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IL GIORNO DI SANTA LUCIA

http://3.bp.blogspot.com/_7vSSEIIuxpI/TQXcUXxOTDI/AAAAAAAABn0/Rjk4vJgav5w/s400/AdventCalendar-13Dec-lores.jpgIl 13 dicembre segna l’inizio del Natale in Svezia e in Norvegia, giorno in cui si festeggia Santa Lucia: messaggera di luce proprio come il suo nome (lux, lucis).

 

In Italia si dice “Santa Lucia il giorno più corto che ci sia” ma in realtà lo era un tempo, con il vecchio calendario giuliano,  quando la festa della Santa per via dello sfasamento tra i giorni contati (in modo impreciso) dal calendario civile e quelli del calendario solare cadeva al Solstizio d'Inverno.

La confusione è nata con l’introduzione del calendario gregoriano che ha rimesso a posto il tempo, ma ha eliminato dal vecchio calendario un bel po’ di giorni.

 

Lucia pare fosse una ragazza siciliana cristiana (per la precisione di Siracusa) vissuta nel ultimo ventennio degli anni del 200 a.C. che piuttosto di sposarsi con un pagano preferì la morte per martirio. In effetti una Lucia venne martirizzata a Siracusa durante la persecuzione di Diocleziano, ma non si sa come e perchè. La fantasia popolare ha poi innestato sulla narrazione pseudo-storica la leggenda che Lucia si fosse strappata gli occhi qualificandola come protettrice della vista; così viene ritratta con la coppa che contiene i suoi occhi.

 

La santa è una delle tante varianti di Demetra la dea greca che nei riti eleusini era collegata al mito di morte e rinascita di Madre Natura (Demetra e Core o Persefone): così al solstizio d'inverno anticamente in Sicilia (ovvero la Magna Grecia) si invocava Demetra dea della luce perchè riportasse la luce e l'abbondanza delle messi..

 

LA SANTA E L'ASINELLO

Prima che Babbo Natale diventasse l'internazionale dispensatore di regali per i bambini, era Santa Lucia a volare sui campi ricoperti di neve con una corona di luce sopra i capelli, e ancora oggi in alcune regioni d’Italia (ad esempio nel Trentino occidentale, nel Veneto, nel Bergamasco e nella Brianza) si aspetta Santa Lucia, che passa nella notte tra il 12 e il 13 dicembre a cavallo del suo asino per portare regali ai bambini. Per mandare a letto i bambini impazienti, che volevano restare svegli per vedere la Santa, li si spaventava dicendo che lei li avrebbe accecati con la cenere del camino e sarebbe passata oltre senza lasciare i doni. Svolge un po' le funzioni dell'italica Befana: premia i bambini buoni con piccoli doni, dolcetti e torroncini, ma anche frutta secca ed arance, invece ai bambini cattivi porta solo carbone.

La venerazione della Santa dal Sud al Nord d'Italia è legato al tortuoso percorso delle sue reliquie in particolar modo nel Medioevo sotto la Repubblica di Venezia. Il corpo della santa, prelevato in epoca antica dai Bizantini a Siracusa, è stato successivamente trafugato dai Veneziani quando partiti per le Crociate, saccheggiarono invece Costantinopoli. Oggi il corpo è conservato e venerato nella chiesa di San Geremia a Venezia.

 

LA SANTA IN SVEZIA E MISS LUCIA

Nei paesi scandinavi anche la Chiesa Luterana stranamente celebra la Santa: in Svezia in suo onore, le figlie maggiori della famiglia si alzano prima dell’alba, vestite di una camicia da notte bianca e coronate con rami di biancospino o d’edera e 7 o 12 candele accese. Portano, aiutate dai più piccoli (che rappresentano le stelle), la colazione agli adulti della casa, ossia caffè nero e un dolcetto speciale chiamato in svedese Lussekatt. In teoria i dolcetti dovrebbero essere preparati la mattina stessa, ma più spesso vengono solo infornati o sono serviti quelli preparati il giorno prima. I bambini si mettono in coda dietro Lucia, l’unica con corona di candele, in processione (luciatåget ossia il treno di Lucia), cantano le canzoni tradizionali e l'immancabile Luciasången

L'usanza è nata nel 1700 tra le famiglie alto-borghesi della zona intorno al lago Vänern, adesso è diventata occasione dell'elezione di Miss Lucia, così le città della Svezia il 12 e il 13 dicembre brulicano di belle ragazze in vestaglia bianca fermata da una cintura rossa in vita che cantano la canzone di Santa Lucia e salutano con la mano nei supermercati e nelle chiese offrendo sorrisi e biscotti. Quindi anche se il giorno non è considerato festivo è come se lo fosse perchè nelle scuole e negli uffici è tutto un luciatåget, cori e dolcetti tradizionali.

