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CU CHULAINN

21bn0gi.jpgI Celti tributavano onori divini agli eroi, vivi o morti. Era il guerriero che in qualità di campione del re compiva gesta eroiche, in sprezzo della vita e del pericolo. Egli, il più valoroso tra i guerrieri del re, occupava il posto d’onore nella sua corte e cavalcava al suo fianco.

UNA RAZZA DI EROI

Gli eroi più famosi avevano un particolare legame con il mondo della magia, le loro madri erano principesse, eventi misteriosi presiedevano alla loro nascita, molto spesso erano figli di un dio o di una dea e di un mortale oppure erano frutto di un rapporto incestuoso.

Si può parlare di un vero e proprio paradigma biografico che accomuna gli eroi: ad esempio uno dei presagi della futura grandezza dell’eroe è che la sua vita durante l’infanzia è minacciata, per cui deve essere cresciuto in un luogo nascosto; quando è giunto il momento della sua affermazione pubblica compie una grande impresa uccidendo un mostro; l'eroe inoltre è in stretto rapporto con il soprannaturale e compie spesso viaggi ultramondani. Da questa prospettiva il mito dell'eroe è comune agli antichi popoli che abitavano l'Europa nell'età del Ferro, dai mari del Sud a quelli del Nord.

 

L’eroe per antonomasia in Irlanda fu Cu Chulainn, le cui gesta sono state tramandate nel ciclo dell’Ulster (V-VI sec d.C.): un eroe omerico semidivino, incrocio nordico tra Ercole e Achille, molto probabilmente è la storicizzazione di un mito antico nel quale l'eroe era originariamente una divinità. (Omero è del VIII-VII sec a.C ma nei suoi racconti si narra di eventi risalenti al 1200 o ancora più tardi).

 

L’Ulster anticamente comprendeva tutta la parte settentrionale dell’Irlanda e aveva come capitale Emain Macha. Il re di quel periodo fu Conchobhor mac Nessa, la sua corte comprendeva una schiera di guerrieri aristocratici radunati sotto laConfraternita del Ramo Rosso di cui ovviamente Cu Chulainn era a capo.

 

Ai tempi leggendari dell'lrlanda pre-cristiana - quando sull'Ulster regnavano i re guerrieri e i druidi, visse Cu Chulainn figlio del dio Lugh e di una principessa mortale (in alcune versioni il padre putativo è un umano di nome Sualtam). Setanta prese il suo nuovo nome da fanciullo quando uccise il cane da guardia del fabbro Culann (e perciò venne letteralmente chiamato "colui che ha vinto il cane di Culann" o più semplicemente "il mastino dell'Ulster" in italiano tradotto come "Cucullino") e si offrì come servitore per riparare il danno.

 

Come il semi-dio Ercole compì tutta una serie di imprese quasi impossibili per temprare la sua natura sovrumana e come l'Achille omerico gli fu profetizzata una morte nel fiore della gioventù, ma eterna fama.

 

irish-Legend-of-Cu-Chulainn.jpg

 

Cuchulain ha completato il suo addestramento guerriero in una terra chiamata Alba, presso un’amazzone dell’Altro Mondo. Imparò a imitare il rombo del tuono, a danzare sulla punta di una lancia e a tagliare in due un nemico con il bordo dello scudo. Imparò tecniche magiche di combattimento di cui si era persa ogni conoscenza.

Gli scrittori latini citano, a proposito dei guerrieri celtici, il tipico furor guerriero che li caratterizza; esso è paragonabile, in un certo qual modo, con la furia dei più tardi berserk vichinghi. Nella mitologia irlandese, il furor è un attributo soprattutto di CùChulainn, e viene molto enfatizzato: accade così che durante la trasformazione il giovane subisca un rivolgimento interno di tutte le ossa ed uno spostamento dei muscoli, che, tra l’altro, si gonfiano a dismisura. I capelli si rizzano e dalla testa si sprigiona un’aura sanguigna: è la luna dell’eroe, il terzo corno del toro.

