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Fin dall'alba della civiltà venivano narrate le
storie più strabilianti sull'origine della Terra. Si ripercorrono i miti
della creazione per conoscere le risposte dei vari popoli alle domande sul
significato della vita
Gaia – Esiodo VIII sec a.C. Iside – Apuleio II sec a.C. Kalevala – Lönnrot XIX sec d.C. Amergin – VI sec a.C. Nativi Americani, America del Nord, tribù delle grandi
pianure – XIX sec d. C. Enuma Elish - XII sec a.C. Genesi - IV sec a. C. |
GENESI
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In principio dio era femmina, la Grande Madre, dea dai molti nomi, nelle terre del Sud si chiamava Gaia, la Terra dall’ampio seno perché amorevole sorgente di vita; nelle terre del Nord si chiamava Ilmatar, la gigantessa Madre delle Acque che creò la terra affinché Vainamoinen, suo figlio potesse trovare una dimora. Per i popoli cinesi del Fiume Giallo fu il gigante Pan ku, all’inizio solo un minuscolo granello di polvere che turbinava nel caos, a incidere l’universo con il suo scalpello e a donare la sua vita per nutrire la terra, ma fu la dea drago Nu Kua a modellare gli uomini nell’argilla del fiume e a soffiarvi il principio vitale. Poi vennero le divinità maschili e i re, e così il dio guerriero Marduk di Babilonia uccise Tiamat la madre drago e con il suo corpo tranciato in due formò il cielo e la terra. Dai testi antichi inseriti nella trama (greci, babilonesi, ebraici) o da testimonianze più tarde di antiche mitologie, (quelle celtiche, finniche e dei nativi Americani) prendono le mosse le storie della terra, alcune narrate con la tecnica delle ombre cinesi e Silhouette, altre rappresentate mettendo in scena i relativi personaggi Tecnica: mista: teatro di figura, narrazione Autore: Cattia Salto Anno debutto: in produzione Durata: 50 minuti. Interpreti: 3 attori |
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In principio Dio era femmina,
la Grande Madre, Dea dai molti nomi, amorevole sorgente di vita ma anche indifferente
alle sofferenze dei suoi figli e dispensatrice di morte; una Regina della Terra che
dominava incontrastata nell’alba del tempo… poi vennero gli Dei e i Re, …ma
non riuscirono mai a cancellarne il ricordo… |
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