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LA FESTA DEL VISCHIO
ogni anno a Saint Denis (Valle d’Aosta) l’8 DICEMBRE rivive la tradizione celtica |
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VISCHIO
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Nome Latino: Viscum album Famiglia: Lorantacee Pianta parassita e sempreverde che vive sui rami degli alberi Habitat: E’ frequente sui nostri monti
Probabilmente anche il significato oggi attribuito alla pianta
deriva da queste antichissime credenze popolari; siamo soliti, infatti,
donare o tenere in casa rami di vischio tra la fine del vecchio e l'inizio
del nuovo anno nella speranza di proteggere in tal modo noi stessi, le
persone a noi care e la nostra casa dai guai e dalle disgrazie. |
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LA LEGGENDA: La Morte di Balder Balder,
dio della luce, era tormentato dagli incubi. Pur sapendo di essere amato da tutti
per la sua bontà e la sua bellezza, ogni notte sognava che qualcuno stesse
per ucciderlo. Il padre Odino, dio della guerra, era preoccupato. Così, in
groppa al suo cavallo dalle otto zampe, si reco’ a Niflheim, la terra dei
morti, dove c'era la tomba di Volva, la veggente che conosceva i segreti del
futuro. Odino, con le sue arti magiche, la costrinse a uscire dalla tomba e
la interrogò. «Presto per Balder si mescerà birra e idromele» rispose Volva,
volendo significare che il dio sarebbe morto. Odino domandò come sarebbe
avvenuto e Volva disse: «Sarà Hoder, il dio cieco, a ucciderlo». Ritornato
tra gli dei, Odino informò la moglie Frigg, madre di Balder, del destino che
attendeva il figlio. Frigg partì subito per un lungo viaggio, attraversando
tutti i paesi del mondo. A ogni cosa che incontrava faceva giurare di non
fare mai del male a Balder Giurarono tutti: l'aria e l'acqua, la terra e il
fuoco, le piante, gli animali e le pietre. Solo la pianticella del vischio
non giurò. Frigg, infatti, l'aveva ritenuta troppo debole e innocua per
costituire un pericolo. In questo modo Balder divenne invulnerabile e ciò fu
per gli déi un'occasione di divertimento. Gli tiravano sassi e frecce, lo
trafiggevano con le lance, lo colpivano con le spade... Ma nulla poteva
ferire il giovane Balder. Solo Loki, dio della distruzione, non partecipava.
Egli amava gli scherzi crudeli e quel gioco innocuo non lo divertiva affatto.
Così, mutate le sue sembianze in quelle di una vecchia, si recò da Frigg e
con l'inganno venne a sapere dalla dea che il vischio non aveva giurato.
Allora andò nel bosco e ne prese un ramo che cresceva sul fusto di un melo.
Con esso costruì un bastoncino dalla punta affilata, quindi si recò
all'assemblea degli dei. Come al solito gli dei erano impegnati nel gioco di
colpire Balder. Loki si avvicinò al cieco Hoder e gli porse il bastoncino di
vischio. «Prova a colpire Balder con questo» gli disse. Hoder replicò: «Come
posso colpirlo se neppure lo vedo?» Ma Loki lo rassicurò: «Non temere,
guiderò io la tua mano». Hoder lanciò il bastoncino e colpi Balder. Il
vischio penetrò nelle sue carni e lo uccise. Tratto da "Miti e leggende di tutti i tempi" editore HAPPY BOOKS |
Frija,
Freya, chiamata anche Frigg nella mitologia scandinava. È la
moglie di Wotan. Protettrice dell’amore, dell’unione sessuale e della
fertilità. Il suo
nome sopravvive in inglese nel termine Friday (Frigg’s-day). |
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Narra la leggenda che Balder, morendo, cadde su un cespuglio di agrifoglio, spruzzandolo di sangue, mentre le lacrime di Frigg si trasformarono in perle che rimasero per sempre ad ornare la pianta del vischio. |
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TOSSICITA’Tutte le parti della pianta sono tossiche; particolarmente
pericolose le BACCHE, per la loro capacità di attrarre i bambini, una decina
di queste possono infatti causare vomito, abbassamento della pressione e
disturbi nervosi; una quantità maggiore può provocare la morte per arresto
cardiocircolatorio. Le FOGLIE contengono colina e acetilcolina, sostanze che
agiscono sul sistema neurovegetativo, e saponine; le bacche sono ricche di
alcaloidi e di altre sostanze tossiche, per cui se ne sconsiglia l'uso
medicinale. Sono immuni i merli e i tordi che si nutrono delle bacche e
contribuiscono così alla loro disseminazione. Assieme
alla Quercia, il Vischio rappresenta la centralità della medicina celtica.