Un tripudio di candele, processioni, canti..

 

Nel tempo si sono stratificati tanti significati legati al giorno solstiziale, così il giorno è rimasto sostanzialmente una festa della luce: grandi falò, sfilate con fiaccole e tante cerimonie piene di candele accese per simboleggiare la vittoria della luce sulle tenebre; Lucia è custode del giorno più corto dell'anno (e perciò cieca ovvero priva di luce) ma nello stesso tempo è testimone del passaggio delle tenebre alla luce, perchè dopo il solstizio le ore di luce cominciano progressivamente ad aumentare allungando così la durata del giorno!

 

Sul mare luccica
l'astro d'argento.
Placida è l'onda;
prospero è il vento.
Venite all'agile
Barchetta mia!

La canzone di Santa Lucia (Luciasången) che gli svedesi cantano con tanto fervore non è altro che l'italianissima "Santa Lucia" ovvero la canzone napoletana scritta da Teodoro Cottrau (napoletano di origini francesi se proprio vogliamo cavillare); la canzone originaria non ha niente a che vedere con la Santa ma con un quartiere popolare di Napoli guardato dal barcaiolo che si gode il bel panorama dal golfo di Napoli e si commuove nel vedere il suo rione.

LUCIA SÅNGEN

s_lucia.gifIl testo del Santa Lucia svedese è ovviamente diverso dalla barcarola napoletana, tutto incentrato sulla data solstiziale: si tratta dell'invocazione ad una celeste dea della luce affinchè scenda sulla terra per farla rinascere.

La celebrazione di S. Lucia nei paesi scandinavi ha radici profonde: oltre al ricordo della santa, si festeggia la luce che diminuisce fino al prossimo solstizio d'inverno; le fiammelle delle candeline a corona sul capo di Lucia, sono la luce che muore e poi ritorna; le tuniche bianche sono il simbolo della verginità come sacre vestali custodi del fuoco; le processioni sono un presagio rituale della natività e dell'attesa per la vita nascente, nel nuovo ciclo stagionale. Così 12 sono i giorni che separano Santa Lucia dal Natale come dodici sono i giorni del Natale fino alla festa dell'Epifania.


(continua)

LE FOCACCINE DI SANTA LUCIA

I Lussekatter sono dei panini allo zafferano dalla caratteristica forma ad esse rovesciata. Presentano la caratteristica di essere molto gialli (con tutto lo zafferano che ci si mette!) oltre che deliziosamente profumati, ma non sono molto dolci, essendo più simili come sapore e consistenza a delle brioscine.

Sembra che l'origine della ricetta sia tedesca risalente almeno al rinascimento: la forma originaria dei panini era la svastica, noto simbolo archetipo solare ossia la croce uncinata, ma dopo le disastrose associazioni del simbolo con il nazismo anche le focaccine hanno cambiato forma, sono diventate delle mezze croci con le estremità arrotolate a spirale e con un uvetta al centro delle due estremità (forse rappresentano gli occhi strappati alla santa)

 

Come sempre le ricette hanno spesso gli stessi ingredienti base, ma con dosi diverse eppure l'ingrediente che non deve mancare e che rende il panetto fragrante e soffice è la kesella ossia il kvarg svedese che corrisponde ad un formaggio tedesco, il quark. Sono dolcetti da mangiare in giornata perchè lasciati all'aria aperta induriscono, ma se proprio avanzano si possono congelare

 

Per la preparazione vi consiglio di seguire la ricetta passo passo di Joe Pastry, specialmente per come fare ad arrotolare a girella le estremità vedi

 

LA RICETTA

(per non esagerare con le dosi è meglio tenersi sul mezzo kilo di farina e si consiglia la manitoba perchè quella più adatta per le lunghe lievitazioni vedere tabella)

 

lussekatter.jpg500 g di farina bianca manitoba

75- 100 g di burro

125 gr di quark o l'italico mascarpone se non lo trovate oppure il Philadelphia (l'utlima alternativa è la panna acida), ma potete sempre prepararvi in casa il mascarpone (vedi)

250 ml di latte intero

Zafferano: ovviamente non può mancare ma le dosi variano anche in base al portafoglio.. possono bastare 2 bustine se proprio dobbiamo fare economia, ma se ne dovrebbero usare 9 (0,5 gr)

