE RUPESTRE
Arte
Rupestre delle Alpi Occidentali
il sito tratta in generale della Val di Susa, (Val di Susa, Valcenischia, Albedosa)
ESCURSIONI
VAL VIGEZZO – PIEMONTE incisioni rupestri nel Parco
della Val Grande Un’interessante Proposta di Achille Quarello DISLIVELLO:
1050 m fino all'Alpe Sassoledo; 1520 m fino alla
Colma di Basangrana DURATA:
3,30 ore fino all'Alpe Sassoledo; 5 ore fino alla
Colma (3 ore il ritorno in entrambi i casi) DIFFICOLTA':
E/EE IL
BOSCO DEI MEGALITI
L’escursione
che vi suggeriamo facile e ricca di sorprese, è sul Monte Ciabergia,
sopra al Parco naturale dei Laghi di Avigliana (prov di Torino) un luogo dalla storia millenaria, accanto
alla Sacra di San Michele |
IL PIEMONTE
Il PIEMONTE era abitato già nell’anno 1000 avanti Cristo da tribù celtiche, che si fusero con i Liguri, la popolazione considerata autoctona dagli storici e che occupava oltre all’attuale Liguria gran parte del Piemonte e della costa tirrenica fino alla foce dell’Arno); 500 anni più tardi si succedono altre migrazioni galliche: ora fondendosi pacificamente e a volte combattendo per il dominio del territorio i Liguri si attestarono (con uno spartiacque approssimativo) al di là della Dora Baltea ed a sud del Po.
STRABONE, Geografia,
V,3 Considerando separatamente le singole parti è possibile dire che
la base delle Alpi è curva e sinuosa, con la concavità volta verso l’Italia.
La parte intermedia di questa concavità è occupata dal paese dei Salassi, le
estremità si volgono da una parte fino al monte Ocra e al lato più interno
dell’Adriatico, dall’altra verso la costa della Liguria fino a Genua, emporio dei Liguri, dove gli Appennini si
congiungono con le Alpi. Subito sotto le Alpi si estende una pianura
considerevole; la sua parte meridionale è limitata alla costa dei Veneti e da
quei monti Appennini che giungono fino alla zona intorno a Ariminum e Ancona. Da questi confini, pertanto, è chiusa
la Celtica Cisalpina (…). Questa regione è una pianura fertile, ornata di
colli fruttiferi. Il fiume Po la divide quasi nel mezzo e le due regioni si
chiama Cispadana la parte che è situata verso gli Appennini e la Liguria,
Transpadana la restante. La Cispadana è abitata dai popoli Liguri e Celtici
che abitano i primi sui monti, i secondi in pianura; la seconda dai Celti e
dai Veneti.
TRIBU’ CELTICHE del
Piemonte
I Salassi
occupavano l'alto canavese e la Valle d'Aosta; i Sallui nel vercellese, i Vertamacori
nel novarese, i Taurini nella provincia di Torino, i Statielli nella zona di Acqui
Terme e nelle valli Bormida, dell'Orba e forse
nella Valle Belbo; i Bagienni
fra Mondovì e il cuneese; i Dertonines a Tortona e
nella zona della Valle Srivia; gli Epuriati nella valle del Tanaro tra Asti e Alba; gli Epanteri tra Brà e Carmagnola;
i Caburriati fra il Pellice
ed il Po; i Lancenses e gli Ocelenses
nelle valli delle tre Sture; i Laevi fra Chivasso e Trino ed i Vittimuli
alle falde orientali della Serra d'Ivrea continua
In particolare per la zona del Vercellese una realistica suddivisione delle tribù celtiche potrebbe essere: a nord dei Libici fra il corso dell’Agogna e quello del Ticino erano saldamente presenti i Vertacomacori che avevano fondato Novara (Plinio il vecchio, N.H.III-124). A nord-est vi erano i Laevi mentre i Marici erano insediati a sud-est oltre Laumellum (Mortara) abitata ancora da genti libiche. Ad ovest erano libiche le popolazioni insediate presso gli affluenti di sinistra della Dora Baltea in quanto la Serra costituiva una linea divisoria tra queste popolazioni e le tribù salasse. Infine a nord-ovest si trovavano i Salassi e ad ovest i Taurini (Livio XXI-38,7). I LIBICI o LEBECI (celto-liguri) si attestavano nel territorio vercellese che giungeva a sud fino al Po e, facendo capo a Laumellum (Mortara), si estendeva lungo le due rive del Sesia probabilmente fino alla confluenza del fiume col Po.
Non abbiamo molti dati sulla consistenza numerica dei celto-liguri e sui reciproci rapporti politici ed economici. Manca ogni segno di federazione nazionale di tipo politico, maggiori differenziazioni sono dovute a fattori ambientali (montagna-pianura). La pastorizia transumante e lo sfruttamento delle risorse minerarie favorirono i contatti con l'opposto versante alpino, si affermò così per tutto il comprensorio montano un ecosistema unitario nelle sue espressioni culturali. Nella pianura fu il fiume a svolgere la funzione di catalizzatore dell'insediamento umano; i centri celto-liguri di maggior rilievo erano modesti insediamenti di carattere difensivo infatti secondo la definizione di Polibio (III-II sec. a.C.) tutto il territorio si presentava come un «paese senza città».
Roma iniziò la conquista della pianura Padana verso il II sec. a. C. al termine della seconda guerra punica, ma fu solo verso la fine dal I secolo a. C. che, con la conquista delle zone alpine, iniziò la definitiva romanizzazione del Piemonte. Nell'82 a. C., la
Gallia Cisalpina divenne provincia romana continua
Distribuzione delle popolazioni celtiche nel III sec a.c. RIFERIMENTI in RETE http://www.piemonte-online.com/storia/servizi/storia.htm http://www.geocities.com/thorosch/valser.htm http://www.trigallia.com/celti_in_italia.asp |