 

La fine dell'eroe fu segnata dall'inosservanza di una serie di geise (divieti equivalenti a degli imperativi categorici da non infrangere pena la malasorte): morì a vent'anni ucciso in battaglia dopo aver difeso strenuamente i confini dell'Ulster dalle truppe inviate da Medb, regina del Connaught.

cuchulain_sb.gifLA MORTE DELL'EROE

L’eroe muore giovane e la sua morte arriva sempre preannunciata da prodigi, eppure l’eroe si mantiene saldo nel cammino che lo condurrà alla morte trasformandola in un trionfo. Nella sua ultima battaglia  Cuchulain, benché mortalmente ferito dai suoi nemici, si legò con una cinghia a una roccia per restare in piedi e nessuno dei suoi avversari osò avvicinarsi fino a quando la radiosità che lo circondava non svanì e un corvo si appoggiò alla sua spalla.

 

Bellissima nel racconto l’immagine della sposa Emer che, abbracciata al cavallo del marito caduto, e rivolgendosi proprio all’animale morente, pronuncia l’orazione funebre, ripercorrendo la vita del compagno e contemplando il vuoto che ha lasciato nel mondo e nel suo cuore.

LAMENTO DI EMER

Liath Macha (1)!

Gran dolore, gran tormento

grande oltraggio grande sventura vederti!

Nessun potente e bel guerriero

vittorioso in battaglia ti segue

con parole suadenti per incitarti.

Tu re dei cavalli

tra i cavalli…

 

Il suo lignaggio mi conquistò

il grande timore di lui mi difese

il suo gran giuramento mi dette sostegno

il mio bello vittorioso primo sposo

si prese cura di me.

 

Perché fu vittorioso in battaglia

Cuchulain che il tempo ghermì

accumulò massacri

sterminò i nemici

perché il bello potente

vittorioso guerriero sapeva

di poterli sfidare con insulti

indietreggiavano davanti al suo valore.

 

Tutti gli eroi dell’Ulaid

non erano là ove

cadde in impari scontro

il suo bianco corpo ferito

avanzava contro innumerevoli schiere.

 

Il dolore per lui mi ha annientata

la sua rovina mi ha recisa

la sua morte mi ha fiaccata

la sua assenza mi ha inaridita

ora non ho più nulla.

 

emer.jpg.. Si spezzi il cuore che l’ha amato

non dimentichi l’orecchio che ha inteso di lui

lo pianga la lacrima che mai fu versata

per sempre versi fiumi di sangue

l’occhio che lo vide

il mondo finirà nel dolore

ora che è morto.

 

Certo conobbi una vita incantata

sua sposa per sedici anni.

Ci è dovuto un termine alla pena

seguiamo le tribù del paese dell’Ombra

ognuno di noi dai presagi alla certezza

piangiamo l’una per l’altro

lamentiamo l’una per l’altro

proviamo pietà l’una per l’altro

ora la vita è nel tormento

mai più ci incontreremo un altro giorno

Liath Macha

 

NOTE
1) Liath Macha è il nome del cavallo di Cuchulain

IL CICLO DELL'ULSTER

guerriero.gifI testi che narrano il mito sono denominati "La razzia delle vacche di Cooley" (Tàin BóCùalnge) risalgono al XII secolo, ma la loro prima stesura è stata opera di un bardo del VII secolo, anche se la civiltà descritta è quella del I secolo dopo Cristo.

Sono la parte centrale del Ciclo dell'Ulster.

 

Il Nord ha cercato da sempre di assumere un ruolo dominante. Emblematico per tutta la storia dell’isola il mitico scontro tra le due regioni antiche più settentrionali: l’Ulster e il Connacht, simboleggiato dal combattimento di due tori, il bruno dell’Ulster e quello dalle corna bianche del Connacht. Il sangue dei due animali bagnò tutta l’isola e anche il vincitore della lotta morì per lo sforzo. La maledizione si è abbattuta sull’Irlanda per i secoli a venire.

 

Lebor Na Huidre (Il libro della Mucca Bruna) vedi

Lebor Laingnech (Il Libro di Leinstervedi

Lebor Buide Lecain (Il Libro giallo di Lecanvedi

 

graphics-music-notes-549074.gifASCOLTA ROISIN DUBH - Thin Lizzy: testo e traduzione continua

 

(Cattia Salto 2012, integrazione giugno 2013)


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