1 pizzico di sale

100 o 120 g di zucchero

25 g di lievito di birra in cubetti o liofilizzato

1 uovo intero per l'impasto e 1 tuorlo per la doratura

Uva passa

 

Preparazione:
1. Per prima cosa si scioglie lo zafferano (se non è già in polvere schiacciare i pistilli con il mortaio) nel latte scaldato prima a ebollizione e lasciato cuocere a fuoco lento mescolando bene. Far raffreddare finchè è tiepido. Alcuni in questa fase aggiungono già il burro che viene fatto quindi sciogliere altri preferiscono unire il burro più tardi

 

2. In una ciotola sbriciolate il lievito di birra, versateci sopra il latte tiepido (attenzione che se è troppo caldo uccide tutti gli enzimi del lievito e il nostro pan-dolce non lievita più), e aggiungete tutti gli altri ingredienti (io in genere procedo così: mescolo bene tutti gli ingredienti secchi in una ciotola, quindi farina, zucchero, sale -lo zafferano lo abbiamo già aggiunto nel latte - se il lievito di birra è liofilizzato lo metto insieme al secco se invece è in cubetto lo sbriciolo stando sopra alla ciotola versandoci il liquido tiepido). Man mano che lavoro l'impasto aggiungo la parte umida (uovo intero, il latte, il formaggio ed eventualmente se non aggiunto prima, un po' alla volta i pezzi di burro a temperatura ambiente) Si impasta proprio come per fare il pane (vedi) -ma se voi volete usare la planetaria..


Ovviamente regolatevi se l'impasto vi sembra troppo morbido aggiungete della farina se è troppo duro aggiungete del latte.

 

3. Lasciate lievitare per circa 45 minuti in un luogo tiepido (coprite con un telo bagnato nell'acqua e strizzato, si sa che il lievito ama starsene all'umido e al calduccio). Se siete dei perfezionisti e avete molto tempo potete riprendere l’impasto impastarlo ancora per 5 minuti e poi lasciarlo a riposo un'altra mezz'oretta. Ma siccome di lievito nella ricetta ne abbiamo messo tanto a mio avviso si può passare direttamente alla porzionatura. Se avete preparato tanta pasta potete a questo punto congelare l'eccedenza o metterla in frigo per qualche giorno e riprenderla quando ne avete bisogno.

 

4. Sulla spianatoia infarinata dividete l’impasto in 14-16 parti uguali (procedete sempre dividendo per metà). Prendete un tocco di pasta arrotolatelo a salsicciotto (lungo una spanna), e schiacciatelo con il mattarello o un qualunque attrezzo adatto che vi trovate in cucina, quindi partite da un'estremità ad arrotolare a spirale, arrivati circa a metà rigirate il pezzo e ripartite ad arrotolare dall'altra estremità fino a farle congiungere al centro del tubo di pasta.

 

5. Infilate l’uvetta in ogni girella e posateli in una teglia abbastanza distanziati perchè gonfieranno ancora e parecchio, lasciate lievitare per un 15-30 minuti (il tempo che ci mettete per preparare la teglia successiva) quindi spennellateli con il rosso dell'uovo sbattuto (io preferisco non spostarli e quindi uso la stessa teglia anche per infornare) e cuocere in forno a 220-250° e per circa 12-15 minuti (ognuno conosce il suo forno, se non avete quello ventilato -io ad esempio d'inverno cucino nella stufa a legna - a metà cottura rigiro la teglia per distribuire il calore in modo uniforme). Fate raffreddare su una griglia.

 

Ecco i tanti modi per confezionare i dolcetti!

lussebullar_21165138.jpg

 

Ovviamente le specialità dolciarie non finiscono qui, ci sono anche i Luciapepparkakor (si sono proprio loro, i biscotti di pan di zenzero!)…

 


FONTI

http://www.vastospa.it/html/tradizione/trad_festa_s_lucia.htm
http://www.cefaleecampania.it/n7-santalucia-canzone.html
http://www.carasantalucia.it/tradizioni/mondo/
Svezia/DanimarcaSvezia.htm

http://nonsolopolpette.wordpress.com/2013/01/03/
en-riktig-svensk-jul-part-iii-zafferano-demonio-e-lussekatter/

 

ILLUSTRAZIONI
Paul Bommer dal suo Calendario dell'avvento 2011

http://paulbommer.blogspot.it/2010/12/advent-calendar-13th-dec-st-lucys-day.html

 

(Cattia Salto, dicembre 2013)

 Pagina trasferita e integrata nel BLOG TERRE CELTICHE qui

 

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