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APPROFONDIMENTO |
POESIA OCCITANANel primo
millennio in tutte le terre
occitane, si parlava e sopratutto si scriveva l'antico occitano, "latino d'oc", vero archetipo di tutte le lingue padane, del provenzale, del
catalano, dell'aquitano, ed ovviamente delle forme moderne di occitano e
linguadoca. Proprio l'Occitano antico era la lingua dei poeti, ed essendo, al
tempo, tutte le poesie provviste di musica, i poeti erano compositori ed
esecutori di musica. Lo stesso italiano puo' essere considerato una
variante dell'occitano antico, come lo sono il catalano, l'occitano moderno,
il provenzale, la linguadoca, e molte lingue locali, quali il piemontese |
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E’ doverosa una
distinzione tra l'occitano antico e il franco-occitano o franco-provenzale. A nord della terra occitana si parlava sopratutto il franco-occitano,
l'antesignano della lingua francese, a volte impropriamente detto provenzale,
era la lingua usata dai trovatori e dalle trovatrici. La lingua nordica
franco-occitana era gia` detta (nel 1000) "franseis" dagli
occitani. E’ prevalsa l’opinione comune che le due lingue si distinguessero per il diverso modo di dire “si”: “oc” per l’occitano “oil” per il francese. In realtà l'affermazione del "franseis" dell'epoca era un "oooi" alquanto prolungato, simile alla affermazione in bolognese e nei casi di affermazione certa veniva usato il si. Mentre l’occitano usava “si” oppure “aissi” per dire “si”. |
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L’Occitano fu la lingua dei Poeti-Musici-Cantanti-Attori-Danzatori e degli Artisti tutti, ma anche e soprattutto dei Giullari di corte e delle compagnie recitanti nelle sagre e fiere dei paesi, una lingua internazionale, diffusa dall’arte e dalla fama dei poeti occitani e anche dallo stuolo dei poeti e musici italiani di area pedemontana-lombarda-veneta che lavoravano alle corti dei vari signorotti e tutti di cultura Occitana. Già dal 1180 la corte di Monferrato, incentrata sul mecenatismo del marchese Bonifacio I, era considerata la più colta dell’Italia settentrionale: vi soggiornarono Peire Vidal di Tolosa e Raimbaut de Vaqueiras (nato in Valchiusa) che fu anche fedele amico e compagno d’armi del marchese. |
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Le corti feudali sono le sedi privilegiate della lirica occitana o trobadorica, che per questo è anche detta poesia cortese. Le più antiche testimonianze in tal senso ci giungono da una raccolta poetica di un potente feudatario, conte di Poitiers e duca d’Aquitania, Guglielmo IX (1071-1126). Molti sovrani europei e grandi feudatari del tempo si dilettavano a comporre poesie destinate alla loro corte, una società culturalmente omogenea anche se sparsa in aree geograficamente diverse, altri esercitavano l’arte come una professione o una necessità. |
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Nella dolcezza della primavera
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Ab la dolchor del temps novel Ab la dolchor del temps novel
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Le poesie dei trovatori trattavano svariati argomenti, ognuno con una propria struttura melodica: la canso’ (la canzone d’amore di gusto aristocratico e cavalleresco); il jeu-parti (il duetto d’amore); l’aubade (Il canto dell’alba); la pastorelle (di carattere bucolico); il planth (il compianto, di argomento triste e doloroso); le canzoni di tela (intonate dalle donne durante i lavori di ricamo); le tenzoni (competizioni tra trovatori sui meriti dei loro versi); il sirventese (di carattere politico e satirico) Per le poesie (anche con traduzione) http://ducalucifero.altervista.org/troub.htm Una panoramica di testi e musiche, breve ma molto ben documentata: http://www.picobeta.com/trombadori/index.html |
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