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BANCHETTARE AL TEMPO DEGLI ANTICHI CELTI

Per i Celti i più grandi piaceri della vita erano: la tavola, la musica, la rissa e il sesso (non necessariamente in quest'ordine) I primi tre venivano soddisfatti durante i banchetti in occasione delle festività!

Posidonio che pare abbia vissuto di persona tra i Celti dell’entroterra di Marsiglia, ci ha descritto le loro abitudini:

i convitati prendevano posto attorno a bassi tavoli disposti in cerchio; sul suolo coperto di fieno, al posto delle sedie. Il pasto quotidiano era la zuppa d’avena, ma nei molti giorni di festa, questo veniva accantonato per grandi quantità di carne, pane, latticini e birra…

I Celti talvolta organizzano durante i loro banchetti dei veri duelli. Sempre armati nelle loro riunioni, si dedicano a dei simulacri di combattimento e lottano tra di loro a mani nude; arrivano tuttavia talvolta fino alle ferite, si irritano allora e se qualcuno non li separa, arrivano ad uccidersi. Nei tempi antichi quando era servito un cosciotto o un prosciutto, il più valoroso se ne attribuiva la parte superiore; se un altro desiderava prenderlo, avveniva tra i due contendenti un combattimento a morte… Quando i convitati sono numerosi si seggono in circolo mentre il posto nel mezzo è riservato al personaggio più importante… colui che si distingue tra tutti per la sua abilità in guerra, per la sua nascita o per le sue ricchezze. Presso di lui siede il suo ospite e, alternativamente sulle due ali, tutti gli altri secondo il loro rango. Dietro si tengono i valletti d’armi che portano lo scudo e di fronte i portatori di lance: seduti in cerchio come i loro padroni, fanno festa nello stesso tempo. I servi fanno circolare le bevande in vasi di terracotta o d’argento… i piatti su cui sono disposte le vettovaglie sono dello stesso genere, talvolta in bronzo, altre volte in legno e in vimini intrecciato. La bevanda servita dai ricchi è il vino d’Italia o della regione massaliota: lo bevono puro, o , più raramente, mescolato con un po’ d’acqua; presso coloro che sono meno abbienti, si usa una bevanda fermentata a base di frumento e miele; presso il popolo la birra che chiamano korma. Bevono nella stessa coppa, a sorsi piccoli… ma frequenti.” ( POSIDONIO, Storie, XXIII)

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Non è ben chiaro se i commensali avessero dei corni potatori personali o se vi fosse un'unica grande coppa (o un unico grande corno) che venivano riempiti di volta in volta e circolavano passando di mano in mano (rigorosamente in senso antiorario): una faccenda piuttosto scomoda! Così come starsene seduti in terra (se pensiamo ai raffinati romani e ai loro triclini!)

I CEREALI AL TEMPO DEI CELTI

I cereali coltivati nell’età del Bronzo sono il grano tenero o il farro (Triticum), la spelta (Triticum spelta), il miglio (Panicum miliaceum) e l’avena (Avena sativa); nell’età del Ferro, invece, l'orzo, il panico (Setaria italica) e la segale (Segale cereale)

I CEREALI DEI CELTI
Orzo: per minestre asciutte, birra, polente.
Miglio: per minestre asciutte, polente.
Farro e Spelta, Avena e Segale: per la panificazione

Nelle zuppe invece ci finiva un po' di tutto soprattutto le leguminose (fave, piselli, lenticchie)

ALCUNE RICETTE DA PROVARE
Minestra d'orzo "Panicia" (dalla Val Badia, ricetta tipica della tradizione ladina) continua
Panicium con il miglio continua