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Nel Medioevo prima
dello spuntare del giorno di Calendimaggio i giovani del villaggio
raccoglievano fiori di campo e rami di biancospino e facevano entrare il
Maggio nel paese: cantavano, danzavano e appendevano alle finestre i rami
raccolti e donavano i fiori alle fanciulle più graziose. Fino a poco tempo
fa, e ancora oggi in alcune zone, erano molto diffuse le Maggiolate durante
le quali gruppi di questuanti musicisti andavano di casa in casa per cantare
il Maggio, fermandosi nell’aia delle cascine, gli abitanti della casa
offrivano da bere, mentre il coro intonava delle strofe, dedicate alla donna,
al capo di casa, alle figlie giovani cui si augurava un felice matrimonio, ma
se la questua non dava buoni frutti allora si lanciavano le maledizioni!!
Questa è la versione arrangiata dal gruppo Alice castle
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RIT E le’ venuta la nova del
Maggio
gente divina stateci ad ascoltare
e ne venimo da lungo viaggio
In questi luoghi ci fermiamo a cantare
L'è uscita una stagion tanto cortese
ecco lo Maggio e l'uscita del mese
L'è uscita una stagion tanto gentile
ecco lo Maggio e l'uscita d'Aprile
E l'è venuta una stagione reale
eccolo Maggio sullo spampanare
e l'é fiorita la foglia sul faggio
e l' uccellino principia a cantare
Fermiamoci compagni non più avanti
che qui c'è la regina imperatrice
e ci sta la regina ci sta lei
ci sta chi li consuma gli occhi miei
Questa è la casa delle meraviglie
ci sta la mamma con due belle figlie
son tutte due boccioli di rosa
vediamo chi per prima darà in sposa
Caro bellino to da fa n' saluto
che la tua bella me la comandato
ma detto di venir non ha potuto
ti manda prima un bacio e poi un saluto
Caro bellino mettete l'beretto
e va giù' la cantina col brocchetto
cara bellina mettete l'zinale
e va giù' la cantina col bocale
Cara bellina mettete la gonna
e porta dodici ova con na forma
se dodici ovi tè paresson troppo
levene quattro che n'armangon otto
Cara bellina mettete lo busto
e vien sulla finestra a dacce gusto
sulla finestra scioiete i capelli
così potren veder quanto son belli
E scuserete le malecreanza
ma ce la fatto far la confidenza
e scuserete lo poco cantare
le notte en corte abbian da camminare
E scuserete la tarda ora
pero' domani è festa e n'se lavora
e scuserete s'ete perso l'sonno
noialtri canteremo fino a giorno
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STROFA DELLE MALEDIZIONI
A noi dateci il prosciutto:
pregheremo per il porcello
che vi venga grosso e bello
e la ghianda sia dappertutto.
A noi dateci il prosciutto.
Oppure quella dell'ova:
Se dell'ova a noi ci date
pregherem che le galline
dalle volpi e le faine
vi saranno liberate
se dell'ova a noi ci date,
ma se niente voi ci date…
Che v'entrasse la volpe nel pollaio,
e vi mangiasse tutte le galline;
che v'entrasse i ladri nel granaio,
e vi portassen via bestie vaccine;
che v'entrasse il foco nel pagliaio;
che vi muffasse il vin nelle cantine;
un accidente al padre e uno alla figlia,
e il rimanente a tutta la famiglia.
E le’ venuta la nova del Maggio
gente divina stateci ad ascoltare
e ne venimo da lungo viaggio
In questi luoghi ci fermiamo a cantare

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