Per i druidi simboleggia la resurrezione e la sopravvivenza della vita alla
morte. Questa pianta rimane verde, quindi visibilmente viva, anche in inverno
quando le altre piante sono in riposo vegetativo che potrebbe essere
interpretato come uno stato di morte apparente. Per raccogliere ed usare il
Vischio si attuavano una serie di cerimonie volte a celebrare la
sopravvivenza dello spirito alla morte fisica. Per i druidi il rito che
onorava l'immortalità dell'anima era in grado di associare il potere della
medicina a quello della magia. Il fatto che il Vischio sia una pianta che non
cresce a terra ma sugli alberi suscitava nella popolazione celtica un
interesse, una curiosità ed un'adorazione del tutto particolari. Il ciclo
vitale di questa pianta non tocca mai il terreno perché gli uccelli si cibano
delle sue bacche e poi le trasportano da un albero all'altro. Germogliano
solo i semi dei frutti che cadono sui rami mentre ciò non accade per quelli
che cadono a terra. Tutto questo veniva interpretato dai druidi come una
sorta di benedizione degli dei scesa sui primi mentre i secondi non godevano
del consenso divino. I Celti
credevano che il ciclo vitale del Vischio si sviluppasse su tre elementi: un
soggetto che trapassa la morte rappresentato dal Vischio, un messaggero della
vita cioè l'uccello trasportatore, e l'interazione divina che dava il potere
di nascere e di crescere. Questa vita completamente aerea veniva associata ad
una delle più spettacolari, misteriose e potenti espressioni divine nel mondo
terreno. |
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Il Vischio era una delle piante più preziose
dell'erboristeria celtica tanto da essere ritenuto quasi un animale e da
venire associato alla vita di un re o di un capo. I druidi sceglievano
accuratamente i modi ed i tempi per raccoglierlo. Era la pianta dedicata alla
festa di Imbolc e veniva tagliato dall'albero che lo ospitava durante una
cerimonia di Yule o Alban Arthan. Proprio in questo giorno, il più corto
dell'anno, il sole ricomincia a crescere e la luce che irraggia la terra,
fecondandola di vita, aumenta gradualmente fino a rinnovare il risveglio
primaverile.
Il cerimoniale per la raccolta del Vischio era
scandito da azioni antiche ed imprescindibili. Gli studi in merito all'epoca
ed alle modalità di raccolta sono molto precisi: si usava un panno candido,
simbolo di purezza, e venivano sacrificati dei giovani tori bianchi per
rinnovare il patto con le divinità. Nel periodo vicino al solstizio d'inverno
il Vischio è in piena fioritura. I Celti lo raccoglievano nel sesto giorno
della luna crescente cioè mentre questa si stava incrementando di potenza.
Anche il druido che officiava la cerimonia era vestito di bianco e solo lui
poteva tagliarlo. Il Vischio era anche considerato un liquido simbolico
perché estraeva la linfa dalla pianta ospitante sorbendone la positività ed
il sapere e quindi, concentrandone il succo, diventava la bevanda della
conoscenza
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raccolta del vischio |
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Oltre alle proprietà magiche e simboliche,
il Vischio ha notevoli proprietà terapeutiche che i Celti conoscevano bene.
Sempre Plinio il Vecchio riferisce che: "i Galli credono che il
vischio, preso come bevanda (l'acqua di Quercia), dia fecondità e operi da
antidoto contro tutti i veleni…Credono che il vischio, macerato in forma di
bevanda, doni la fertilità a ogni animale sterile, e che sia un rimedio
contro tutti i mali…Alcuni pensano che il vischio sia più efficace se colto
sulla quercia all'inizio della luna, senza usare arnesi di ferro e senza che
tocchi terra; che guarisca l'epilessia, faccia concepire le donne che ne
portano addosso e che, masticato e applicato sulle ulcere, le guarisca
completamente". E' possibile che i druidi
conoscessero le proprietà antitumorali del Vischio. E' utile ricordare che
questa malattia non è affatto moderna ma era conosciuta già nell'antichità:
se ne trova traccia persino in testimonianze egizie. Gli estratti di Vischio
sembra che abbiano delle proprietà stimolanti sul sistema di difesa
dell'organismo e specialmente sull'attività del timo. Gli infusi di rami e
foglie hanno delle caratteristiche ipotensive, emodepurative e calmanti.
Questa pianta è una fonte di composti cardiotonici che risultano molto utili
nella cura delle affezioni a carico del sistema circolatorio. I dosaggi
devono essere sempre parsimoniosi perchè le bacche contengono dei principi
tossici per il corpo umano. Alcune leggende celtiche descrivono le pozioni di
Airmed, figlia del dio della medicina Diancecht. Questa celebre fitoterapeuta
curava le malattie genitali con l'infuso di bacche di Vischio. I suoi
impacchi fatti con foglie e frutti pestati erano utili per la cura delle
affezioni ossee ed articolari. Airmed lasciava macerare per dieci giorni una
parte di Vischio in venti parti di bevanda alcolica ottenendo un liquido
efficace per risolvere i problemi legati alla menopausa. La stessa erborista
suggeriva di far bollire una parte di Vischio in cinque di acqua per un breve
periodo e poi addolcire la bevanda con miele: era utile per disintossicarsi e
per curare la ritenzione idrica. Un'altra sua preparazione diceva di seccare
il Vischio, ridurlo in polvere e farne un infuso negli ultimi tre giorni
della luna nuova: si ottenendo così una potente cura contro l'epilessia.
Airmed prescriveva anche un rimedio utile contro l'asma convulsiva,
l'itterizia e la pazzia che consisteva in un infuso fatto con quattro parti
di Vischio seccato e dieci di acqua. Tratto da http://www.erboristeriaceltica.com/piante/vischio.htm |
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